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F1 post Brasile: Verstappen sì, Safety Car no

Dopo il Gran Premio del Brasile a San Paolo credo che qualche considerazione vada fatta.

Prima di tutto: chi dubitava ed obiettava sulle qualità di Max Verstappen avrà avuto buoni motivi per ricredersi. I suoi spettacolari sorpassi, in una pista allagata mentre gli avversari annaspavano spesso schiantandosi, hanno dato la misura del talento di questo ragazzino. Ha surclassato il suo compagno di squadra Ricciardo, giustamente considerato tra i migliori emergenti. Ha ‘sverniciato’ pluricampioni come Vettel. Ha superato  con una mossa magistrale Il probabile prossimo Campione del Mondo Rosberg. Ha infilzato almeno altri otto colleghi facendoli sembrare principianti. Ed avrebbe forse potuto anche lottare con il leader Hamilton se il suo team, la Red Bull, non avesse sbagliato platealmente la strategia delle gomme.

Come in precedenza ho già affermato, Max Verstappen sta percorrendo la strada dei più ammirati piloti della storia della Formula 1, e se permettete vedo Gran Premi e conosco piloti da più di 60 anni.

A mio parere proprio quella aggressività che gli veniva imputata era il segnale delle sue doti.

E non sto a fare nomi od episodi: chi conosce la storia della Formula 1 sa di che parlo.

Altro aspetto: la federazione aggiorna continuamente regole e disposizioni per garantire la sicurezza delle gare, dei piloti. Giusto. Ma allora, cosa si aspetta a modificare quella regola che impedisce di modificare l’assetto delle macchine anche in caso di gare bagnate pur dopo qualifiche asciutte in nome di una intoccabilità dopo il Parco Chiuso del sabato.

E’ questa una delle motivazioni dell’eccessivo impiego della ‘safety car’ in caso di pioggia: un intervento che innervosisce i piloti, esaspera gli spettatori sulle piste ed ammazza lo spettacolo per chi guarda le corse in TV.

L’opposto degli scopi che FIA, FOA e tutti quanti perseguono.

Ed è già stato un miracolo se a San Paolo non ci sono state conseguenze gravi nei violenti crash verificatisi. Nel caso di Raikkonen, e non solo, con un assetto da bagnato probabilmente il crash  non ci sarebbe stato ed il rischio di un terribile investimento frontale da parte di Sainz contro la Ferrari – solo sfiorato – non sarebbe esistito.

A proposito di Ferrari: crediamo che nel team si aspetti solo la conclusione ad Abu Dhabi di questo Campionato 2016 per chiudere una pagina poco felice della ‘rossa’ e della sua storia.

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