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La sfida visionaria di Elon Musk

Una Tesla Roadster elettrica da 200 mila dollari piazzata sul missile Falcon Heavy con destinazione Marte. E’ solo l’ultimo colpo di teatro firmato Elon Musk. Il miliardario nato in Sudafrica 47 anni fa e “americanizzato” ora sogna la conquista dello spazio (obiettivo per cui ha fondato la divisione SpaceX) ma è sulla Terra che continua ad avere problemi, anche piuttosto seri. Genio o visionario? Imprenditore oculato o finanziere pazzo? Sono interrogativi intorno ai quali si è creato il personaggio, di certo unico e sicuramente interessante. Non sempre affidabile.

Il suo fiore all’occhiello, dopo aver generato capitali inimmaginabili con la vendita di PayPal (altra sua creatura), si chiama Tesla. E’ l’auto elettrica per eccellenza, un punto di riferimento, il massimo termine di paragone. Tutti, in questo clima di perbenismo ecologico, oggi vogliono fare l’anti-Tesla. Con una variante: vogliono anche guadagnarci, perlomeno sostenere il business. Tesla invece no, resta tuttora una macchina che divora soldi. Incanta le Borse, ma non produce reddito, solo passivi spaventosi. L’ultimo bilancio, per dire, si è chiuso nel 2017 con un rosso di 1,96 miliardi di dollari, quasi il doppio dell’anno precedente. Eppure sul mercato sono arrivati nuovi modelli, alla berlinona lussuosa S si è aggiunto il Suv Model X ed è stata annunciata (per il 2020) la seconda generazione della sportivissima scoperta, quella che già viaggia verso Marte. Doveva arrivare pure la chiave del successo, la Model 3, compatta e accessibile con il suo prezzo base di “soli” 35 mila dollari. Questa era la Tesla che avrebbe dovuto garantire, finalmente, reddito. Lanciata lo scorso luglio, ne sono stati costruiti appena 1.550 esemplari, quasi tutti consegnati a dipendenti. La fabbrica di Fremont ha manifestato problemi, idem quella delle batterie a Reno, Nevada. Un fallimento, per ora.

Musk però non è uno che si dispera. Da consumato pokerista, lui rilancia: “La Model 3 è già stata prenotata da mezzo milione di clienti e la mia Tesla produrrà un milione di vetture entro il 2020 perché faremo pure il Suv compatto Model Y”, ha spiegato agli analisti. Boom, la Borsa gli crede ancora, il Nasdaq continua a premiare il suo entusiasmante azzardo. Forse ha ragione lui, Elon Musk.

Ma comprereste un’auto usata da quest’uomo?

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