Tesla-90d

Analisi critica della Tesla 90d

Abbiamo provato la Tesla 90 d a due motori e trazione integrale.

Berlina del segmento “Premium” declinata in diverse potenze, espresse in kw, sia con trazione posteriore sia integrale.

Il frontale è stato rivisto nell’ultima edizione ed è scomparsa la finta griglia del radiatore, per assumere il “family feeling” della Model X, il SUV elettrico della casa.

La vettura della nostra prova, una 90d dell’ormai consueto rosso scuro metallizzato, diventato un classico del marchio. Il costruttore statunitense ha previsto uno stabilimento di assemblaggio finale delle vetture destinate all’Europa, sito a Tilburg, nei Paesi Bassi, dove vengono installate le batterie, sempre “fresche”, e i motori elettrici. Il disegno della berlina americana è dovuto a Franz von Holzhausen, designer statunitense di evidenti origini germaniche, già capo dello styling alla Mazda.

L’impatto con la vettura è certamente spiazzante: bassa e lunga viene preceduta dalla nomea delle inusitata quantità di “gadget” elettronici che la equipaggiano.

Tramite un’applicazione presente sullo smartphone la vettura esce silenziosamente dal suo parcheggio e viene a presentarsi davanti al conducente.

Nella console è disposto il computer di comando generale, dal quale è possibile accedere e selezionare tutte le opzioni presenti a bordo, come l’altezza dal suolo, la temperatura a bordo, il riscaldamento dei sedili, la navigazione stradale e quella su internet; tutte le Tesla sono perennemente connesse alla rete, fra di loro e con il computer centrale della casa, tutto, però, nel rispetto dei necessari requisiti di privacy.

Questo permette di aggiornare automaticamente e in tempo reale le opzioni di software, attualizzare le mappe geografiche, memorizzare i percorsi e anche segnalare irregolarità del terreno, buche, cantieri.

Prendiamo posto nella vettura, in un ampio sedile e ci caliamo nell’abitacolo, invero circondato da “device”: bisogna farci l’abitudine. Selezioniamo l’opzione di guida “ricarica dinamica” che frena leggermente nell’uso abituale e differisce da un normale cambio automatico poiché elimina l’effetto “ruota libera” degli automatici convenzionali, ma permette di recuperare energia in rilascio e di risparmiare le pastiglie dei freni. Dopo un breve periodo di adattamento diventa quasi divertente lasciarlo inserito. In alternativa si può selezionare dall’ampio display l’opzione che simula un cambio automatico tradizionale.

Nel traffico l’auto “osserva” e ritrasmette al pilota tutto ciò che può rappresentare un pericolo, come veicoli in avvicinamento, moto, ostacoli fissi, ma lo fa in una maniera che potrei definire “morbida”: è come un discreto assistente di viaggio che informa in maniera educata quali possono essere i possibili pericoli intorno a noi. Nel traffico urbano è agile e molto scattante, por considerando gli oltre due metri di larghezza con gli specchi retro aperti e la lunghezza che sfiora i cinque metri. Anche il peso totale che si avvicina ai 2500 kg ma non si sente, neppure nella guida veloce in Superstrada.

Il silenzio è quasi totale, solo il netto fruscio degli pneumatici, la vettura è stabile e certamente molto più a suo agio nel traffico veloce di una tarda mattinata di un giorno lavorativo, sulla Superstrada Milano-Meda. I sensori avvisano il conducente della presenza degli altri veicoli, la stabilità è sorprendente all’aumentare della velocità.

L’accelerazione è davvero entusiasmante, la velocità è limitata a 250 km/h, e probabilmente l’auto sarebbe in grado di superarla agevolmente. La frenata è davvero a livello di una supercar, come certamente mi sarei aspettato.

Inserisco il “Cruise Control”, il regolatore automatico di velocità e tolgo le mani dal volante, prima del curvone, e mi affido alla guida assistita. Come per miracolo, pur con una mia certa apprensione, l’auto affronta la curva in velocità mantenendosi perfettamente al centro della carreggiata per merito dei numerosi sensori e del GPS. Lo sterzo effettua alcuni aggiustamenti durante la virata, ma la sensazione è sorprendente.

L’impressione è di essere al cospetto di un’auto che potrebbe togliere il piacere della guida, anche perché con il radar riesce a percepire per tempo i veicoli più lenti e adattare la velocità, frenando e riaccelerando.

Ma non è così, semplicemente ci si può affidare, sempre vigili ma non in tensione, a questo sistema di guida assistita che però non è per il momento applicabile a tutte le condizioni e situazioni di guida, ma solo a “cruise Control” inserito, cioè sopra i 60 km/h, verosimilmente fuori dai centri abitati.

Completa l’equipaggiamento della vettura il tetto apribile elettrico trasparente. La ruota di scorta è disponibile solo a richiesta, ed è normalmente sostituita da un kit che permette di arrivare ad un gommista.

La ricarica in Italia e in Europa è fornita dai Supercharger sulle autostrade e dalle colonnine urbane.

Inoltre la Tesla ha creato una serie di centri di ricarica fuori dalle autostrade (Trova un Supercharger), alberghi, ristoranti, centri commerciali, dove ricaricare la propria Tesla con miglior comfort.

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