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Il prezzo della benzina: le voci che lo compongono e le accise che lo gonfiano

Il prezzo della benzina – e più in generale quelli dei carburanti – è uno dei temi più discussi dagli automobilisti italiani. Nel periodo estivo poi, complici i viaggi per esodo e controesodo, si arroventa più dell’aria d’agosto.

In questo primo scorcio di estate 2019 la situazione sembra abbastanza tranquilla: se ad inizio giugno i prezzi erano in calo, oggi non si registrano variazioni sostanziali. Complice anche una certa calma del mercato petrolifero internazionale che, però, essendo influenzato da eventi geopolitici, può variare anche in maniera repentina.

Per capire come si muove il prezzo della benzina e da quali soggetti viene influenzato è necessario “spacchettarlo” nelle tre voci che lo compongono:

  • il Platts, il prezzo “all’ingrosso” sul mercato internazionale;
  • il margine della filiera distributiva petrolifera;
  • la tassazione (composta dalle accise e dall’IVA).

Il Platts segue l’andamento delle quotazioni internazionali alle quali viene scambiato il petrolio, del tutto fuori dal controllo delle Autorità nazionali. Questa voce pesa sul prezzo finale il 27% di un litro di benzina e il 32% di un litro di diesel.

La seconda componente del prezzo dei carburanti è a tutti gli effetti il ricavo lordo della filiera distributiva, composta da grossisti e benzinai. Rispetto al Platts è decisamente più esiguo: l’8% per la benzina e il 9% per il diesel, questo spiega quanto sia risicato il margine di manovra delle stazioni di servizio.

E poi c’è la componente più odiata dagli automobilisti: la tassazione, che include le accise e l’IVA. Beffa delle beffe, quest’ultima viene applicata anche sulle accise, una “tassa sulla tassa”. La tassazione è la più pesante delle tre voci che compongono il prezzo dei carburanti: il 65% per la benzina e il 59% per il diesel. Viene decisa a livello di Governo, sentito il parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze e di quello delle Attività Produttive.

Vale la pena ricordare che – ad oggi – sono ben 19 le accise che gravano sul prezzo di benzina e diesel. E che, nonostante gli annunci che ciclicamente si ricorrono, eliminarle è difficile, se non impossibile. Semplicemente, perché servono e continueranno a servire per rimpinguare le finanze pubbliche.

Ma volendo fare un semplice conto, quanto costerebbero benzina e diesel se non ci fossero le accise? Al prezzo medio di metà luglio, la benzina 0,541€ (il 35% del prezzo attuale di 1,549€/litro) mentre il diesel andrebbe a poco più di 0,60€ al litro, il 41% in meno rispetto al prezzo attuale di 1,493€. (Andrea Tartaglia, Money.it per Autologia)

 

Leggi anche: http://autologia.net/in-attesa-della-promessa-soppressione-di-assurde-accise/

 

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