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Limiti di velocità, abbassandoli di 10 km/h si risparmierebbero 2mila vite l’anno

Abbassando di 10 Km/h i limiti di velocità si risparmierebbero 2mila vite l’anno: l’ho mette in evidenza l’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) riprendendo un articolo apparso su il secoloxix.t.

Da un lato Spagna e Francia, che hanno deciso di ridurli, dall’altro l’Italia, che sta prendendo in considerazione l’idea di alzarli e che ne discuterà in Parlamento: stiamo parlando dei limiti di velocità, il cui mancato rispetto, secondo numerosi studi, è tra le principali cause di incidenti, mortali soprattutto.

L’ultima ricerca è firmato dall’Etsc (l’Istituto europeo per la sicurezza dei trasporti, il cui programma riceve supporto finanziario da German Road Safety Council, Toyota Motor Europe, Swedish Transport Administration e Norwegian Public Roads Administration), che in vista del voto in Parlamento Europeo sulle future dotazioni elettroniche di sicurezza classificate come obbligatorie sui veicoli di nuova produzione, ha analizzato i dati relativi a limiti di velocità e infrazioni su diverse tipologie di strada in diversi paesi europei.

In totale sono stati 27 i paesi che hanno partecipato allo studio fornendo i dati sulle multe per eccesso di velocità staccate tra il 2010 e il 2017. Di questi, 18 hanno registrato un aumento delle contravvenzioni, e soltanto 9 una diminuzione.

L’obiettivo dello studio è sensibilizzare i diversi paesi europei per ottenere un voto favorevole su un aggiornamento del regolamento di sicurezza generale dell’Ue per i veicoli a motore, proposto dalla Commissione Europea nel 2018 come parte di un pacchetto contenente nuove misure di sicurezza stradale, in primis nuove tecnologie obbligatorie come la frenata autonoma d’emergenza, sistemi di assistenza alla guida per aiutare i conducenti a rispettare i limiti e un nuovo standard di “visione diretta” per i camion, per aiutare chi li guida ad avere una maggiore visibilità della strada e dei mezzi che vi transitano.

Lo studio prende in considerazione strade urbane, provinciali (o statali) e autostrade, e che mette in relazione le velocità medie di chi le percorre e i limiti di velocità. Per quanto riguarda le strade urbane (dove si verifica il 37% degli incidenti mortali dell’Unione Europea), per esempio, è stata rilevata una velocità superiore ai limiti tra il 35% e il 75% dei veicoli circolanti; su quelle che in Italia verrebbero classificate come provinciali, dove si registra il 55% dei decessi su strada in tutta l’Ue, i veicoli che non rispettavano i limiti erano compresi tra il 9 e il 63%. Infine, l’autostrada, dove paradossalmente si verifica la minor percentuale di incidenti mortali in Europa (l’8%): a non rispettare i limiti di velocità è tra il 23% e il 59% dei veicoli registrati.

Stando a quanto rilevato dall’Etsc, a oggi la velocità troppo elevata è responsabile di un terzo dei mortali, ed è un’aggravante nella maggioranza degli incidenti stradali. E se da un lato ridurre la velocità richiede una serie di provvedimenti che vanno da sanzioni più elevate, controlli più serrati e frequenti, migliori infrastrutture e limiti di velocità calibrati con attenzione, i ricercatori hanno individuato nella tecnologia un valido aiuto per affrontare il problema.

Per gli esperti dell’Etsc è in particolare l’Intelligent Speed Assistance, un sistema di assistenza alla guida che adegua istantaneamente la velocità del veicolo sulla base dei limiti, che può rivelarsi una dotazione fondamentale per prevenire gli incidenti legati all’alta velocità.

Già dotazione standard di alcuni modelli, l’Isa sfrutta una telecamera per rilevare i segnali stradali e il limite di velocità corrente, regolando la velocità massima di conseguenza. Lo studio sottolinea che rendendone obbligatoria l’installazione su tutti i nuovi veicoli, le morti potrebbero essere ridotte del 20%, e che basterebbe abbassare i limiti di velocità di appena un chilometro all’ora per salvare ogni anno 2.100 vite.

La relazione evidenzia anche le misure relative alla velocità attualmente in corso di attuazione negli stati membri dell’Ue. In particolare, gli esperti hanno evidenziato che con il passaggio da 90 km/h a 80 km/h, sulle strade rurali francesi si sono verificate 116 morti in meno tra luglio e dicembre rispetto alla media del periodo che va dal 2013 al 2017 (fonte Cerema, Centre d’études et d’expertise sur les risques, l’environnement, la mobilité et l’aménagement).

La Spagna ha a sua volta annunciato una riduzione da 100 a 90 km orari per la sua rete stradale rurale ad alta velocità mentre le Fiandre, regione settentrionale del Belgio, sono già passate da 90 a 70 km orari.

Alcuni tra i paesi più sicuri, dal punti di vista della mobilità, hanno d’altronde i limiti di velocità più bassi d’Europa, soprattutto sulle strade rurali: la Svezia è ferma a 70 km/h e registra 27 morti per milione di abitanti; Norvegia (26), Svizzera (26), Danimarca (37) e Paesi Bassi (37) hanno tutti fissato il limite a 80 km orari.

3 commenti
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Ben vengano limiti più restrittivi se servono a risparmiare vite. Chi vuole andare veloce vada in pista: i tempi “da casello a casello” sono finiti da un pezzo. Troppo traffico, troppe insidie.

  2. Valerio Alfonzetti
    valerio alfonzetti dice:

    Ma sempre la velocità? Non si pensa mai che i morti diminuiscono perchè le auto sono più sicure? Vince sempre il qualunquismo. La velocità è sì pericolosa ma gli incoscienti e delinquenhti non soi combatttono inasprendo le sanzioni così da far multare la massais che va a 91 su una strada a tre corsie…ma con l’educazione stradale e civica.

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