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Il Parere degli Esperti: la quarta generazione della Suzuki Jimny

Suzuki JIMNY è l’autentico pioniere dei fuoristrada ultracompatti che ha saputo attraversare le epoche restando fedele a se stesso

Il primo modello chiamato LJ10, prodotto dal 1970, segnò una profonda rivoluzione nel settore.

A renderlo unico erano un peso piuma, un’agilità eccezionale e una robusta trazione integrale, l’ideale per muoversi negli spazi stretti e sui fondi accidentati. Tra le sue caratteristiche distintive c’erano anche un telaio a traliccio, le marce ridotte e gli assali rigidi, tre caratteristiche tramandate poi nel tempo e, unite all’installazione longitudinale del gruppo motopropulsore nei motori a 4 cilindri, condivise oggi dal nuovo JIMNY.

La seconda generazione, introdotta nel 1981 e pensata per soddisfare le esigenze del mercato globale, può essere invece considerata a pieno titolo la capostipite dei moderni SUV. Fu lei infatti la prima fuoristrada ad affermarsi sulla scena internazionale come un fenomeno di tendenza e a essere apprezzata su larga scala sia dal pubblico maschile sia da quello femminile

Questo successo è stato poi replicato dalla terza generazione, lanciata nel 1998, la cui evoluzione ha garantito un maggior comfort e un miglior rendimento stradale, senza limitare le performance fuori dall’asfalto.

E adesso il testimone passa nelle mani del nuovo JIMNY, un’auto con cui Suzuki celebra la sua tradizione e alza l’asticella delle prestazioni così come della qualità della vita a bordo, della sicurezza di marcia e della versatilità d’impiego.

Vediamo, qui sotto,  come ne hanno scritto gli Esperti della stampa italiana dopo averla provata.

Alvolante – Suzuki Jimny: imbattibile in fuori strada e attenta alla sicurezza

Erede del mitico “Suzukino” degli anni 70, che a lungo ha rappresentato l’archetipo del piccolo fuoristrada, efficace su ogni fondo e indistruttibile (ma anche un po’ rigido sulle buche), ecco la nuova versione della Suzuki Jimny, giunta alla quarta generazione. Fortunatamente l’auto mantiene le caratteristiche che l’hanno resa famosa e, in un mondo che ormai stravede per suv e crossover (sempre meno adatte agli sterrati e a proprio agio soprattutto sull’asfalto urbano), si distingue per la sua linea dura e pura, e anche un po’ rétro, e la spiccate capacità fuoristradistiche. La carrozzeria, squadrata, ha forme spigolose, con il frontale verticale, la mascherina con le classiche cinque feritoie, le fiancate dritte, i passaruota accentuati e il cofano e il tetto piatti. Le ruote si trovano alle estremità della carrozzeria, come sulle vere fuoristrada. Insomma, la nuova Jimny comunica immediatamente ciò di cui è capace.

Auto.it – Suzuki Jimny, innovare nella tradizione: prova

La Jimny mantiene quindi dimensioni e caratteristiche del fuoristrada con una lunghezza di 3,64 metri e una larghezza di 1,64. La vettura rispetto alla terza versione torna quindi ad una forma squadrata con alcuni dettagli quasi retrò, come la forma semplice con ampie finestrature che offrono una perfetta percezione degli spazi, telaio a traliccio, raggio di sterzata di 4,9 metri, cerchi da 15 pollici, canaline sul tetto, e ovviamente la trazione 4×4 All Grip Pro con marce ridotte; elementi classici di un fuoristrada puro. La motorizzazione è affidata ad un quattro cilindri posto longitudinalmente di 1.462 cc con 75 kW, con trazione posteriore cambio a 5 marce con l’inserimento manuale delle quattro ruote motrici e delle ridotte. Il peso contenuto in poco più di 1400 kg assicura alla nuova Suzuki Jimny una velocità massima di 145 km/h.

Ansa.motori.it – Suzuki Jimny, il re dei fuoristrada compatti si rinnova

Messo alla prova, il piccolo fuoristrada di casa Suzuki dà il meglio di se’ sui percorsi sconnessi e di forte pendenza. Sui percorsi accidentati nelle zone interne della Costa Smeralda ha mostrato agilità, robustezza e anche comfort, grazie alle sospensioni ad assali rigidi, che danno il meglio nella guida in fuoristrada. Quando una ruota è spinta verso l’alto da un ostacolo, la ruota opposta viene premuta verso il basso, fornendo un livello di grip (la tenuta sulla strada) più elevato su terreni irregolari. L’architettura è presente su entrambi gli assali, permettendogli di viaggiare su qualsiasi terreno. Suzuki parla di un obiettivo di vendita per il 2019 di 5.000 unità. Il lancio, in Italia, avverrà il 29 e 30 settembre con un porte aperte. L’allestimento è unico, full optional ad eccezione della carrozzeria a due tinte e del cambio automatico.
Il prezzo, anche questo unico a parte come detto i due optional, è di 22.500 euro.

