2vergilius

L’autovelox controllerà l’assicurazione: ecco i nostri dubbi

L’ospite di Autologia: Enrico De Vita.

Gli autovelox potranno rilevare la validità dell’assicurazione e della revisione. Per dare un giudizio finale bisognerà aspettare l’approvazione definitiva, ma a questo punto si possono già fare alcune considerazioni ulteriori e sollevare alcune perplessità

Finalmente il governo ha stabilito, attraverso un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 in esame alla Camera, che gli autovelox avranno la facoltà di rilevare la validità dell’assicurazione e della revisione dei veicoli. In attesa che il provvedimento diventi realtà, con l’approvazione definitiva della finanziaria, abbiamo pensato di fare il punto della situazione, per cercare di capire cosa cambierà, di fatto, per noi automobilisti e motociclisti.

Lo diciamo subito, per sgomberare il campo da eventuali equivoci. La nuova norma è senza dubbio una buona notizia dal momento che rappresenta un passo in avanti in direzione del contenimento delle frodi.  Un fenomeno che, come sappiamo, affligge in maniera cronica il nostro Paese, con proporzioni bibliche e a tratti drammatiche (si parla di circa 4 milioni di veicoli non assicurati – fra due, tre, quattro ruote e veicoli commerciali – che, almeno in parte, circolano sulle nostre strade). Per dare un giudizio finale bisognerà comunque aspettare l’approvazione definitiva, ma a questo punto si possono già fare alcune considerazioni ulteriori e sollevare alcune perplessità.

RC e revisione sì, bollo no. Perché?
Prima di tutto il sistema di monitoraggio, così come è stato pensato fino ad ora dal legislatore, prende in considerazione revisione e assicurazione, ma non il bollo. Un vero peccato, visto che l’evasione di questa (odiosa ed eterogenea) tassa regionale provoca ogni anno mancate entrate nelle casse delle Regioni per centinaia di milioni di euro (addirittura 800 milioni di euro, secondo l’Aci). Incrociare i dati del resto sarebbe di fatto possibile, visto che il database delle tasse automobilistiche è già oggi completamente informatizzato, anche se gestito dalle Regioni. Come mai non si è pensato di allargare i controlli anche in questo campo?

E chi circola con targa straniera?
Inoltre non si è ancora capito se questa nuova architettura di controllo possa fare qualcosa per arginare, in qualche modo, i pirati-evasori della strada che circolano indisturbati nel nostro Paese con targhe straniere, infischiandosene di regole, di multe, di bolli e perfino di assicurazioni. Un fenomeno allarmante, in crescita costante, contro cui fino ad ora non sembrano essere state prese decisioni efficaci, soprattutto perché mancano controlli periodici, senza i quali non è materialmente possibile scovare gli evasori. Chi viaggia oltre i limiti, infischiandosene delle norme più basilari del Codice, potrà continuare ad agire indisturbato, nascondendosi dietro a una targa romena o bulgara? Oppure il nuovo sistema di controllo potrà fare qualcosa anche in questi frangenti?

Verrà controllato soltanto chi sbaglia?
La vera questione però riguarda come funzionerà nei fatti un simile sistema di controllo. Ci sono autovelox infatti che si vedono transitare davanti anche decine di migliaia di veicoli al giorno. Alla luce di questi numeri sembra di fatto impossibile che vengano incrociati i dati ricavati da una mole simile di automobili, anche perché bisognerebbe mettere in archivio e conservare migliaia di foto, cioè la prova del reato, ovvero la circolazione senza assicurazione. Appare molto più verosimile che vengano controllate quindi soltanto le automobili colpevoli di aver violato in qualche modo il codice. Ovvero quelle che hanno superato il limite di velocità o seno entrati in ZTL senza autorizzazione. Solo una volta rilevata l’infrazione si provvederà poi all’incrocio dei dati e quindi al rinvenimento di eventuali irregolarità per quanto riguarda Rc Auto e revisione.

Se questo scenario venisse confermato, paradossalmente, chi dovesse viaggiare senza assicurazione ma entro i limiti di velocità non verrebbe comunque intercettato. In caso contrario invece vorrebbe dire che il software di gestione di autovelox e tutor andrebbe completamente rivisto, dal momento che si ritroverebbe a controllare tutti i veicoli intercettati, indipendentemente dal rilevamento di una violazione del Codice. Cosa semplice e veloce per le tecniche informatiche, ma con implicazioni con le spese di gestione e di spedizione, che potrebbero far gola a chi fornisce il software per pretendere costi di gestione esponenzialmente più alti e quindi, francamente, difficili da immaginare.

Ci sarà l’obbligo di contestazione?
Infine bisogna considerare che autovelox e telecamere attualmente hanno la facoltà di elevare sanzioni senza obbligo di contestazione solo nel caso in cui non venga rispettato un limite di velocità. In presenza di irregolarità su assicurazione e revisione invece scatta l’obbligo di contestazione, quindi l’automobilista “beccato” verrebbe multato subito per l’eccesso di velocità ma invitato a presentarsi successivamente presso le Forze dell’Ordine per rendere conto della sua situazione assicurativa. Nessuno sa, però, cosa accadrebbe nel caso in cui l’automobilista pizzicato senza assicurazione decidesse di non recarsi al comando di Polizia, sfuggendo di fatto al controllo incrociato.

Insomma le questioni sul tavolo sono diverse. Per avere una visione più chiara servirà senza dubbio aspettare l’approvazione definitiva del provvedimento. Nel frattempo però ci auguriamo che qualcuno, da parte del governo, sappia rispondere almeno ad alcune delle nostre perplessità.

(tratto da www.Automoto.it, di Enrico de Vita in collaborazione con Matteo Valenti)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *