Volvo_XC90

L’alternativa svedese

Di Filippo Zanoni, inviato di Autologia.net alla presentazione stampa di Volvo XC 90

PREMESSA

Fa impressione, nella frenetica attività delle Case automobilistiche, ricordare che la prima serie della Volvo XC 90 è stata lanciata nel 2002. E’ stata prodotta in 636.000 esemplari in 12 anni. Di fatto è stato uno dei prodotti di maggior successo della Casa svedese. Questa longevità è tipica delle vetture del costruttore nordico, i cui clienti talvolta sono diventati tutt’uno con le loro granitiche 240 e 940, raggiungendo incredibili livelli di simbiosi soprattutto con le versioni Polar (ricercatissime nel mercato dell’usato).

Ora Volvo gira pagina ma non cambia (saggiamente) nome al suo SUV. La nuova serie, presentata nel 2014 nei saloni di Parigi e di Ginevra, è pronta per essere venduta. E’ il primo modello basato su una nuova piattaforma, il pianale che sarà utilizzato per molte vetture dalla Casa nordica. Un’innovazione frutto anche della solida presenza della Geely, costruttore cinese proprietario della Volvo. Capitali orientali e menti svedesi hanno lavorato bene: i primi hanno garantito tranquillità finanziaria, mentre le seconde si sono applicate allo sviluppo del marchio in totale autonomia.

Il nuovo design ha degli stilemi tratti dalla tradizione. La nuova XC90 sfrutta alcune soluzioni estetiche sperimentate su due concept car presentate nei Saloni di Francoforte del 2013 e di Ginevra nel 2014. La Concept Coupe e la Concept Estate richiamavano in modo evidente due icone dello stile Volvo del passato: la P1800 Coupé e la 1800 ES. Obiettivo centrato: la vettura ha il premio Red Dot ‘Best of the Best’, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali per il design. ll SUV di Volvo ha convinto la giuria del premio per il suo design d’avanguardia e l’elevato livello di qualità. Il premio Best of the Best viene assegnato sulla base dei giudizi di una giuria internazionale formata da 38 esperti. Eppure anche la nuova XC90, così futuribile, ha il suo collegamento con la tradizione di Volvo, come ha spiegato Thomas Ingenlath, Direttore del Design di Volvo artefice del nuovo corso stilistico della Casa.

Dietro ogni successo di una Casa automobilistica nel campo del design c’è di solito una bella mente. Un’estetica (quasi) perfetta da ogni angolazione. Forse, a cercare un difetto, lo si trova nella linea di cintura poco movimentata. Ma poi pensiamo a quella bella riga dritta che separava la carrozzeria dalle superfici vetrate delle sue nonne e zie. E comprendiamo.

Basta scambiare due parole con Michele Crisci, presidente di Volvo Italia, per capire l’effetto che l’estetica dell’XC 90 ha sulle persone. “Quando siamo stati a Verona in questi giorni vedevamo la gente che si dava di gomito quando vedeva la vettura. Questo prodotto suscita curiosità ed è un perfetto interprete della filosofia Volvo. Il suo predecessore ha avuto il merito di portare avanti la bandiera della casa svedese in Italia”.

Tecnologia evoluta e diffusa, ma mai invadente

Tanta essenzialità estetica (sia esterna che interna, tipica della filosofia del design svedese), rilassa e convince. Le tante le “chicche” tecnologiche sono tutte raggiungibili toccando il touch screen (funzionante anche con i guanti, perché c’è un reticolo di raggi infrarossi).

La vettura è concepita “intorno” al guidatore. Ad aiutarlo è l’interfaccia HMI, Human Machine Interface. E’ importante sottolineare l’esistenza di questo “tramite” perché altrimenti si rischia di essere un po’spiazzati dalle molteplici potenzialità di questo evoluto “spazio mobile”.

Una tecnologia bilanciata dal calore dell’abitacolo, dominato dall’utilizzo di materiali naturali e dalla luce che entra dalle superfici vetrate. Uno “salotto” disponibile anche nella versione a 7 posti.

Apprezzabile la logica nel fornire le informazioni: quelle prioritarie sono proiettate sul parabrezza, mentre le secondarie sono visualizzate nel quadro strumenti. Il comando vocale permette anche di regolare la temperatura e altre funzioni.

La novità assoluta, rispetto alla giù diffusa XC 60, è invece la nuova versione del “pilota automatico”, attivo fino a 50 km/h e utilissimo in caso di marcia in colonna. Un vero e proprio anticipo di guida automatica: la vettura infatti non solo accelera e frena da sola ma comanda anche lo sterzo. Per farlo sono necessari una vettura alla quale il sistema si “aggancia” e una segnaletica orizzontale visibile dalle telecamere.

E’ importante sottolineare la “vision 2020”: entro quell’anno la Volvo intende azzerare il numero delle vittime di incidenti nei quali sono coinvolti i suoi veicoli, limitando allo stesso tempo il pericolo per i suoi occupanti d’incorrere in lesioni gravi in caso di sinistro. L’obiettivo perseguito più a lungo termine è quello di progettare automobili in grado di evitare ogni tipo di urto.

Il sistema di sicurezza ha una novità: evita gli impatti con i veicoli che viaggiano nel senso opposto (prima si limitava a scongiurare i tamponamenti). E’ il city safety, proposto in versione evoluta.

Volvo Cars ha inserito questa soluzione nella dotazione standard dei nuovi modelli sin dal 2008. La prima generazione di questa tecnologia funzionava a velocità fino a velocità di 30 km/h. La gamma di velocità è poi arrivata a 50 km/h dal 2013. Nel 2015, il sistema City Safety è stato perfezionato sulla nuova XC90 e funziona ora (solo su questo modello) a tutte le velocità.

