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Caratteri microscopici rendono illeggibili troppi messaggi pubblicitari

Ormai non si salva nessuno e quella che un tempo era la caratteristica delle polizze assicurative, cioè le famose clausolelette scritte in caratteri piccolissimi per leggere i quali occhiali e lenti di ingrandimento spesso non erano sufficienti, stanno ormai invadendo ogni comunicazione pubblicitaria. Quella delle case automobilistiche non fa eccezione. Lo segnalano molti lettori che giustamente non ritengono una colpa essere miopi o non intendono acquistare un microscopio per leggere quello che, molto spesso, una grande pagina di quotidiano confina in spazi ridottissimi e magari stampando il misterioso messaggio in verticale.

Sorprende che in questa pratica a dir poco fastidiosa, si distinguano agenzie pubblicitarie di chiara fama e grande esperienza (con la ovvia “complicità” di chi nelle Aziende accetta queste impaginazioni) che non si rendono conto che da questo modo di proporsi nasce una comprensibile reazione di poca chiarezza e trasparenza, in definitiva una perdita di fiducia nella marca. Cosa che, sempre per testimonianza diretta di clienti che si sono recati in concessionaria per farsi spiegare le famose “clausolette microscopiche” hanno trovato impreparati o poco precisi perfino gli stessi venditori.

L’invito e quindi quello di fare in modo che i messaggi pubblicitari, oltre al sempre coinvolgente aspetto estetico, abbiano un tasso superiore di chiarezza. Anche visiva.

Per fortuna capita anche che qualche buona notizia e ben visibile trovi spazio tra le belle immagini e le microscopiche notizie. Come quella di Renault che per un suo modello, la Kadjar, estende la garanzia a cinque anni o quella di Toyota che per la Yaris Hybrid arriva almeno a quattro.

È esattamente quello che la Compagnia dell’Automobile richiede da tempo in considerazione dei livelli crescenti di qualità delle nuove produzioni.

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