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ANIA, Assicurazioni pronte a collaborare per lo sviluppo. Digitale, innovazione, consulenze e servizi. E l’auto?

Giorni fa si è tenuta a Roma l’Assemblea annuale dell’ANIA, l’associazione che raggruppa le 215 imprese assicuratrici che operano in Italia. Nel loro insieme producono un gettito di imposte superiore ai 6 miliardi con una forza di lavoro di circa 300.000 persone tra collaboratori diretti e indiretti. 

Nella sua dettagliata relazione la Presidente Maria Bianca Farina ha presentato un bilancio del 2017 particolarmente favorevole parlando di un settore pronto ad accogliere tutte le sfide dei cambiamenti in atto e dell’innovazione tecnologica. Si propone in particolare di passare da un concetto di semplice risarcimento dei danni a quello della consulenza, della prevenzione e dei servizi personalizzati, molto più di prospettiva e di rapporto diretto con le esigenze degli assicurati – persone singole, famiglie e aziende che siano. Scopo dichiarato la sostenibilità del tenore di vita e delle attività produttive.

La Presidente ha precisato che nel 2017 i nuovi premi sono stati pari a 131 miliardi di euro, risorse che vengono investite a beneficio degli assicurati.  Per quanto riguarda i risarcimenti relativi ai 6 milioni di sinistri denunciati nell’anno nel ramo danno hanno superato i 22 miliardi di euro e il settore ha realizzato utili netti per 6 miliardi di cui solo 400 milioni nel settore auto.

In relazione a questi criteri di personalizzazione delle polizze e interventi sull’economia reale e focalizzando l’attenzione sul settore Automotive di più diretto interesse, la Compagnia dell’Automobile non può non rilevare come non si sia parlato di interventi più mirati sulla RCA in ordine al costo delle polizze che, seppur in calo per il concorso di diverse situazioni, resta molto elevato in rapporto agli standard europei. Problema che non viene affrontato ufficialmente tenendo conto di elementi che incidono in modo molto positivo sulla diminuzione dell’incidentalità.  

Ci riferiamo alle tecnologie di assistenza alla guida e sulla sicurezza attiva, passiva e preventiva che, sempre più diffuse ed efficaci, equipaggiano le nuove automobili contribuendo in modo sostanziale a ridurre gli incidenti o la loro gravità.

A questo proposito La Compagnia dell’Automobile, associazione a tutela dei diritti dell’automobilista e motociclista, ritiene e chiede da tempo che in ordine al numero ed alla qualità dei sistemi di sicurezza imbarcati su un’auto (molto spesso pagati dall’acquirente del modello in questione) si possa e si debbano studiare polizze davvero “personalizzate”. L’automobilista più attento alla sua sicurezza, e a quella degli altri, merita di essere in qualche modo premiato.

Va precisato, e sicuramente in ANIA ne sono informati, che l’idea trova già applicazione pratica da parte di una Azienda Assicuratrice  che ha predisposto un vero e proprio catalogo di modelli in base alla loro dotazione di tecnologie utili, con i relativi sconti in polizza; si sa anche di altre Assicurazioni che stanno studiando soluzioni del genere. 

Alla Presidente dell’ANIA, e al Governo presente all’Assemblea con i vice premier e ministri Di Maio e Salvini, La Compagnia dell’Automobile rilancia quindi la raccomandazione a fare propria questa richiesta di equità e buon senso.

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