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Il Renatosauro Rex chiamato in causa dall’Homo Sapiens Sergio Casagrande

L’Ospite di Autologia: Renato Cortimiglia.

L’arrivo degli alieni che fanno informazione e l’incapacità dei giornalisti di riappropriarsi di un ruolo ancora oggi insostituibile. Anche i dinosauri degli uffici stampa e delle pubbliche relazioni dei brand automobilistici si sono estinti e la specie dominante è anch’essa… aliena.

Arrivo dal Cretacico Superiore. Sono il Renatosauro Rex. Non mi sarei dichiarato pubblicamente se l’Homo Sapiens Sergio Casagrande non m’avesse chiamato in causa dalle… colonne di Autologia.net. Lo ringrazio per averlo fatto. Con la stima e l’affetto che anni di vita professionale insieme per il mondo hanno alimentato. Come altri della mia specie, sopravvissuti a sconvolgimenti epocali, sono passato attraverso le terre calde delle tipografie popolate di linotype e piombo, sfuggendo all’insidia del saturnismo che pure ha alimentato la mia passione per una professione che ho appreso da ineguagliabili dinosauri della precedente specie e da tipografi fonte inesauribile di preziosi consigli, il dio della carta stampata li abbia tutti in gloria, giorno dopo giorno, fatica dopo fatica, servizio dopo servizio, per approdare alle asettiche e spersonalizzanti lande del web, con tutto quello che c’è stato di mezzo. Come quelli della mia specie vissuti in un quotidiano mi sono trasformato per vivere nelle varie ere ed arrivare terribilmente affamato di professione ai nostri giorni. Evviva i dinosauri.

Siamo una razza in estinzione? E’ la legge di Madre Natura. Non ce ne facciamo una ragione. Non abbiate fretta di suonare le campane a morto. Ci siamo ancora. A fianco dei giovani, come Sergio Casagrande, che siamo riusciti ad appassionare ad una professione sempre meno gratificante e sempre più ignorata. Quale specie ci sarà dopo di noi e dopo i Sergio Casagrande, prossimo dinosauro, è difficile prevedere. Giornalisti? Forse. Già oggi si è ridotto il numero dei giornalisti nonostante il mercato mostri una piaga della disoccupazione e della sottoccupazione mai prima registrata per vastità e virulenza.

Abbiamo un Ordine, istituto da una legge (legge 3 febbraio 1963 n.69 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 1963 n.49), e un Sindacato, la Federazione nazionale stampa italiana. Abbiamo un Istituto di previdenza, l’Inpgi, ed uno di assistenza sanitaria, la Casagit. Nessuno ce li ha regalati. Sono state conquiste fatte sul campo in anni di lotte sindacali combattute quando, come i poligrafici, eravamo una categoria che aveva una forza contrattuale che ci ha consentito di superare anche missioni impossibili.

Ho cominciato giovanissimo. Nel 1965 ero praticante. Nel 1967 professionista. Ho lavorato in Gazzetta del Sud, quotidiano della Sicilia e della Calabria, vivendo tutte le trasformazioni fino al 1995 quando ho deciso, al massimo delle possibilità pensionistiche a 58 anni, di lasciare e diventare libero professionista. Come altri colleghi ho allevato un numero imprecisato di aspiranti giornalisti. Ho continuato fino ad aprile 2014 a curare per Gazzetta del Sud la pagina settimanale (mercoledì) dei Motori. Nella guerra dei mondi ci sono entrato fondando nel 2001 il quotidiano online automotonews.com che continua con successo le pubblicazioni.

Pertanto stento a credere che siamo in crisi di identità. Io non lo sono. Lo siamo? Se è così è perché ci siamo ignorati per anni mentre il mondo attorno cambiava vertiginosamente e sul nostro pianeta l’invasione degli alieni è avvenuta tra l’indifferenza generale. E continuano ad arrivare a ranghi compatti. Popolano il nostro habitat con espansione demografica incontrollabile, loro consentita dal Grande Fratello. Si sostituiscono a noi. Colpa di chi? Degli uffici stampa e dei responsabili delle pubbliche relazioni delle Case automobilistiche? (per rimanere nel tema di Sergio Casagrande). No. Quelli fanno, forse, il loro mestiere. Come lo sanno fare. Anche su quel pianeta la fauna è cambiata, i dinosauri si sono estinti e c’è una nuova razza dominante. Anch’essa aliena. La colpa è nostra. Eppure per dare forza al nostro impatto professionale non abbiamo esitato a costruire fortini come gli antichi romani costruivano i valli a difesa delle loro conquiste. Associazioni di categorie per ogni uso e per ogni stagione.

Un elenco senza fine. Ci provo: Associazione stampa medica italiana, Associazione giornalisti consumeristi, Gruppo italiano stampa turistica, Gruppo giornalisti uffici stampa, Sindacato nazionale critici cinematografici italiani, Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani (uno non bastava?), Unione giornalisti aerospaziali, Unione italiana giornalisti dell’automobile, Unione nazionale associazione giornalisti agricoltura alimentazione ambiente territorio foresta pesca energie rinnovabili (sono ancora in apnea), Unione nazionale cronisti italiani, Unione nazionale giornalisti informazione visiva, Unione stampa sportiva italiana, Associazione nazionale stampa interculturale, Associazione stampa estera, Associazione stampa parlamentare. Dulcis in fundo Unione giornalisti pensionati, della quale il dinosauro che scrive la presente nota fa parte. Comunque scusate se ho dimenticato qualcuno. Tutte associazioni di specializzazioni, costole della Fnsi. Associazioni che paghiamo per aderirvi. Pagare la Fnsi va bene, è il nostro sindacato. Pagare le associazioni di categoria l’ho sempre ritenuto uno spreco senza…minimo sindacale.

Il Jurassic Park è un mondo che vive. Ci sono i Renatosaurus Rex che nessuno riesce a mandare veramente in pensione e che continueranno a fare i giornalisti finché morte non li separerà dalla professione. Stanno per entrarci i Sergio Casagrande. Ci entreranno altri dopo i Casagrandesaurus Rex. E poi?

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