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Il 20 luglio sarà inaugurata M City, la città delle auto a guida autonoma

M City, la città satellite nata per sperimentare le auto a guida autonoma sarà inaugurata Il 20 luglio. Vedrà la luce alla periferia di Detroit ed è frutto di un investimento di 6 milioni e mezzo di dollari dell’Università del Michigan supportata da Ford, General Motors, Toyota, Honda e Nissan e soprattutto dal Dipartimento dei Trasporti del Michigan che ha stanziato quasi metà della cifra.

M City sarà una città laboratorio per testare le automobili senza conducente. Si stima che per questo genere di auto tra una decina d’anni  ci sia un mercato dal valore di 42 miliardi di dollari all’anno. Secondo le previsioni, infatti, le auto a guida autonoma potrebbero gradualmente aumentare fino a diventare un quarto del mercato mondiale automobilistico nel 2035.

Da luglio, quindi le strade di M City saranno abitate da robot a piedi e in bicicletta che consentiranno di simulare vari test in condizioni molto simili alla realtà. All’interno di un’area che si estenderà su 13 ettari ci saranno una quarantina di edifici, incroci ad angolo, una rotonda, un ponte, un tunnel, strade sterrate, e persino una autostrada a quattro corsie, con rampe di ingresso e di uscita.

Intanto, un’auto a guida autonoma è arrivata a New York dopo aver percorso più di 5.400 km e attraversato 15 Stati in nove giorni. E’ partita da San Francisco con al seguito un gruppo di ricercatori della Delphi Automotive PLC ed ha effettuato il cost to cost con le più disparate condizioni di traffico, dalle grandi corsie autostradali poco trafficate, alle caotiche strade urbane. Il team si è dichiarato molto soddisfatto poiché è riuscito a raccogliere ben tre terabyte di dati.

Le prime auto a guida autonoma potrebbero essere commercializzate molto presto. Già entro cinque anni, ha affermato qualche tempo fa il top manager di Ford, Mark Fields. Di qui ad allora sarà una corsa contro il tempo, nel nome della sicurezza stradale e del…businnes.

1 commento
  1. Mister X
    Mister X dice:

    Mi sembra che tra le Case che hanno finanziato questo progetto manchi una sola americana: Chrysler. Forse a FCA non interessa come si viaggerà nel 2020 perché probabilmente allora sarà cambiata la proprietà…

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