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“Contrordine compagni”, pagano anche metano e GPL

Avete acquistato una vettura a gas, cioè a metano o a Gpl, rispondendo agli inviti di “pulire” l’aria?
Avete acquistato uno di questi mezzi per motivi di lavoro? Cioè per risparmiare soprattutto quando circolate in città?
Ebbene, la risposta che arriva simbolicamente dal Comune di Milano è la seguente: chi se ne frega.
Un bel ringraziamento per chi ha investito nel “green” tanto sbandierato.
Il Comune guidato da Beppe Sala ha infatti in programma di far pagare gli ingressi nell’Area C anche ai possessori dei veicoli a metano o Gpl.
Nessun ticket, invece, per chi guida auto ibride o elettriche.
Il provvedimento dovrebbe scattare nel 2017 e viene giustificato con l’intenzione di eliminare altre auto dal centro (stop previsto anche per i diesel Euro 4, e sono tanti).
Il via libera gratuito alle elettriche e alle ibride è più strumentale che “green” perché, tolti i taxi, per la maggior parte ibridi, e i veicoli elettrici per il pubblico servizio (pochi), le macchine elettriche e ibride in mano ai privati sono veramente pochine. E poi resta sempre il sospetto fortissimo che questo allargamento del blocco sia un altro modo per fare cassa a scapito dei soliti noti.
Ma non finisce qui.
Come al solito si ritiene di risolvere uno o più problemi, senza però pensare che allo stesso tempo se ne creano altri. Insomma, per favorire la progressiva pedonalizzazione e, passatemi il termine, bicicletizzazione del centro di Milano, il territorio compreso nella Cerchia dei Navigli, denominato dall’ex amministrazione Pisapia “Area C”, si andranno a intasare le zone periferiche, creando non pochi problemi a chi la macchina la utilizza per lavoro o non può farne proprio a meno.
Il “Documento programmatico strategico 2016-2021″ approvato recentemente dal Municipio di Milano e di cui “il Giornale, nella cronaca milanese, ha dato ampie anticipazioni, parla chiaro.
Entro cinque anni taglio drastico dei parcheggi con strisce blu nell’area interessata, più piste ciclabili e strade dove i velocipedi possono procedere contromano, più posti anche per le moto e ingresso riservato ai soli residenti (anche loro avranno qualche problema a parcheggiare se non muniti di garage). Aumento delle zone 30 (la velocità consentita).
La giunta Sala, c’era da aspettarselo, privilegia la fascia sociale dei radical-chic che abita in centro, quelli che lo hanno issato a Palazzo Marino, finendo per penalizzare i ceti più deboli che non possono permettersi un’abitazione dentro la Cerchia dei Navigli.
Giusto e ragionevole convincere le persone a muoversi con mezzi alternativi alla macchina se l’utilizzo dell’auto non è indispensabile, ma pensare di risolvere un problema facendo finta di non accorgersi di crearne altri fa parte della solita odiosa demagogia messa in atto dai soliti personaggi, i cosiddetti “compagni al caviale”.
Ah, dimenticavo: previste multe più salate per i divieti di sosta. Non poteva mancare un nuovo tentativo di salasso ai danni degli automobilisti.

3 commenti
  1. Marcello Pirovano
    Marcello Pirovano dice:

    Tutto da approvare parola per parola le argomentino di Pierluigi Bonora, anche per quanto riguarda il voltafaccia annunciato di far pagare area C ai veicoli a metano e GPL Un vero ulteriore furto ai doni di chi con e per l’auto vice e lavora e che è stato invitato a proteggere l’ambiente con auto green. Intanto lo staso Comune continua ad autorizzare nuovi Car sharing con auto a motore termico come se queste non inquinassero. Non dovrebbero essere, almeno queste e anche i taxi almeno ad alimentazione ibrida’
    Quanto alle cretinaggini di Codacons si commentano da sole. Di questo parere è anche La Compagnia dell’Automobile a nome della quale scrivo in qualità di presidente dell’associazione.
    Rimando anche al sito Motorpad.it dove le nostre opinioni al riguardo sono espresse in modo più completo.

  2. Autologia
    Autologia dice:

    Ma c’è un seguito:

    Questo il testo di una nota stampa del Codacons inviata alle redazioni: “Il Codacons rilancia la proposta di estendere l’Area C in tutta la città di Milano, provvedimento resosi necessario anche dalla presenza massiccia dei cantieri della metropolitana relativa alla linea M4 soprattutto nel centro cittadino. I dati delle emissioni inquinanti sono oltre i limiti di legge anche quest’anno. Come purtroppo è capitato anche in tutti gli anni precedenti i valori di pm 2.5 e pm 10 presenti nell’aria milanese sono elevatissimi – afferma il Presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – in più i nuovi cantieri della linea M4 della metropolitana stanno creando una congestione di traffico difficile da gestire e causando disagi enormi per tutti i commercianti. La soluzione la suggerisce da tempo l’Associazione: estendere l’Area C in tutta la città di Milano, con diminuzione di incidenti, traffico ed emissioni inquinanti”.
    Sul fatto che dal prossimo anno gli ingressi nell’Area C di Milano saranno rivisti, con il divieto esteso anche ai diesel Euro 4, e il pagamento del ticket allargato ai veicoli “green” a Gpl e metano (una vera beffa verso chi ha investito in queste motorizzazioni ecologiche, soprattutto coloro che usano la macchina per motivi di lavoro), ecco l’irruzione singolare del Codacons. L’associazione di consumatori auspica l’estensione dell’Area C a tutta Milano e, allo stesso tempo, cade nello stesso paradosso di Palazzo Marino: nessuna proposta di come orchestrare il traffico in ingresso alla città. Chi non può o non vuole pagare il ticket dove metterà la macchina, visto che non si parla di un piano di nuovi parcheggi esterni o di un loro potenziamento? Bella difesa dei consumatori, questa del Codacons, visto che se la sua idea dovesse passare, non farebbe altro che penalizzare migliaia di persone che arrivano tutte la mattine a Milano, i cioè i pendolari forzati delle quattro ruote. La discriminazione sarebbe evidente. Fatto salvo che anche il traffico ha le sue responsabilità per quanto riguarda l’inquinamento, e che continua a mancare una seria politica che porti veramente a una mobilità “green” nel Paese, voglio vedere se tra qualche mese il Codacons avrà il coraggio di chiedere lo spegnimento degli impianti di riscaldamento dei condomini a Milano causa inquinamento. Prendersela sempre con le auto, senza avanzare soluzioni alternative, è troppo facile, caro presidente Donzelli.

    Pierluigi Bonora

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