Automoto.it – Suzuki Jimny 2018. Inarrestabile omaggio al passato

Inconfondibile. Se qualcuno ha detto che la linea è stata ripresa pesantemente da auto come la Land Rover Defender, la Mercedes Classe G, o ancora di più la Jeep Wrangler bèh forse avrebbe bisogno di un ripassino. I fari tondi , infatti, sono un’eredità della prima generazione, che a sua volta portava su strada forme molto squadrate. A dire il vero tutte queste fuoristrada hanno una conformazione simile per motivi tecnici. I fianchi ‘lisci’ impediscono alla neve di attaccarsi alla carrozzeria, consentendo al veicolo di scivolare meglio attraverso la coltre nevosa. Anche le feritoie non sono una novità, basta ripensare alla terza generazione per trovare un link. Per il resto l’estetica porta a un’immagine che trasmette robustezza e solidità, caratteristiche necessarie per valicare montagne e superare guadi tosti. Le dimensioni, poi, le danno un vantaggio notevoli in termini di agilità. Se si considera la ruota di scorta (altro elemento caratterizzante) l’auto è lunga 3,65 m. Questo garantisce un angolo di attacco di 37° e uno di uscita di 49°. Numeri invidiati da certi off road come la stessa Classe G. Anche il peso è contenuto e non arrivando a 1300 Kg la Jimny riesce a non essere impacciata nei percorsi fangosi. Ci sono poi nuovi cerchi in lega e i paraurti bombati che la rendono ancora più muscolosa, assieme a una vasta gamma di nuove colorazioni.

Corriere dellosport.it – Suzuki Jimmy, quando torna il samurai

La nuova Jimny si contraddistingue per la carrozzeria squadrata, il cofano alto e i fari tondi con indicatore di direzione separato, che richiamano la leggendaria capostipite, la LJ 10 del 1970, mentre la mascherina a cinque feritoie è un tratto che ricorre sin dall’avvento della SJ degli Anni 80. Instant classic Jimny Sakigake è allestito con tre colorazioni BiColor dedicate: otto esemplari gialli (tinta pastello), altrettanti in colore avorio metallizzato e quattro in blu metallizzato, sempre in abbinamento al tetto, al cofano e ai montanti neri. Il kanji Sakigake è presente sulla copertura della ruota di scorta e sul bordo del cofano motore, accompagnato dal numero identificativo dell’esemplare. Per acquistare un Jimny Sakigake basta entrare nella sezione dedicata all’e-commerce del sito Suzuki dal WebStore.

Ilfattoquotidiano – Suzuki Jimny, la prova de Il Fatto.it – L’arrampicatrice giapponese

Ad Alessandro Volta la nuova Suzuki Jimny piacerebbe un sacco. E se lavorasse nel “suo” settore con delle responsabilità sulla rete ditrasmissione dell’elettricità, probabilmente ne ordinerebbe a grappoli. Nel lontanissimo 1777, prospettando l’idea di una linea elettrica, l’inventore della pila scriveva che “la scintillacommovente poteva esser portata da Como a Milano con il fil di ferro sostenuto da terra da pali di legno qua e là piantati”. La prima linea di trasmissione elettrica a carattere industriale entrò in funzione in Italia, tra Tivoli e Roma nel 1882, ricorda il sito di Terna, la società che gestisce e sviluppa la rete nazionale.

Ma che c’entra la Jimny, vi starete chiedendo? C’entra, c’entra. Perché in moltissimi casi, gli oltre 200 mila tralicci che punteggiano i 60 mila km delle rete ad alta tensione sono collocati in posizioni davvero scomode. E tra le auto in grado di raggiungerle, quelle complicate location, la Jimny è quasi sempre la più adatta. Talvolta l’unica. Ancor più adesso, visto che la quarta generazione – al debutto in Italia proprio in questi giorni – è addirittura più corta della precedente ed esibisce misure veramente “sexy” per un vero fuoristrada: altezza minima da terra (salita a 21 cm) e da far girar la testa gli angoli: a 37 gradi quello d’attacco, a 28 quello di superamento e a 49 quello d’uscita.

