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Luciano Trombotto e i rally degli anni ‘70

I rally degli anni ’70 non hanno soltanto segnato un’epoca indimenticabile della specialità. Sono stati gli anni dell’evoluzione, per quelle gare che da regolarità prima a regolarità sprint poi, stavano diventando, come rally appunto, sempre più popolari in Italia. Le grandi sfide, in particolare al rally di Montecarlo, di Lancia e Fiat, contro i francesi  con le Renault Alpine, i tedeschi con le Porsche e gli inglesi con le Ford e le Mini, non erano più seguite soltanto dagli appassionati, i mezzi di comunicazione le portavano nelle case degli italiani, perché i costruttori cominciavano a sfruttare l’immagine delle vittorie e dell’affidabilità. Il campionato italiano rally divenne molto popolare, forse più delle gare in salita e di quelle in pista, eccetto per i tifosi della Ferrari in F1.  A questo successo contribuì certamente l’impegno importante da parte delle squadre Fiat e Lancia, a quell’epoca con le 124 spider e le Fulvia coupé. Non c’era ancora stata l’unificazione dei reparti corse , che avvenne nel ’77,quindi l’antagonismo era molto vivace. Fu una scuola anche per i piloti, che maturata esperienza in Italia, cominciarono a vincere anche all’estero. Il Reparto Corse Fiat e il Reparto Corse Lancia si confrontavano sui campi di gara con piloti che divennero famosi e che ancora oggi sono beniamini degli appassionati. Un po’ come per le formazioni di calcio storiche, i loro nomi si recitano così: Munari-Mannucci, Ballestrieri-Audetto, Barbasio-Sodano per la Lancia e poi Trombotto-Enrico, Paganelli-Russo e Verini- Bernacchini per la Fiat.
Ognuno di loro ha vinto tanto e ha contribuito a far crescere questo sport. Alcuni di questi personaggi sono già ottantenni, ma il cameratismo è rimasto intatto e seppure consapevoli di aver segnato un’epoca con le loro imprese, hanno mantenuto un approccio di disponibilità e simpatia verso tutti coloro che gli dimostrano affetto e ammirazione. Recentemente, qui su Autologia.net vi abbiamo raccontato la festa in onore di Amilcare Ballestrieri, classe 1935, nei giorni scorsi c’è stata quella per Luciano Trombotto, classe 1936. In tutte queste occasioni si sono radunati per festeggiarli, i compagni di squadra, gli avversari, i meccanici, gli addetti ai lavori, i giornalisti, tanti che hanno fatto parte di questo gruppo “storico” per i rally italiani.
Un bell’esempio, un segnale che dovrebbe arrivare a tanti giovani sportivi, in tutte le specialità, perché in questi incontri non c’è nostalgia, ma tanta voglia di mantenere salda quell’amicizia leale che c’era anche sfidandosi in gara.
Se per Ballestrieri, che iniziò la sua carriera di pilota, con la Fulvia coupè, si sono radunati  a festeggiarlo soprattutto quelli che hanno fatto parte della gloriosa squadra Lancia HF, per Trombotto, che portò spesso alla vittoria la 124 spider, erano presenti tanti rappresentanti di quel Reparto Corse Fiat, che aveva la sua sede presso le officine Abarth di Corso Marche.
A dimostrazione dell’umanità e della generosità di questi campioni, va segnalato il bel gesto del pilota pinerolese Luciano  Trombotto ( già vincitore di due rally dell’isola d’Elba nel ’71 e nel ’72) che proprio in occasione dei suoi 80 anni, ha presentato un bellissimo libro dei suoi ricordi sportivi, destinando il ricavato dalla vendita al Centro Ricerche sul Cancro di Candiolo. Per chi volesse contribuire: info@ephedis.com

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