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Il primo rally non si scorda mai

Metti una sera a cena. A Bordighera, ristorante “ La scibretta”, con Amilcare Ballestrieri e Daniele Audetto. E qualche altro amico, più le signore.

Fra ravioli di boraggine, capra e fagioli e “brandacuiun” è inevitabile che il discorso cada sui rally. Quelli di oggi e quelli di una volta, ovviamente. E siccome il primo rally non si scorda mai, ecco che Amilcare e Daniele si mettono a raccontare quella prima avventura che vissero insieme all’isola d’Elba.

Era il 1968. Ballestrieri dopo una carriera interessante sulle due ruote era un po’ deluso da alcune scelte di qualche casa motociclistica che lo aveva trascurato. Ed Audetto, che già aveva gareggiato in un Rally dei Fiori di Sanremo come navigatore, smaniava dalla voglia di immergersi in quel mondo affascinante. Con lui avevo fondato una scuderia – la Scuderia delle Palme di Bordighera – che in un solo anno aveva raggiunto importanti risultati. Un titolo italiano velocità in salita e tantissime partecipazioni con decine di piloti a vari rally e gare in salita. La sede era la cremeria Daniel’s, aperta da Daniele a Bordighera, frequentata dalla crema del rallismo italiano e non solo: la vicinanza del Rally di Montecarlo e di quello di Sanremo contribuivano a farne una fucina di appassionati e di piloti. Tra questi anche Leo Cella, sanremese, pilota ufficiale Lancia nei Rally ed Alfa Romeo per le gare Turismo e Sport Prototipi. E grande amico di Ballestrieri, che aveva appena acquistato una Renault R8 Gordini e frequentatore anch’egli della Scuderia.

Una sera Audetto provocatoriamente chiede a Ballestrieri di fargli vedere come guida la sua R8 Gordini. Partono e si infilano in un tunnel con una destra secca a 90 gradi all’uscita. Di fronte c’è un muraglione e Ballestrieri non accenna a rallentare. Audetto si prepara ad un crasch inevitabile ma Amilcare con grande naturalezza intraversa la Gordini e via! Accelera e prosegue la marcia. Daniele è entusiasta: “Amilcare, facciamo un Rally insieme!”. Con la sua consueta modestia Amilcare nicchia un po’. Poi si decide. “Va bene – dice – ma bisogna far preparare la macchina”. Va a Moncalieri da Conrero e gli chiede quanto può costare un’adeguata preparazione della macchina in Gruppo 1. Il grande Virgilio gli chiede: “Che esperienza ha lei? E come si chiama ?”. “ Ballestrieri – risponde Amilcare – ed ho gareggiato in moto“. “Ma è quello che ha vinto la Sassi – Superga? “ chiede Virgilio. “ Si, sono io” risponde Amilcare. “ Boia fauss! – è l’esclamazione di Conrero – l’ho visto come va! Guardi facciamo una preparazione semplice ma efficace. Le prendo solo 25.000 Lire”. Affare fatto. Due settimane dopo la macchina è pronta e la coppia Ballestrieri – Audetto affronta il suo primo rally all’isola d’Elba, una delle prove più difficili del Campionato italiano, tutta su sterrato, con avversari esperti e dotati di mezzi di prim’ordine.

Prima difficoltà le ricognizioni. I due debuttanti siedono sui sedili posteriori della macchina con la quale Taramazzo – un affermato pilota, anch’egli di Bordighera, pluricampione delle Granturismo e delle Sport – prova il percorso insieme al suo navigatore Gibelli. Ballestrieri vede per la prima ed unica volta quelle strade ed Audetto si annota le sue osservazioni. Daniele ancora oggi ricorda che sul Volterraio dopo un dosso c’è una esse con due curve in successione molto veloci ma nel passaggio dall’una all’altra è necessario alleggerire. E così in gara annuncia il passaggio, ma si accorge che Amilcare tiene giù il piede. E’ pronto ad una uscita di strada, invece passano indenni. A fine prova hanno staccato tutti di quasi un minuto. Questa sconosciuta coppia è al comando del rally e ci rimane fino alla penultima speciale quando per il distacco del cavo della bobina perdono 2 minuti e devono cedere il passo alla Lancia Fulvia HF “evoluzione” di Cavallari che va a vincere con un solo minuto di vantaggio. Ma quel secondo posto al debutto entra nella storia dell’Elba e nella loro storia. Anche se sarà amaro il “day after”. Mentre sono sul traghetto del rientro apprendono la notizia della morte di Leo Cella sulla pista di Balocco durante un test con l’Alfa Romeo 33 Sport Prototipo. E sarà nel nome di Leo che inizieranno nel team Lancia una carriera ricca di successi e soddisfazioni. Ma il primo rally non si scorda mai!

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