Crisci definisce perfettamente anche il ruolo della tecnologia in questa vettura: “Ha sicuramente un insieme di soluzioni all’avanguardia. Ma, è importante precisarlo, hanno una presenza non invadente. La vettura si può vivere anche in modo semplice, spetta sempre ai suoi utilizzatori decidere quando e come interfacciarsi con i suoi sistemi”.

Motori: scelta coraggiosa e intelligente

Abbiamo provato la versione equipaggiata con il motore diesel a 4 cilindri 2 litri da 225 CV, propulsore abbinato ad un cambio automatico a 8 rapporti. Probabilmente è quello più equilibrato. Coraggiosa la scelta di utilizzare solo propulsori a 4 cilindri: in questi segmenti generalmente dominati dai motori dall’elevato frazionamento (dai 4 cilindri in su) la scelta della Casa svedese fa capire in modo profondo che l’obiettivo è quello di intercettare una clientela molto discreta e definita, leggermente ignorata dai concorrenti. Una nicchia rappresentata da persone che badano alla sostanza e che non si fa condizionare dall’apparenza e dalla moda. Questo atteggiamento rientra perfettamente nel logica Volvo, la cui storia è caratterizzati da vetture iconiche che spesso hanno accompagnato i loro proprietari per periodi superiori alla media. Chi non ricorda la saga delle già citate “Polar”?

La gamma declina in modo diverso la serie di motori Drive-E a quattro cilindri da 2 litri, tutti in grado di garantire un’eccellente combinazione di prestazioni ed efficienza dei consumi.

La versione top è la XC90 Twin Engine, che abbina un’unità turbo sovralimentata a benzina a un motore elettrico: 407 CV con emissioni di CO2 pari a 49 g/km. La modalità di guida di default è quella ibrida, ma si può selezionare la modalità solo elettrica che garantisce un’autonomia di percorrenza di circa 40 km (con batterie ricaricabili anche in modalità plug-in). La coppia massima erogata dai due motori è di oltre 600 Nm, il che consente alla XC90 di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi.

La gamma di motori include inoltre l’unità D5 biturbo diesel da 225 CV, con coppia di 470 Nm e consumo di carburante di circa 6 l/100 km – ai vertici nella classe di appartenenza – e il motore D4 turbo diesel da 190 CV e 400 Nm di coppia motrice, con consumi pari a circa 5 l/100 km. Non mancano due versioni a benzina: un motore T6 turbo-compresso da 320 CV con e un T5 da 254 CV. Tutti i propulsori sono abbinati come standard al cambio Volvo automatico a 8 velocità.

La vettura può essere guidata in 5 modalità: eco, comfort, dynamic e off road. Il quinto, chiamato “individual” è totalmente personalizzabile: si può ad esempio avere una partenza scattante e un set-up successivo dove domina il comfort.

Sospensioni: precisione di guida e comfort

Interessanti e innovative le sospensioni. Quelle anteriori hanno un doppio quadrilatero, architettura che permette di avere una precisione di guida assoluta. Quelle posteriori sono caratterizzate da un elemento in materiale composito leggerissimo che sostituisce le tradizionali molle elicoidali.

Quella della nostra prova era equipaggiata con sospensioni pneumatiche (quindi senza molle e ammortizzatori).

Grazie a questa soluzione, chiamata “Four Corner Active Air Suspension”, la vettura è molto versatile. Il guidatore può scegliere fra diverse modalità di guida, in grado di soddisfare le preferenze individuali più disparate e di ottimizzare la versatilità della vettura su tutti i tipi di fondo stradale e nelle condizioni atmosferiche più diverse. “Durante la fase di sviluppo, la mia richiesta al team di esperti telaisti è stata principalmente quella di riuscire a integrare una sensazione di ‘disinvolta sicurezza’ nei diversi assetti del telaio. La XC90 è concepita per garantire una guida sicura e agevole, per essere una vettura in grado di gestire qualsiasi situazione,” spiega Peter Mertens, Senior Vice President Ricerca & Sviluppo di Volvo Car Group.

Il futuro

La Volvo procede anche nei suoi piani di sviluppo globali: nel 2018 è prevista l’apertura di una nuova fabbrica in South Carolina. Una decisione presa per essere più “vicini” al mercato americano, da sempre molto importante. Nel frattempo l’esordio della XC90 è stato ottimo: sono già oltre 36.000 gli ordini raccolti in tutto il mondo ancora prima che l’auto arrivi nelle concessionarie. La preziosa serie limitata è stata venduta in pochissimo tempo su internet. Un chiaro segno dell’appeal di questa carismatica vettura.

Allestimenti

La struttura della rinnovata strategia per gli allestimenti proposta da Volvo Cars ricorda un albero con due rami. Kinetic è l’allestimento base, immediatamente seguito dal livello Momentum, molto interessante per i suoi contenuti.

Quest’ultimo può essere personalizzato con le varianti Inscription e RDesign. Il pacchetto di allestimenti Inscription è stato pensato per i clienti che desiderano un look elegante e un’esperienza lussuosa, mentre l’allestimento RDesign è avvolto da un’aura sportiva e dinamica. In linea di principio, quello che prima era il livello alto di gamma è stato sostituito dalle versioni Inscription e RDesign. Entrambe si distinguono per gli eccellenti contenuti, scelti accuratamente per enfatizzare le rispettive personalità distintive.

Prezzi

Variano dai 52.550 euro della versione D4 Geartronic agli 82.550 della T8 Twin Engine AWD Geartronic in allestimento 7 posti.

167_Air_suspension

152_City_Safety

 

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