2Mazda2

Era una cosa serissima, un tempo, il Mobil Economy Run…

Era una cosa serissima, un tempo, il Mobil Economy Run, gara al minor consumo nata in America nel 1936 e poi adottata in varie formule anche in Europa. In anni più recenti e con caratteristiche proprie ne derivò perfino una versione italiana organizzata da Ercole Spallanzani responsabile delle pagini motori sulla Gazzetta di Reggio, l’indimenticato “Rally della Stampa” che aveva regole moto severe: un percorso misto di almeno 70 km aperto al traffico, modelli assolutamente di serie sui quali non era possibile apportare alcuna modifica o preparazione, serbatoio sigillato e separato da quello montato. Vinceva chi consumava di meno.
Mi ha così incuriosito sentire girare la voce che Mazda organizzava qualcosa di simile, ma su un circuito da go kart per il modello Mazda2.
A rifletterci poteva anche essere una originale idea di marketing, insomma da farci due risate e qualche pezzo di colore. Quasi come provare una nave in un acquapark.
In effetti su quel percorso a cavatappi e rettilinei solo di nome, soltanto piloti “fuoriclasse”, mi dicono, siano riusciti a inserire la terza per un paio di secondi.
Il miglior risultato è stato di 3,2 litri/100 km (quando la stessa Mazda ne indica ottimisticamente 3,8) pari a 31 km/litro. Dal motore turbodiesel 1.500 cc da 105 CV della Mazda2.
Il dato però è stato preso a spunto, a quanto raccontano le cronache dell’evento e i racconti di alcuni presenti che ci hanno intrattenuto al riguardo, dai massimi responsabili della Casa giapponese per parlare di “qualità Mazda figlia non del MKT, ma della sostanza” (e allora la pista go kart?) o su particolari come la pedaliera allineata (come se su altre auto si dovesse guidare seduti di traverso) e su acciai leggeri (per altro molto diffusi).
Stupisce, per chiudere, la dichiarazione finale riportata da alcuni organi della stampa presenti, virgolettata e da vera a propria sfida da curva nord: “…stiamo arrivando nell’Olimpo di Audi, Bmw e Mercedes. Stiamo diventando una loro alternativa”. Insomma conta solo il tris tedesco che ringrazia per il riconoscimento.
Per il resto del panorama automobilistico mondiale si aspettano informazioni. E magari qualche protesta.
In chiusura una riflessione. Invece di (comprensibili) ma poco persuasivi proclami e (dovuti) atti di fede non sarebbe più efficace e convincente estendere la GARANZIA A CINQUE ANNI VERI invece dei 3 anni o 100.000 km, già meglio dei 2 anni normalmente di legge?
E’ una misura dal forte valore pratico e di immagine che il generale sviluppo tecnico, la qualità dei materiali, dei processi di lavorazione e dei controlli rende ormai improrogabile.
Anche la Compagnia dell’Automobile l’ha messa tra i punti più importante del suo programma e l’attenzione al problema, da parte dei costruttori, si va facendo sempre più viva. Parliamone.

1 commento
  1. moreno
    moreno dice:

    potrebbero essere riorganizzate,su circuito ” mugello ottimo ” per privati e classe case automobilistiche

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