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Autostrade più sicure con i “Tutor”

Due manager di spessore, uno che investe in sicurezza, l’altro pronto alla sfida per l’auto elettrica.

Sono Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e Aspi e Alberto Bombassei, presidente del Gruppo Brembo, fresco di ingresso nella Hall of Fame delle quattro ruote di Detroit.

<Abbiamo stanziato 1,6 miliardi in dieci anni – ha evidenziato Castellucci – abbattendo dell’80% il tasso di mortalità in autostrada. Nel 2013, secondo l’Istat, il costo sociale dell’incidentalità sulla rete stradale italiana è stato di 17,9 miliardi di euro. Ed il Tutor, per il quale sono stati investiti 30 milioni di euro, è risultato un dispositivo vincente, è stato dato gratuitamente alla Polizia Stradale che lo gestisce, nel migliore dei modi, incassando i proventi delle multe>.

In parole semplici il Tutor stabilisce la velocità media di un veicolo in un determinato tratto di autostrada. Le aree in cui il sistema è in funzione sono segnalate, e questo crea un deterrente contro la velocità elevata, che è la causa di oltre il 60% degli incidenti mortali sulla rete autostradale. Il sistema individua e punisce chi, spingendo sull’acceleratore per lunghi tratti, mette a repentaglio la vita degli altri.

La Polizia di Stato rende noto dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità. Il Tutor non solo ha modificato il comportamento degli italiani alla guida ma è anche un modo di fare sistema tra imprese, istituzioni e utenti. Sistema che opera in modo nettamente opposto all’autovelox: misura la velocità tenuta su lunghe percorrenze.

Un Tutor che, nei dieci anni di utilizzazione, ha fatto diminuire la velocità media sulle autostrade. Un Tutor dal percorso condiviso con Polizia Stradale, con le associazioni dei consumatori (Codacons, Adiconsum, Adusbef), con i sindacati, con l’Albo nazionale dell’autotrasporto, con la rivista Quattroruote, con Isoradio.

Impiego delle telecamere intelligenti, sviluppate nel nostro Paese. Notevoli gli investimenti nella rete di Autostrade: 1,6 miliardi per i nuovi asfalti ad alta aderenza, 770 per il potenziamento delle barriere, 145 milioni per la sicurezza nelle gallerie. Si sta studiando allo sviluppo di una rete di ricarica di batterie per le auto elettriche (entro 5 anni la rete potrà usufruirne) ma anche alla promozione di tecnologie dissuasive per la consultazione degli smartphone mentre si guida.

Positivo riscontro per l’app Pyng lanciato da Telepass. Per Bombassei i freni delle auto:  <sono un’opera d’arte, qualcosa di più di una semplice pinza. Quando abbiamo iniziato l’attività producevamo freni a disco. Quelli a tamburo erano ormai obsoleti. Oggi realizziamo l’intero sistema frenante. Una grande emozione la provai quando la Porsche ci commissionò una pinza che si vedesse. Avevano deciso di farla ammirare come una chicca del design della carrozzeria>. Nella parte frenante si sta utilizzando un aiuto elettrico al sistema tradizionale e nelle frenate d’emergenza le pastiglie hanno un preciso ruolo. E le auto, tutte, da quelle normali a quelle elettriche ed a guida autonoma hanno sempre bisogno dei freni.

Gli Usa sono il primo mercato per Brembo e le fabbriche in Michigan e in Messico lavorano sodo. Il Cavaliere del Lavoro Bombassei (anche alla Camera dei Deputati con Monti) ha lanciato Brembo anche in Borsa e ha ricevuto la laurea honoris causa in Ingegneria meccanica all’Università diBergamo.

Leggi anche: Bombassei, il re delle pinze rosse

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