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“Non voglio scendere più”. Lo spot delle Frecce che ti spinge a viaggiare in auto

Noi di Autologia, effettivamente siamo un po’ di parte e abbiamo una passione naturale per la mobilità personale su “gomma”; ma apprezziamo tutto ciò di innovativo ci viene dal mondo “motive” e indubbiamente le Frecce di Trenitalia rappresentano quanto di più innovativo in Europa nel pianeta ferrovie.

Peccato quindi che l’innovazione, vera freccia vincente nell’arco di Trenitalia, sia stata completamente tralasciata nell’ultimo spot che promuove le frecce dell’alta velocità made in Italy.

Una fiera della tristezza stile Pupi Avati con atmosfere da “cent’anni si solitudine”. Un povero bambino che non si capisce bene se scappato dall’orfanotrofio o di casa che vaga per il marciapiede di un ipotetico binario “Triste e solitario” la citazione di Claudio Villa non è affatto casuale, anche in termini di linguaggi superati. Tutina di tela blu con bretelle, scarpette made in China, valigia di cartone semivuota e aria sparuta. Finalmente prende il treno e lo visita in un piano sequenza da film dell’orrore. Tutto vuoto. Neppure quel pazzo di Pannofino, in arte Italo che pretende di averlo inventato lui…

Una colonna sonora in stile Frank Capra. In chiusura il conduttore chiede: “Li raggiungiamo?” e senza spiegare ne chi ne perché risponde con l’aria da panda evaso da Sing Sing: “NO. Non voglio scendere più”.

Una storia strappa lacrime che non strappa proprio nulla se non il colpo di sonno; ma in compenso non si capisce cosa vuole raccontare.

Lo storytelling del nulla in un treatman, polveroso, vecchio e triste.

Senza “ragione-per-cui”, giustificazione e motivazioni convincenti per rispondere al pack shot che invita a comprare i biglietti.

Io consiglierei agli autori dello spot, che non cito per simpatia, di comprare i biglietti della lotteria e vincere qualche milione di Euro; scappare con il povero orfanello ai caraibi e lasciarci alle nostre diuturne tristezze reali, evitando di propinarcene di nuove.

Ha dimenticavo… Buone vacanze a tutti…In auto ovviamente.

Meglio le code piuttosto che la tristezza sottoforma di freccia.

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