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Italia ultima tra i maggiori Paesi UE per il rinnovo del parco auto

Rinnovo-parco-circolante-UEIn Italia dal 2010 al 2016 il tasso di rinnovo del parco circolante di autovetture è stato del 29,5%, un tasso largamente inferiore rispetto a quello degli altri grandi Paesi dell’Unione Europea. Come mostra infatti la tabella, l’Italia si colloca all’ultimo posto nella graduatoria dei maggiori Paesi UE. Al primo posto vi è il Regno Unito, con un tasso di rinnovo pari al 52,1%. Al secondo posto troviamo la Germania, con un tasso del 47,4%, seguita dal terzo posto della Francia (43,4%). Al quarto e ultimo posto si posiziona l’Italia (29,5%). Ciò significa che del parco circolante di autovetture al 31 dicembre 2016 soltanto il 29,5% è stato acquistato negli ultimi sette anni e quindi il 70,5% ha otto anni o più. I dati citati emergono da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec-

Il tasso di rinnovo fatto registrare dall’Italia nel periodo 2010-2016 è stato dunque decisamente modesto. A ciò si aggiunge che attualmente nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati Aci disponibili, vi sono ben 11,1 milioni di autovetture (e cioè il 29,3% sul totale) che hanno oltre 15 anni di età. Si tratta di auto euro 0 (non catalizzate), euro 1, euro 2 ed euro 3 che hanno livelli di sicurezza e soprattutto di emissioni inquinanti molto superiori rispetto ai modelli di più recente produzione. Per questo motivo la necessità di monitorare le condizioni delle vetture in circolazione effettuando le revisioni periodiche previste dal Codice della Strada è oggi un tema di grande priorità. E lo sarebbe soprattutto al Sud.

Rinnovo-parco-circolante-ITDall’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec per grandi aree del Paese emerge infatti che, a fronte del tasso di rinnovo del 40% registrato nel Nord Est, nel Sud il tasso di rinnovo dal 2010 al 2016 è stato soltanto del 15%. È un aspetto del profondo divario tra Nord e Sud che da troppo tempo caratterizza l’Italia. Ed è un aspetto che per il Sud significa più inquinamento e più incidenti rispetto al Nord, come d’altra parte succede per l’Italia intera nei confronti degli altri grandi Paesi dell’Unione Europea.

Per garantire livelli di sicurezza adeguati e ridurre il più possibile le emissioni inquinanti è indispensabile mantenere in buone condizioni di efficienza il parco circolante degli autoveicoli, in particolare di quelli più anziani o di quelli che vengono utilizzati di rado, come ad esempio gli autocaravan.
Proprio alla vigilia dell’esodo estivo è raccomandabile per tutte le auto un accurato e puntuale controllo prima della partenza, per circolare sereni e in tutta sicurezza ed evitare spiacevoli inconvenienti durante il viaggio. Occorre, in particolare, prestare attenzione al livello dell’olio nel motore, del liquido di raffreddamento nel radiatore e dell’acqua nel serbatoio dei tergicristalli. Non bisogna dimenticare di verificare la funzionalità di airbag, freni e luci e di controllare lo stato di carica dell’impianto di condizionamento, di riscaldamento e dei sistemi di antiappannamento, nonché le condizioni dell’impianto di scarico.

Grande attenzione va prestata allo stato di usura e alla pressione di gonfiaggio dei pneumatici, che sono l’unico punto di contatto tra l’auto e la strada e devono quindi garantire la migliore aderenza in tutte le condizioni topografiche e climatiche. È inoltre importante controllare lo stato della batteria, della centralina elettronica dell’auto e della cinghia dei servizi. Per eseguire questi e tutti gli altri controlli sullo stato d’efficienza della propria auto è comunque opportuno rivolgersi ad operatori specializzati e qualificati.

1 commento
  1. Mauro Tassinari
    Mauro Tassinari dice:

    Abbiamo un tasso di rinnovo più basso perché abbiamo un numero più elevato di veicoli pro capite.
    …E poi confrontare Italia con Germania e Francia non ha senso.
    Il tedesco che rinnova l’auto rottama un carrozzone pesante ed inquinante in favore di una nuova auto tedesca, facendo girare l’economia; similmente il francese.
    L’italiano spesso possiede una piccola utilitaria, magari CH4 o GPL e non ha ragioni per rottamare.

    Nella statistica Delle auto vecchie che secondo i ben pensanti dovremmo sostituire c’è la mia Panda metano del ’98 e l’auto di mia moglie: un elettrica del 1999.

    Preferisco dare lavoro ai meccanici italiani che alle acciaierie Polacche.

    P.S. é meschine metterla sul piano della sicurezza: pedoni ciclisti e motociclisti non hanno cinture, air bagno e protezioni varie, tuttavia possono circolare e costituire la principale fonte di tragedie stradali.

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