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Il calendario Pirelli fascino ed arte

Il fascino non ha età nel calendario Pirelli, famoso per la sua tiratura limitata non è venduto ma regalato ad un numero ristretto di importanti clienti del colosso industriale e di vip. Un prodotto caratterizzato da immagini di fascino, compresi i nudi artistici. Anno dopo anno è un successo sin dal 1963. Il fotografo tedesco Peter Lindbergh, 71 anni, ha svelato gli scatti dell’edizione 2017 che vedrà la luce il 29 novembre a Parigi.
“il mio Pirelli è un calendario non nudo che spoglia l’anima delle attrici, quindi è più nudo del nudo” – ha commentato di recente il fotografo in pieno shooting durato quattro settimane e distribuito in cinque locations (New York, Los Angeles, Berlino, Parigi e Berlino). Le sue donne “normali” scelte sono Nicole Kidman, Penelope Cruz, Uma Thurman, Kate Winslet, Julienne Moore, Rooney Marra, Charlotte Rampling, Helen Mirren, Alicia Vikander, Zhang Ziyi, Robin Wright, Jessica Chastain, Lupita Nyong’o, Lea Seydoux, Anastasia Ignatova tutte attrici in passerella, anche alcune a 70 anni, tanti premi Oscar, quasi a ribadire che la bellezza è empatia.
Nessuna italiana fra le star. “Questo calendario mi offre la possibilità di ridefinire l’idea di bellezza. La bellezza è autenticità, è personalità, è intelligenza, è negazione degli stereotipi patinati”.
Nel calendario 2016 erano state tredici le modelle (una soltanto era professionista) scelte dalla fotografa statunitense Annie Leibovitz. L’età di queste prescelte spaziava dai 19 anni della blogger Tavi Gevinson agli 82 di Yoko Ono, la decana del gruppo. Un calendario con una chiave di lettura di celebrazione della donna piuttosto che di protesta.
Una storia lunga quella del Calendario, sempre andato a ruba non appena edito, fra arte e industria, il racconto culturale di un Paese, l’Italia. Un genuino dialogo che Pirelli non ha mai interrotto e che persegue di anno in anno attraverso il rapporto con i grandi maestri della fotografia. Un legame fortemente sentito con gli artisti: dal viaggio in Egitto, nel 1959, di Giovanni Pirelli e Renato Guttuso agli album di disegni. Poi il passaggio del testimone alla fotografia. E non va dimenticato il volume “Una musa tra le ruote Pirelli” edito da Corraini Edizioni e presentato alla Triennale di Milano nel 2015, un secolo di arte al servizio del prodotto, un progetto di Fondazione Pirelli, in pratica un secolo di immagini del colosso Pirelli.
Il calendario Pirelli è famoso per la sua tiratura limitata; infatti non è venduto ed è regalato soltanto ad un numero limitato di importanti clienti della Pirelli e di vip. Si tratta per questo di un prodotto particolare, caratterizzato peraltro da immagini di fascino, compresi i nudi artistici. Non è mancata, nel 1986, l’edizione censurata firmata da Helmut Newton. Ma ci sono stati anche anni bui: la pubblicazione è stata interrotta dopo l’edizione 1974 a causa della recessione economica mondiale dovuta alla crisi petrolifera. Pubblicazione ripresa 10 anni più tardi e da allora è stato pubblicato regolarmente.
Pirelli & C. S.p.A. è una società per azioni italiana che opera nel pianeta auto come produttore di pneumatici per vetture, moto e veicoli industriali. La sede è nel quartiere milanese della Bicocca.
È il quinto operatore mondiale nel settore degli pneumatici in termini di fatturato; ha 19 stabilimenti in 13 paesi e una presenza commerciale in 162 paesi. E’ tra le aziende leader nei prodotti a elevato contenuto tecnologico (segmento Premium).
È fornitore unico delle gomme per il campionato di Formula 1 dal 2011, di Superbike e di vari campionati monomarca. Impegnata nella produzione degli pneumatici, che oggi costituiscono il 99% dei ricavi, l’azienda è presente anche nel settore dell’abbigliamento maschile e femminile con la linea PZero e in quello energetico (con grande attenzione alle fonti rinnovabili di energia e alla mobilità sostenibile) con Pirelli Prodotti e Servizi per l’Ambiente.

1 commento
  1. Elena84
    Elena84 dice:

    Leggere in questo articolo che, ancora una volta come da immancabile tradizione oramai, il 29 novembre a Parigi ci sarà la presentazione ufficiale del nuovo calendario Pirelli mi rende felice.
    Sapere inoltre che ancora una volta il tema è ben distante da quelli che oramai sono i canoni sociali della bellezza standardizzata, ma che al contrario tende a “spogliare l’anima della donna” mi rincuora di non poco.
    Putroppo la società impone canoni specifici, affliggendo il più delle volte le ragazzine che prese da questi stereotipi tendono in ogni modo di cercare di assomigliargli anche a costo di farsi male, seguendo diete drastiche e non solo.
    La certezza che un calendario di così rinomata fama, come quello Pirelli, abbia preso una strada diversa, mi fa presagire che forse si spera in un “depistaggio” dai modelli di bellezza imposti fin ora e quindi in un relativo cambiamento sociale anche di quello che è il concetto di bello assoluto.
    Ci avrò preso?
    Un saluto.

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