Lybra

Libra by Zuckerberg e Lybra by Lancia

La criptovaluta Libra annunciata da Facebook rispolvera un vecchio modello della Lancia, la Lybra. Questa denominazione dell’auto torinese  aveva abbandonato l’alfabeto greco come Prisma, Dedra e Thema. Il nome deriva dal latino (libra, bilancia) e in obbedienza alla regola valida allora per la Casa torinese, ha solo cinque lettere. In listino a partire da  40.792.000 lire fino a 51.892.000 col 2.4 JTD.

Un modello che negli spot pubblicitari ebbe come testimonial l’attore americano Harrison Ford che interpretava un benestante facoltoso. Fu prodotta dal 1998 al 2005, dapprima nello stabilimento Fiat di Rivalta e poi a Mirafiori. Era in listino come berlina tre volumi e station wagon. Lunghezza di 4,466 m, larga 1,743 m ed alta 1,462 m (berlina) e 1,470 m (SW). Lo stile esterno era firmato da Enrico Fumia e Michael Vernon Robinson, gli interni erano di Flavio Manzoni. Fu chiamata a competere, in casa con l’Alfa Romeo 156 e la Fiat Marea, e con Citroen C5, Ford Mondeo, Mitsubishi Lancer, Volkswagen Bora e Passat, Volvo S40. Fu vista di buon occhio dalle aziende di rappresentanza. La Lybra sostituì la Dedra utilizzando il pianale “Tipo 2 evoluzione 3”, ma con sospensioni più votate a comfort: anteriori McPherson e posteriori a bracci longitudinali guidati. Sotto il cofano vari motori (1.8 VVT 16v, 2.0 da 20 v a benzina e turbodiesel JTD di 1.9 e 2.4 litri, nelle ultime versioni il 1.9 da 115 cv raggiungeva un tetto velocistico di 195 kmh, il 2.4 da 150 cv sfiorava i 210 kmh. Dal novembre 1988 al giugno 2005 ne sono state realizzate 181.307 unità.

Nel 2006 i diritti per la produzione domestica furono ceduti alla cinese Zotye ma poi il progetto non andò in porto. La Lybra SW nell’allestimento Emblema fu adottata dalla Polizia Penitenziaria, ma il modello fu molto utilizzato come auto blu sia in versione normale che blindata (Lybra Protecta, allestita dalla Repetti con cerchi a 5 bulloni). Sorge spontanea una riflessione finale sul nome scelto da Zucherberg: cosa sarebbe accaduto se la moneta virtuale del gigante dei social media si fosse chiamata Lybra e non Libra come l’unità di misura della Roma Imperiale? Y e i non certo a braccetto….o anche I e y… Chissà quanti studi legali avrebbero preso a cuore e difeso l’etimologia!

3 commenti
  1. Paolo Aiello
    Paolo Aiello dice:

    Io sono stato possessore di una Lybra jtd1.9. L’ho venduta dopo 4 anni ad un amico che ancora la usa. Per l’epoca era un’auto meglio dotate (navigatore, cruise control climatizzatore bizona, impianto audio Bose, interni in alcantara. Le Audi del tempo queste raffinatezze se le sognavano. Motore diesel common rail: prestazioni brillanti e 20km/l. Purtroppo prima pubblicizzata e, dopo in paio d’anni, completamente abbandonata e non più prodotta. La solita tafazziana politica di Fiat. C

  2. Enrico Fumia
    Enrico Fumia dice:

    La verità sullo stile della Lybra è riportata e documentata nel mio libro “AUTOritratto” (Fucina Editore). Lo stile esterno non è mio, né di Mike Robinson. Purtroppo è imputabile all’ing. Cantarella. Proprio la Lybra fu la causa del mio distacco da Fiat Auto, non condividendo la scelta che veniva imposta… da chi di stile ne capisce come io dell’agricoltura!

  3. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Aggiungo che la Lybra blindata aveva un motore non normalmente a listino per il modello, ossia il 2.4 5 cilindri a benzina da 170 CV che equipaggiava la Lancia K.

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