Audi-A7

Analisi critica dell’Audi A7

Ha fari che incantano ma, cosa molto più importante, illuminano a giorno la notte.

Ha quattro ruote sterzanti, monta pneumatici fino a 21 pollici, ha una trazione integrale con Torsen che serve sempre ma, soprattutto grazie a sospensioni raffinate a cinque bracci con molle ad aria, la nuova Audi A7 sta in strada come nessun’altra. E sullo sterzo c’è da chiarire che ha una precisione da bisturi, cosa non scontata per un’Audi. Oggi è il punto di riferimento. 

Sotto il cofano la nuova Audi A7 può avere un Diesel 3 litri da 284 cavalli o un benzina da 340 cavalli sempre V6 e tre litri: con il motore a gasolio si consuma almeno il 30% in meno ma soprattutto grazie alla poderosa coppia, la spinta è sempre…imperiosa! Tra i due nessun dubbio. Poi sul Diesel c’è l’otto rapporti automatico con convertitore che è un altro componente…Reale! La coppia di 620 Nm del Diesel (il benzina ha 500 Nm) è disponibile ai bassi regimi e garantisce doti di prontezza impensabili sul benzina se quest’ultimo non lo si tiene ad alto regime, quindi aumentando anche i consumi. Con il benzina per ottenere le prestazioni del Diesel si deve adottare una guida molto nervosa e fastidiosa soprattutto per i passeggeri, con il Diesel si va svelti in tutta souplesse. Come prestazioni assolute l’A7 con il 3 litri benzina accelera da 0 a 100 in 5,3 secondi, la Diesel richiede 4 decimi in più: entrambe stanno abbondantemente sotto i 6 secondi!

La nuova A7 è stata per bene elettrificata con sistema a 48V, start&stop evoluto e alternatore-starter azionato da cinghia con collegamento all’albero motore in grado di recuperare 12 kw che vanno a stivarsi in una batteria dedicata, agli ioni di litio. Un sistema ben fatto ma anche un po’ complicato, che comporta una aggiunta di peso non indifferente come di costo, ma che ha permesso di ridurre i consumi diciamo di poco meno di un litro ogni 100 chilometri!

All’interno sulla seconda generazione A7 c’è più spazio per persone e bagagli. Ovunque ci si accomodi, sia dietro sia davanti si sta da Re. Ma attenzione che i precisini dell’Audi si sono dimenticati di dotare i sedili della regolazione elettrica dei poggiatesta e non forniscono sedili con schienale spaccato a doppia regolazione, come su diverse BMW. Una mancanza che per alcuni sarà una stupidaggine ma che su auto di questo prezzo e classe ha un suo perché. Certo, funzione massaggio, riscaldamento e ventilazione ci sono, ma si sottolinea che una regolazione più ampia dei sedili anteriori a livello schienale sarebbe stata più apprezzata.

Super dotata di elettronica al servizio di chi la vive ma anche la porta (basta dire “ho caldo” che dalle bocchette esce aria più condizionata), la nuova A7 è anche molto riuscita nelle forme, un po’ per il frontale, un po’ per la coda, tanto per il tetto più slanciato. Se prima era diversa ma un po’ pesante, ora è snella ed elegante. Il designer Audi, Marc Lichte, l’ha trasformata in cigno.

Come si è scritto, la nuova Audi A7 dà tanto sia a chi guida sia a chi la vive da passeggero ma anche a chi l’incontra, perché oltre allo spettacolo delle luci grazie ai tanti radar, ultrasuoni, telecamere, laser…è protettiva verso chi incautamente incrocia la sua traiettoria, avvertendo prima chi la conduce e poi intervenendo autonomamente. E’ un’altra Audi intelligente che offre ma anche da’ alla collettività.

I prezzi partono da poco più di 70 mila euro. Certo non pochi ma viaggiare in first class ha sempre richiesto un portafogli pingue. Magra consolazione per chi non l’avrà: tutto ciò che è stato imbarcato su questa ammiraglia presto si vedrà anche su Audi più accessibili, come la sorella A6 che presto debutterà (al prossimo salone di Ginevra) con tante parti dell’A7 a partire da sospensioni, pianale…che, in fin dei conti, sono le “opere vive”: quelle che servono veramente.

Infine una curiosità: sulla nuova Audi A7 sono disponibili a richiesta i tergicristalli con diffusori acqua lavaparabrezza integrati. I vantaggi di questa soluzione sono: meno rischio stridii nella prima fase di movimento, più acqua sul parabrezza alla alte velocità… Pochi si ricordano che sull’Alfa GTV e Spider dell’epoca Cantarella erano già presenti. Lo si ricorda perché siamo stati attori di un siparietto con alcuni giornalisti stranieri che erano ammaliati dalla precisione teutonica di questi oggetti, quando per la verità sono stati in uso e poi abbandonati dai soliti creativi italiani!

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