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Ferrari e Vettel perfetti, il sogno è appena incominciato

La Ferrari esce dal sogno e diventa realtà. Ed è una realtà bella, bellissima, concreta. Dopo 27 gare di vuoto ecco la vittoria, la 225esima di una storia che ha appena compiuto 70 anni. Senza contare che la cabala racconta che chi vince in Australia spesso poi vince il campionato (13 su 21).

Un successo di tutti, come dice Arrivabene. Un successo per tutti, come grida Vettel. Il lungo silenzio dell’inverno diventa un grido di gioia. Perché questa è vittoria vera. Figlia di una macchina eccezionale, di un pilota perfetto, di una squadra che ha lavorato come ai vecchi tempi.

Semplicemente troppo veloce per noi, ha ammesso Hamilton, il grande battuto.

La Mercedes non era abituata a trovarsi una macchina rossa negli specchietti. Vettel invece ha occupato quelli di Hamilton fin dal primo giro dopo una partenza senza scintille e colpi di scena se non un attacco (respinto) di Verstappen a Raikkonen. Tutti in fila come un trenino con i vagoni che però si sgranavano in fretta. Hamilton e Vettel incollati, ma dietro Bottas, Raikkonen e Verstappen perdevano subito terreno. Sorpassi zero. Ma tensione altissima.

Il momento decisivo della gara è arrivato al 17° giro quando Hamilton ha anticipato lo stop per cambiare gomme (passando alle soft). Si è ritrovato quinto dietro a Verstappen. Non proprio nel traffico, ma comunque rallentato da un avversario più lento che però non riusciva neppure ad avvicinare per tentare un sorpasso. Vettel ha costruito decimo su decimo il margine che gli ha permesso 6 giri dopo di rientrare per il suo stop (anche lui soft) e di tornare in pista davanti a Verstappen e Hamilton. Un soffio. Quello decisivo. Toto Wolff, il misurato e pacato Toto Wolff, reagisce tirando due cazzotti al tavolo.

Da quel momento è cominciata la fuga di Vettel (in testa dopo gli stop ritardati di Bottas e Kimi).  Una fuga tranquilla perché Hamilton non è mai riuscito ad avvicinarsi, a inventarsi qualcosa per ribaltare la situazione. Anzi, il distacco è arrivato a stabilizzarsi sui 9″, a superare i 10″.

Ribaltone. Quello che sognavamo in inverno ora è realtà. La Mercedes non è imbattibile. E la Ferrari è davvero tosta e soprattutto con dei margini di miglioramento in qualifica.

Non resta che iniziare il conto alla rovescia. A 5 giri dalla bandiera  a scacchi, Vettel infila anche il giro più veloce (poi battuto da Kimi, improvvisamente risvegliatosi). E’ il segnale. Non resta che andare a prendersi la vittoria. (topspeed.gazzetta.it)

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