Motori.ilmessaggero.it – Suzuki Jimny, in scena la rivoluzione jap: cambia tutto nella piccola 4×4: grandi qualità off-road

In Italia, dove i primi venti esemplari della serie limitata Sakigake sono andati a ruba online in 40 ore, sarà proposto in un solo allestimento con sostanzialmente tutto di serie. Si chiamerà Top e costerà 22.500 euro con una garanzia di 3 anni o 100.000 chilometri e la possibilità di usufruire di controlli gratis per 3 anni. A richiesta si potranno avere il cambio automatico (1.500 euro) oppure la doppia tinta (400). Di serie ci sono il Cruise Control, l’Hill Descent Control, 6 airbag e funzioni cui Suzuki Italia ha assegnato nomi intuitivi: Attentofrena, Restasveglio, Guidadritto, Nontiabbaglio e, per la prima volta, Occhioallimite, il sistema che legge i segnali stradali. La Suzuki Jimny per il Belpaese monta anche lo schermo tattile da 7” con il navigatore oltre ai vetri privacy e molto altro.

Ilsole24ore.com – Novità in arrivo / Suzuki Jimny

La nuova Suzuki Jimny esibisce linee con evidenti richiami alla tradizione oltre a forme tipiche off-road. Il cofano alto e i dettagli squadrati delle lamiere sono stilemi che rendono Jimny riconoscibile come l’erede della stirpe dei modelli Suzuki. I fari tondi, oggi a led, con indicatore di direzione separato, sono un tributo al capostipite LJ 10 del 1970. Nel segno della continuità, invece, l’iconica mascherina a cinque feritoie. I passaruota allargati, infine, garantiscono un tocco più grintoso alla vettura.

Repubblica.motori.it – Suzuki Jimny, tradizione giapponese

Deciso passo avanti poi per quanto riguarda il motore. Il 1.300 è stato sostituito da un più efficiente 1.500, sempre un quattro cilindri aspirato a benzina ma che consente risparmi nei consumi (vecchio tallone d’Achille) e, grazie alla potenza (102 Cv) e alla coppia più favorevoli, contribuisce in modo sostanzioso all’ottimo comportamento della Jimny sui percorsi difficili. La 4×4 nipponica, estremamente agile, leggera, con altezza minima da terra di 21 cm e con capacità di trazione non comune anche per una off-road “pura”, riesce a muoversi con buona disinvoltura sui tratti impegnativi. Piacevole sorpresa, inoltre, i progressi nella marcia su strade normali: prestazioni più vivaci, sospensioni un po’ ingentilite e guida più precisa (il rollio comunque resta), a rendere l’auto più gradevole da utilizzare quando è in “borghese”. Non mancano d’altra parte, sul fronte sicurezza, i sistemi di frenata automatica, lane keeping e regolatore di velocità, mentre arriverà nel prossimo futuro una variante ibrida.

Lastampa.motori.it – Suzuki Jimny, il nuovo “mini fuoristrada” non abbandona marce ridotte e telaio a longheroni

È un piccolo mito la Suzuki Jimny, un’auto dalle dimensioni ridotte ma con capacità in fuoristrada di tutto rispetto: sulla breccia dal 1970, la giapponese è pronta a rinnovarsi da cima a fondo, conservando a pieno la sua indole, tanto a livello stilistico che meccanico.

Giunta alla sua quarta generazione, il modello è stato venduto fino a oggi in oltre2,85 milioni di esemplari in più di 194 paesi. Per questo la nuova edizione punta sui caposaldi della sua storia: cofano alto, forme squadrate, fari tondi (oggi a led) con indicatore di direzione separato e la mascherina a cinque feritoie.

Conservata anche la scelta tecnica del telaio a traverse e longheroni: “la soluzione ottimale per resistere alle dure sollecitazioni dei veri percorsi fuoristrada”, spiega il costruttore in una nota ufficiale.

