Ico_Prima_maggio_2015

Come in un film di Nanni Moretti ? (per gli addetti ai lavori)

La cosa peggiore che possa capitare a chi si occupa di comunicazione o di informazione è quella di passare inosservati.

Debbo dire che a noi di Autologia.net proprio non è successo. Fin da quando siamo andati online a inizio febbraio abbiamo avuto riscontri molto positivi, suscitando interesse da subito e continuando a farlo in questi quattro mesi, certamente molto di più di quanto osassi sperare.

Di questo piccolo, ma per me importante “successo”, devo ringraziare soprattutto gli amici giornalisti e non, che continuano ad alimentare il blog con storie e notizie sempre molto interessanti, spesso fuori dal coro.

Oggi devo ringraziare anche la rivista specializzata “Prima Comunicazione” che in questi pochi mesi si è occupata di noi già due volte per bocca, anzi per penna, di Max Medici, un collega che così si firma preferendo rimanere anonimo, proprio come fa Angel Caìdo su Autologia.

Sull’ultimo numero, infatti, ha voluto entrare nella discussione che si è aperta fra addetti ai lavori a seguito della Lettera Aperta scritta da Dario Pennica a proposito del proliferare di personaggi (NON giornalisti iscritti all’Albo) che si definiscono blogger e che gradualmente stanno spodestando i colleghi giornalisti.

“Sembra la sceneggiatura di un film di Nanni Moretti, con scene di autocoscienza ad opera di una generazione intera, e invece è tutto vero, visibile sul blog Autologia di Alfio Manganaro” riassume il nostro Medici nell’occhiello del suo pezzo e …scusate se è poco!

È vero può sembrare un film, ma in realtà si tratta di una cosa seria per tanti professionisti che rischiano di restare senza lavoro.

“Com’è noto, noi giornalisti (intesi come coloro che sono iscritti all’Albo professionale) non amiamo, per usare un eufemismo, non tanto la figura del blogger (perché spesso anche noi lo siamo, io stesso lo sono in questo momento) quanto chiunque eserciti abusivamente la professione.”In queste poche parole Dario Pennica riassumeva il sempre più diffuso malessere della categoria nella sua coraggiosa lettera aperta.

Allora la questione deve essere un po’ chiarita e in tanti hanno cercato di farlo anche su questo sito. Ci provo ancora una volta: oggi chiunque può definirsi blogger, perché scrive sul suo blog quello che gli pare, ma c’è e deve essere riconosciuta una differenza fra chi è un giornalista e gestisce “anche” un suo blog sul giornale per cui lavora o altrove, e chi, senza né arte né parte (…e soprattutto senza essere iscritto all’ordine dei giornalisti, con tutte la responsabilità che ne deriva) scrive quello che gli pare, spesso senza averne la competenza e senza renderne conto a nessuno. Forse esagero, ma per render l’idea, è un po’ come quando gli odontotecnici si spacciano per dentisti, o ancora peggio quando guaritori ciarlatani si sostituiscono a medici professionisti.

Per concludere mi sento in dovere di commentare le ultime parole del pezzo, che mi hanno tirato in causa personalmente : ”Cilegina finale, Manganaro, quando era Capo Ufficio stampa di Fiat Auto, – ricorda Max Medici – detestava i blogger, ma oggi, pensionato è blogger pure lui”

Già, perché Manganaro non è pensionato (..ancora per poco, spero!), è sì un blogger, ma anche giornalista iscritto all’Ordine dal 1986, ed è vero che non invitava i blogger (non giornalisti) alle presentazioni stampa per i motivi di cui sopra.

Alfio Manganaro

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