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Aiutiamo i giovani a (ri)amare l’auto

Una delle cose belle accadute in questi ultimi giorni davvero brutti per tutti noi e per la società in cui viviamo è che qualche settimana fa sono diventato nonno. E come tutti i nonni che si rispettano ho subito immaginato cosa sarebbe diventato (da grande) il mio bel nipotino: quali potranno essere le sue aspirazioni e, soprattutto, le sue passioni. Avendo bazzicato il mondo delle auto per oltre trent’anni, e con un figlio (il neo-padre) che non solo ha pensato bene di seguire la mia strada, ma ha voluto anche… assaggiare la pista (e pare gli sia piaciuta, visto che l’ha frequentata per almeno un decennio), la prima cosa a cui ho pensato – lo dico sinceramente – è l’automobile.

Ora, non pretendo certo che mio nipote si butti un giorno a capofitto nel mondo delle quattro ruote. E tanto meno che arrivi addirittura a infilarsi tuta e casco. Mi piace però pensare che, una volta in grado di inquadrare bene tutti i ‘cimeli’ esposti nelle nostre rispettive abitazioni, arrivi almeno a chiedersi quale sorta di segreta passione abbia spinto suo nonno prima e suo padre poi a infilarsi in quello straordinario e inebriante toboga che è l’universo dell’automotive.

E mi piace anche pensare che, quando sarà il momento, riesca almeno ad apprezzare quel miracolo della tecnologia che da sempre è la ‘macchina’, sinonimo di autonomia e libertà di movimento in un mondo (almeno quello di oggi) dove spostarsi con i mezzi pubblici è diventato sempre più complicato. E, soprattutto, riesca a rispettarla, per non farla diventare – come ormai capita spesso – il capro espiatorio di automobilisti incivili, di nuovi e sempre più numerosi paladini dell’ambiente e di scandali vari.

Ho letto da qualche parte che i giovani di oggi all’automobile preferirebbero lo smartphone, l’iphone, il pc e altri aggeggi elettronici (anche se pare che nel 2015 le loro patenti siano tornate a crescere) Beh, mi sembra ovvio, vista la differenza di prezzo tra i prodotti e la maggiore facilità di acquisto da parte loro di un telefonino (anche il più costoso) piuttosto che di un’auto (‘connessa’ o meno che sia). E allora aiutiamoli, questi giovani, a trovare i soldi per comprarla questa benedetta automobile: offrendo loro la possibilità di trovare un lavoro, anzitutto, poi quella di poterla acquistare con un finanziamento semplice e accessibile (magari, anche se non è un mobile, con qualche interessante bonus governativo) e, per i più sportivi e… portati, con trofei promozionali in pista a costi ancor più contenuti.

Ma prepariamoli, prima di tutto, a usarla bene, l’automobile: con il buon esempio in famiglia, con un po’ di quella sana educazione civica sparita da troppo tempo dai nostri istituti scolastici e con corsi di guida ‘seri’ durante o dopo il conseguimento della patente. Solo così, forse, i giovani torneranno ad amare l’auto e ad appassionarsene, così come è capitato a noi e come è giusto che sia. E se poi, grazie alle tante iniziative di Case-madri illuminate e della Filiera, i più meritevoli riescono anche a lavorarci, nell’automotive, meglio ancora.

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