Motorionline.com – Suzuki Jimny: la quarta generazione è arrivata in Italia

Il motore della Suzuki Jimny. Una sola motorizzazione disponibile, cioè il nuovo 1.5 benzina da 102 cavalli. Il propulsore è stato montato longitudinalmente per ottimizzare la distribuzione dei pesi e ridurre il diametro di sterzata. Questa unità è più leggera del 15% e più compatta del 1.3 della generazione precedente, rispetto alla quale offre anche una maggior coppia, specie ai bassi regimi.Restando a livello tecnico, il nuovo Jimny ha una conformazione, che ha consentito di ridurre gli sbalzi e di ottenere valori straordinari per gli angoli di attacco (37°), di uscita (49°) e di dosso (28°). Gli ingegneri di Hamamatsu hanno studiato sospensioni ad assale rigido capaci di dare alle ruote un miglior contatto con il suolo, abbinabile alla trazione integrale inseribile 4WD Allgrip Pro.

It.motor1.com – Nuova Suzuki Jimny, il mito che sa andare oltre

Rispetto alla terza generazione, quella appunto del ’98, la nuova Jimny recupera stile e anima delle serie precedenti, con un look volutamente squadrato e razionale che sin da subito mette le cose in chiaro: qui si parla di fuoristrada, non di SUV. Compatta (è lunga poco più di 3,6 metri), con sbalzi ridotti all’osso e angoli di attacco (37°), di dosso (28°) e di uscita (49°) da fare invidia. La Panda 4×4, per intenderci, si ferma a 24°, 21° e 34°. Per il resto, la Jimny è riconoscibile anche da lontano: fari circolari full LED, griglia a cinque feritoie verticali, superfici vetrate pressoché verticali e, dietro, la ruota di scorta esterna installata sul portellone. Dentro è ancora più razionale, con le sue plastiche rigide molto ben assemblate, maniglioni a cui afferrarsi quando si fanno i twist e anche un bel po’ di tecnologia, con lo schermo touch da 7” e connettività con gli smartphone. Peccato per il bagagliaio, da sempre il suo punto debole: coi sedili dietro in posizione, è di appena 85 litri.

Panorama-auto.it – Suzuki Jimny: passione off-road

Un cambio fedele. La quarta generazione aveva promesso un cambio radicale e ha mantenuto la parola, senza però tradire la sua natura, soprattutto quella tecnica. Seppur rinforzato, il telaio rimane infatti lo stesso della terza generazione. A vederla da fuori, con il look completamente rinnovato, la nuova Suzuki Jimny 2018 fa subito pensare alle più iconiche e veterane fuoristrada; impossibile non pensare, guardandola, alla Classe G di Mercedes o alla Defender di Land Rover. Tanto per non fare nomi.

Ma in realtà la suzukina da tre metri e mezzo, dal cofano alto e dal parabrezza quasi verticale, si ispira alla sua antenata più lontana, la LJ che sbarcò in Europa nel lontanissimo 1980. La nuova Suzuki Jimny è lunga 3,48 metri (3,65 con la ruota di scorta), pesa 1.165 kg, ha solo due porte e quattro posti, con un mini bagagliaio da 85 litri. L’ideale è usarla in due, reclinando i sedili posteriori per avere un portabagagli degno di essere chiamato tale.

Quattroruote.it – Suzuki Jimny. Al volante della 1.5 4WD Top da 102 CV

Evoluzione nella tradizione. Dal punto di vista evolutivo (applicato all’auto), compreranno un archetipo del fuoristrada in chiave moderna, ma sempre saldamente ancorato allo schema del telaio a longheroni e dei ponti rigidi davanti e dietro, come vi raccontiamo nella diretta Facebook qui sopra. “Era già buono cosi”, dicono ad Hamamatsu, “è bastato rinforzarlo come si deve”. Ed è proprio vero, chiedetelo a chi ha l’occasione di lavorare con questo genere di veicoli: il telaio separato è il top della robustezza e dell’escursione delle sospensioni. E il ponte rigido, per chi non lo sapesse, è l’unico tipo di sospensione che non cambia l’altezza da terra quando è a pieno carico. Così è, se vi pare. Per la carrozzeria, invece, libero sfogo alla fantasia, oppure no, visto che la Jimny assomiglia in modo quasi speculare a numerose icone del fuoristrada. È solo più piccola e quindi più abbordabile e molto, ma molto più adatta al genere di strade nostrane. Con 3 metri e 48 di lunghezza (con la ruota di scorta si sale a 3,65) e 1,65 di larghezza, può vantare una maneggevolezza da record, eguagliata solo dalla Panda 4×4 e dalla Jimny precedente. Ovviamente, le porte sono solo due, non ci sarà né a 4 porte né con soft top. Una soluzione che complica mica male l’accesso ai posti dietro, che comunque hanno un po’ di spazio a disposizione. Il bagagliaio, invece, è virtuale.

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