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Il calo dei prezzi dei carburanti tra il 2013 e il 2016. Conseguenze e proposte

Il Centro Studi Promotor ha calcolato che nei primi 10 mesi di quest’anno gli automobilisti italiani hanno speso qualcosa come 42 miliardi di euro in benzina e gasolio. Tenendo conto anche della dinamica dei prezzi alla pompa in seguito alle quotazioni del prezzo del petrolio, questa spesa è calata del 10,3%, generando un risparmio di 4,8 miliardi con una proiezione di 5,5 miliardi nell’anno pieno.
Ancora più consistente la minor spesa nel 2015, vale a dire 7 miliardi che si sommano agli 0,9 del 2014 e ai 3,9 del 2013. (http://autologia.net/calo-dei-prezzi-dei-carburanti-173-miliardi-dal-2013-al-2016/)

È di tutta evidenza che queste disponibilità hanno fatto da volano per altri consumi e investimenti e che, nello specifico del mercato dell’auto, hanno contribuito in modo sostanziale alla sua ripresa.
Osserva però il CSP, che la fase calante del petrolio è ormai alla fine e non a caso la quotazione ha già superato i 50 dollari al barile e, di conseguenza, si dovranno cercare e trovare altri elementi di sostegno per l’Automotive.

La Compagnia dell’Automobile a questo proposito ritiene di poter dare un contributo di proposte che si trovano in alcuni punti del programma che ha portato alla nascita della Compagnia stessa.
Sono espressamente pensati per lasciare all’automobilista un po’ di soldi in più in tasca, una disponibilità da destinare ad altri impieghi e capaci, nel loro insieme, di dare un po’ di concreto aiuto ai consumi e, in definitiva, all’economia.

Ecco le proposte:

ASSICURAZIONI – Applicare per legge uno sconto sulle polizze assicurative per le auto dotate di quelle tecnologie per la sicurezza che prevengono i possibili incidenti o ne riducono gli effetti. In molti casi si tratta di sistemi che l’automobilista paga come optional e che, comunque, vanno a vantaggio anche dell’Azienda Assicuratrice.
All’ultima Assemblea dell’ANIA a luglio, l’associazione delle Compagnie, la stessa presidentessa Maria Bianca Farina (che abbiamo più volte cercato di contattare) dichiarò: ” … quel che preme è capire come le Assicurazioni possano contribuire allo sviluppo del paese.”
Ecco un semplicissimo esempio e l’occasione ci sembra ottima anche sul piano dell’equità, della coerenza e perfino come occasione per fare nuovo business se ci saranno più auto da assicurare con meno incidenti.
C’è anche da ricordare che l’Italia resta sempre il Paese con le assicurazioni auto più care.

GARANZIA – La qualità tecnica, costruttiva e dei materiali delle nuove auto rende ormai superato quel limite di legge dei due anni della garanzia che, del resto, i costruttori stessi superano sempre più spesso, ma solo a fini promozionali. Anche in questa misura c’è comunque un lato positivo per i costruttori, sia sul piano dell’immagine, sia su quello della fidelizzazione del cliente.
È poi appena il caso di ricordare che c’è un importante Gruppo mondiale, il sesto della graduatoria, che garantisce i suoi modelli addirittura per 7 anni.

ACCISE SUI CARBURANTI – Argomento stravecchio, la prima accisa fu applicata nel 1935 da Mussolini – Misura che come si sa, carica il prezzo dei carburanti delle cosiddette “tasse di scopo”.
Queste invece finiscono per essere incorporate nel prezzo anche dopo decenni che “lo scopo” è decaduto. In totale si tratta di 0,5 euro/litro di tassa per di più viene anche assurdamente (e forse illegalmente) gravata dall’IVA.
Il primo politico che la toglierà sarà sicuramente fatto “santo subito”.

Misure semplici, applicabili subito e a saldo positivo per l’Erario.
Vogliamo parlarne?

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