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Benzina e diesel: “eco-riscossa” solo all’inizio

Nessuna campana a morto per il settore petrolifero. La filiera che parte dalla raffinazione e arriva alla distribuzione è in forte sofferenza, ma riuscirà a superare la crisi generata dalla pandemia. I numeri delle perdite sono pesanti, ma l’impegno resta quello di  arrivare a fornire, ancora prima del 2035, carburanti “low carbon” capaci di abbattere ancora più drasticamente le emissioni di CO2 e, come spiega il presidente di Unem, Claudio Spinaci, di generare un effetto di decarbonizzazione pari a quello di 50 milioni di veicoli elettrici sulle strade.

Si prospetta, a questo punto una grande battaglia tra un settore petrolifero completamente proiettato su prodotti energetici “low carbon” e un comparto, quello dei motori elettrici, che gode dei favori delle istituzioni, ma che rischia di accrescere ancora di più la presa della Cina sul Vecchio continente. Claudio Spinaci, presidente di Unem (Unione energie per la mobilità), in pratica l’ex Up (Unione petrolifera), in una recente intervista a “il Giornale”, anticipa alcuni dettagli e dati di uno studio che sarà illustrato il prossimo 10 dicembre. “Come associazione continuiamo il nostro percorso evolutivo – afferma – con l’allargamento del perimetro di attività anche alla ricerca e allo sviluppo di prodotti energetici “low carbon”: nei prossimi anni le nostre raffinerie lavoreranno nuove materie prime, come i rifiuti, le biomasse e gli e-fuel ottenuti da processi di sintesi tra CO2 e idrogeno verde. E l’equivalente del risparmio ottenuto in emissioni di CO2 sarà paragonabile a quello generato da 50 milioni di veicoli elettrici su strada”.

Un messaggio forte e coraggioso, che parte dall’Italia, e indirizzato a chi nei prossimi anni intende impedire le vendite di veicoli alimentati a benzina e diesel. E’ il caso del premier britannico Boris Johnson (dal 2030), mentre e piani analoghi (dal 2035) riguardano anche alcuni Stati Usa e Paesi europei. In Italia una proposta del genere è stata avanzata da un deputato grillino (guarda caso), Giuseppe Chiazzese, membro della commissione Attività produttive della Camera. “Noi – la risposta di Spinaci – abbiamo tracciato la via più percorribile che punta sull’efficientamento dei motori termici attraverso l’ibridizzazione dei veicoli con i carburanti decarbonizzati ai quali stiamo lavorando“.

Chi scrive sta dalla parte delle decisioni razionali e non dettate da mode e ideologie. Ben venga il boom della mobilità elettrica, ma attenzione agli autogol dal punto di vista industriale, occupazionale e a danno della bandiera europea. Gli obiettivi di decarbonizzazione devono essere raggiunti con la neutralità tecnologica e non per imposizione di tecnologie. E ritengo abbia ragione il presidente Spinaci quando sostiene che “la decisione del premier Johnson, visto il problema Brexit” – e le conseguenze che ne deriveranno sul sistema automotive – “può essere un modo per creare barriere all’Europa, leader nei motori termici“.

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