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L’importante è cominciare

Torna d’attualità il Dieselgate Volkswagen, in verità mai passato nel dimenticatoio, specie in USA e in Germania. Siamo doverosamente intervenuti sull’argomento con tutte le informazioni possibili tenuto conto, che poco o nulla si è saputo, finora, sui provvedimenti eventualmente in preparazione per i clienti italiani.
Pare ora che una prima soluzione riparatoria sia stata trovata anche per tutti i paesi europei almeno stando a quello che recita il comunicato in data 28 aprile, che riportiamo integralmente in calce.
Si tratta di interventi tecnici di aggiornamenti tecnici sui motori, ovviamente gratuiti e integrati da altri provvedimenti che riguarderanno per cominciare i possessori di Golf 2 e non di ristorni economici come, da quanto si apprende, in America.
L’importante è cominciare.
Resta aperto il problema  della latitanza del Governo e del ministro Delrio in particolare in ordine alla promessa di controlli fatta a suo tempo come ricorda l’Unione Nazionale Consumatori con la nota firmata da Raffaele Caracciolo sulla quale concorda pienamente anche la Compagnia dell’Automobile.
Tornando alla Germania e per completare il quadro c’è da segnalare la notizia pubblicata dal giornale Handelsblatt secondo cui la responsabilità di quanto accaduto sui diesel VW sarebbe da attribuire ai tecnici AUDI. La tecnologia per falsare i dati sulle emissioni dei motori diesel sarebbe stata messa a punto  dall’Audi e l’operazione risalirebbe addirittura al 1999, ma a Ingolstadt il sistema non sarebbe stato utilizzato per i propri modelli, ma sei anni dopo per quelli con marchio VW.
Resta da segnalare che mentre ai managers sopravvissuti allo scandalo pare vengano tagliati premi ed emolumenti, altro non fosse per aiutare ad accantonare i fondi che serviranno per i risarcimenti e le multe (si parla di 40 miliardi di Euro) sembra che la famiglia Porsche azionista di controllo del Gruppo, in modo non esattamente elegante, non voglia proprio saperne di rinunciare ad un euro.
Infine una buona notizia: presentando il bilancio 2015, il primo dopo il caso Dieselgate il CEO di VW Matthias Muller ha tra l’altro dichiarato che il 2016 sarà un anno di transizione verso “una VW più forte e nuova”, di aver accantonato 16 miliardi di Euro per le eventuali cause o multe, che la liquidità supera i 24 miliardi e di puntare ad un obiettivo di 10 milioni di auto vendute nel mondo.

Volkswagencomunicatostampa

2 commenti
  1. Autologia
    Autologia dice:

    Aggiornamento

    Dieselgate, guerra di comunicati
    Lo si era compreso subito che quella del “Dieselgate” sarebbe stata una questione complicatissima, di grandi tensioni e di lungo impegno per trovare una soluzione definitiva.Troppi gli interessi in gioco, le complicazioni e le differenze di giurisprudenza nei paesi coinvolti, i problemi di sostanza e di immagine, le richieste di soluzioni di diversa natura.
    È infatti cominciato presto una serie di comunicati e controcomunicati delle varie istituzioni interessate, di richieste di incontri e di minacce di azioni legali da parte di gruppi organizzati (le class actions) che stanno facendo la fortuna dei grandi studi legali di mezzo mondo.
    I tempi per l’auspicata soluzione si sono inevitabilmente allungati, specie per i clienti europei di Volkswagen e per quelli italiani in particolare.
    Si deve anche segnalare l’inerzia del nostro Governo dimentico del fatto che il ministro Delrio, aveva promesso interventi, controlli e tutele di cui non si trova traccia alcuna.
    E non è andata meglio con l’ostinato silenzio di Volkswagen Italia, probabilmente imposto dalla sede centrale di Wolfsburg.
    Poi, finalmente, il 28 Aprile, è arrivato un comunicato ufficiale di VW che annunciava la decisione e le modalità per una soluzione riguardante “tutti i paesi europei”. Ne abbiamo dato puntuale segnalazione e anche questo, lo riproponiamo in allegato.
    In data 29 Aprile però, un altro comunicato congiunto dell’Unione Consumatori, Codacons, Movimento Consumatori e Cittadinanza Attiva sembra rimettere in discussione molte cose.
    Il nuovo motivo confusione nasce dal dichiarato rifiuto dell’A.D. di VW Italia, il dr. Massimo Nordio, di incontrare i rappresentanti di queste organizzazioni di consumatori “… per la ricerca di un accordo quadro transattivo a favore di tutti gli automobilisti vittime del cosiddetto Dieselgate”.
    Per aderire all’incontro viene richiesta la sottoscrizione obbligatoria di una serie di precondizioni che impongono anche un periodo di tre anni di riservatezza. Seguono altri veri e propri divieti e confusioni che le Associazioni hanno ritenuto di non poter accattare in linea di principio. L’incontro è quindi saltato.
    Premesso che VW ha tutto il diritto di incontrare o no chi vuole, così come le rappresentanze dei cittadini hanno il diritto/dovere di fare quello che è nella ragione stessa del loro esistere ed operare e di discutere dei loro interessi con le controparti, risulta piuttosto difficile mettere in rapporto il comunicato del 28 Aprile di WV con quello del 29 Aprile delle associazioni consumatori che sembra mettere in discussione la soluzione proposta.
    È la domanda che anche la Compagnia dell’Automobile si pone e pone a VW Italia. Resta, a sua volta, in attesa di essere ricevuta dal top manager italiano per intrattenerlo su questa e su altre questioni che interessano gli automobilisti italiani e, con tutta probabilità, anche un grande Gruppo come VW con tutti i suoi marchi. Cosi come hanno raccolto l’attenzione di altri costruttori già informati.
    LA COMPAGNIA DELL’AUTOMOBILE

  2. Pierluigi Bonora
    Pierluigi Bonora dice:

    Dal ministro Delrio si è in attesa da un giorno con l’altro dei risultati dei controlli fatti. Il ritardo è comunque evidente, visto che già più di una settimana fa sembrava tutto pronto…

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