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L’illusione dell’”affare”

La sarabanda delle offerte d’acquisto di automobili è sempre più incalzante.
La pubblicità continua a proporre condizioni sempre più allettanti. I prezzi sembrano calare sempre più. Le formule proposte sono sempre più incredibili, stupende, entusiasmanti. I listini praticamente sembrano non valere più nulla.
Prendete una qualsiasi rivista automobilistica, consultate i listini delle auto – di ogni tipo, marca e cilindrata – e poi accendete la Tv o leggete i paginoni pubblicitari dei giornali e troverete offerte mirabolanti per le stesse vetture.
Ma cosa sta succedendo? Possibile che le Case automobilistiche siano diventate improvvisamente così filantropiche da regalare quasi i propri prodotti?
In realtà le succose offerte sono sempre accompagnate da microscopiche annotazioni che vanno verificate con cautela, e più che altro sono sempre legate a finanziamenti celati dietro formule d’acquisto rateale che marketing e finanziarie – spesso interne alle Case stesse – hanno innovato, elaborato e condito nei modi più disparati.
Si era già arrivati all’acquisto di mezza macchina, con la formula del riacquisto garantito dopo un certo periodo.
Addirittura ora ci sono proposte di consegna dell’auto senza anticipo e con la possibilità di restituirla liberamente quando si vuole. Non ce ne siamo accorti ma siamo entrati nell’era del “bengodi”?
A questo punto mi è tornata alla mente un incontro che ebbi quasi 25 anni or sono con un personaggio che già aveva chiaro il progetto delle aziende. Si trattava dell’allora presidente della Rover Italia, l’economista professore universitario dottor Bertodo, che mi disse: “ Fra qualche anno non venderemo più le automobili ma venderemo il “servizio” dell’automobile. Sarà più redditizio”.
A quell’epoca mi sembrò di parlare con un visionario, invece aveva perfettamente ragione. Oggi siamo arrivati a quella soluzione. Che diventa ancor più redditizia oggi, con i tassi bancari talmente bassi che le finanziarie ricavano dagli interessi applicati a tutte queste formule un utile superiore a quello che fornisce la vendita vera e propria dell’auto. Tant’è vero che ora si punta anche al mercato premium e superpremium, alle auto da 200/300.000 Euro. Pensate che pacchia di guadagni sugli interessi di cifre così elevate… e intanto l’acquirente si illude di aver comprato l’automobile nuova. Mah!

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