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Ferrari tattica suicida, ma le prestazioni adesso ci sono

La grande illusione Rossa. E la grande riscossa di Hamilton alla seconda vittoria di fila.

In Canada va in onda la gara che non ti aspetti con una Ferrari sorprendente al via che cerca di pescare l’asso dal mazzo coperto sul tavolo, ma non ci riesce e alla fine si deve accontentare di un secondo posto bello, bellissimo, ma non ancora sufficiente per godersela fino in fondo.

La Ferrari ci ha provato con la tattica. Ha fatto bene o no? In teoria sì perché ha dato a Vettel gomme più fresche per l’assalto finale. In pratica, purtroppo no perché alla fine le gomme non hanno subito il degrado previsto e Hamilton è filato via imprendibile. Tattica suicida, ma probabilmente era giusto rischiare perché ancora non era chiaro il potenziale dell’ultimo sviluppo motoristico.

Il balzo di Vettel al via è stato da fantascienza. Amplificato dalla partenza rallentata del duo Mercedes, impegnato a marcarsi a vicenda tanto che Hamilton ha toccato Rosberg, mandandolo nell’erba e facendolo scivolare al 10° posto. Tra i due litiganti Vettel se l’è spassata un sacco andando in fuga. Ma solo fino al decimo giro, quando in regime di safety car virtuale la Ferrari ha giocato la carta a sorpresa andando a cercare l’asso. Una sosta in più uno stint con gomme super soft per disegnarsi un duello finale con Hamilton con delle soft più fresche (13 giri in meno).

Così dal 38° giro è cominciato il gran duello finale. Hamilton davanti, Vettel a inseguire. Si parte con 9″6 di distacco e si arriva sotto i 5″ nei 18 giri finali. Un duello all’ultimo respiro. Un thriller di altissima qualità, mentre dietro la concorrenza faceva solo da comparsa con Rosberg risalito fino al podio, ma rallentato da una foratura che lo ha costretto ad uno stop  supplementare.

Una lotta decimo su decimo fino a far arrivare il distacco sulla soglia dei 4″. Vedersi Hamilton là davanti in fondo al rettilineo, ma non arrivare a mai a portata di sorpasso. Litigare con un doppiato (follia Grosjean), cercare di essere sempre perfetti (piccola sbavatura al giro 56), arrivare a 4″3, rimbalzare a 5″5… finire a 5″001. Un distacco minimo.

Il problema è che le gomme di Hamilton, più vecchie di 13 giri, non sono crollate. Lewis è riuscito a respingere l’assalto, anzi Vettel non gli è mai entrato negli specchietti facendo la voce grossa… Ha vinto per la quinta volta a Montreal, ha fatto bottino pieno: era a 24 punti da Rosberg alla vigilia, se ne va dal Canada con sole 9 lunghezze di distacco. Mondiale riaperto. Con l’aiuto di Verstappen che nel finale ha difeso da campione la sua quarta posizione su Nico fino agli ultimi metri quando il tedesco si è addirittura girato (ma ha ripreso la macchina senza danni).

Ora ci si chiede come sarebbe finita senza quel cambio gomme supplementare  di Vettel. Probabilmente la Ferrari avrebbe vinto. Ma ha ragionato su un potenziale diverso da quello messo in mostra qui in Canada. E la bella notizia è questa. La Ferrari è tornata a livello della Mercedes. (tratto da topspeed.gazzetta.it)

 

 

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