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La rivoluzione a Torino

Cosa sta per succedere a Torino, in quello che è pur sempre, anche se non ufficialmente, il quartier generale di Fiat Chrysler Automobiles ?

Secondo il numero in edicola del mensile Auto, sta per scoppiare la “rivoluzione”, anche se occorrerà ancora circa un anno e mezzo per conoscerne gli esiti, quando cioè Sergio Marchionne, come ha già annunciato, lascerà il ruolo di amministratore di FCA.

Da tempo si parla di grandi cambiamenti in arrivo, a cominciare dal tentativo di alleanza con General Motors, avviato da Marchionne e subito respinto dai vertici GM, per poi passare alle voci di un’acquisizione parziale prima da parte di Volkswagen, poi dei cinesi di Great Wall, ben presto smentite.

In realtà certe voci sembrano diffuse ad arte per fare crescere l’attenzione sul titolo FCA e aumentare la capitalizzazione del Gruppo: in vista di cosa?

Di un’alleanza industriale? Della vendita di Jeep? Della scissione dei marchi premium Maserati e Alfa Romeo da FCA?

Niente di tutto questo, anche se uno o più spin off sono sicuramente in dirittura d’arrivo, a cominciare da Comau e Magneti Marelli, per lasciare in FCA solamente l’industria automobilistica.

L’inchiesta del mensile porta così a un unico risultato: la nascita di un’alleanza globale con un altro grande costruttore automobilistico capace di fornire a Torino e Detroit i mezzi tecnologici e finanziari necessari per affrontare le sfide del prossimo decennio, vale a dire gamme rinnovate e completate, motorizzazioni ibride ed elettriche e nuove tecnologie, a cominciare dalla guida autonoma.

Sul sito web auto.it è stata anche pubblicata una tabella con tutti i pro e contro delle possibili alleanze di FCA con i principali costruttori mondiali: la grande indiziata per questo matrimonio è risultata così essere Daimler AG.

Sì, proprio i tedeschi di Mercedes, che già arrivarono a un passo dall’acquisizione di Fiat alla vigilia delle nozze con General Motors: la trattativa era praticamente conclusa, ma a Stoccarda volevano assumere subito il controllo del Gruppo torinese, mentre l’avvocato Agnelli voleva procrastinare il matrimonio a dopo i festeggiamenti per il centenario della Fiat, condizione accettata da GM, che così riuscì ad avere la meglio e a chiudere la trattativa.

I pessimi risultati della precedente acquisizione di Chrysler da parte di Daimler, con i veti che potrebbero venire dal fortissimo sindacato americano, sembrano essere il maggiore ostacolo a un matrimonio che appare perfetto sotto tutti i punti di vista. In realtà si tratterà soprattutto di un’acquisizione da parte di Daimler AG, che però lascerà un ruolo da protagonista a Exor, e quindi alla famiglia Agnelli, nel nuovo Gruppo, che non avrà un vero e proprio azionista di controllo.

Sulla base di queste considerazioni sono stati individuati anche i modelli, ben 30 nei prossimi 7 anni, che potrebbero nascere da questa alleanza, capaci di portare “DFC” ai vertici delle vendite su tutti i mercati globali.

Fra queste novità anche la futura ammiraglia Alfa Romeo, l’Alfetta, il cui debutto è stato rinviato più volte da Marchionne, che qui vedete nella realizzazione grafica di Lorenzo Preti, pubblicata sempre su Auto.

Sarà proprio questo l’accordo che riuscirà a concludere Marchionne? Molto probabilmente sì, anche perché non sono più di tre o quattro i costruttori che hanno le caratteristiche necessarie per un’operazione così impegnativa. Comunque nessun’altra alleanza potrà portare a risultati così positivi come quelli che potrebbero scaturire dall’accordo con Daimler. Ma, si sa, ogni trattativa ha mille incognite…

1 commento
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    A mio personalissimo avviso Daimler AG, più che a FCA potrebbe pensare di creare un grande gruppo con Renault-Nissan. Realtà con cui il colosso tedesco ha da anni in atto importanti collaborazioni. Per FCA vedrei meglio General Motors, anche se loro al momento escludono alleanze con il Gruppo italo americano. In fondo, dopo la cessione di Opel a PSA, a General Motors potrebbe interessare una forte presenza sul mercato europeo che si concretizzerebbe facilmente tramite un eventuale accordo con FCA. Infine, non credo che FCA si priverà di un global brand come Jeep. Marchio che, tra l’altro, riveste un’importanza notevole dal punto di vista occupazionale in Italia con la produzione del Renegade a Melfi.

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