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“Però lo scoop è mio”: un thriller fra rally, giornali e una misteriosa 911

Lo si racconta da sempre che nulla sa essere più fantasioso di un fatto accaduto veramente, e potrebbe essere proprio così. Da qui la voglia di trasferire in un romanzo una vecchia storia che io e il mio vecchio amico Maurizio Perissinot, grande copilota della leggendaria squadra rally Lancia, ci ripassavamo spesso increduli e divertiti allo stesso tempo.

«Sarebbe una buona base per un libro oppure per un film» mi diceva sempre, e siccome la sua compagnia mi manca ormai da troppi anni, ecco intanto il libro, un romanzo che mescola le mie più grandi passioni, quella per le corse in automobile e tutto il mondo che ci gira attorno, e quella per la mia professione. Più in sintesi: rally e giornali.

La storia vera, nelle duecento pagine che scorrono veloci, è trasportata in un altro luogo e con differenti protagonisti e incrocia tre personaggi molto distanti tra di loro, con mestieri molto differenti e vite quotidiani agli antipodi che all’improvviso si trovano coinvolti a loro insaputa, legati insieme da una Porsche nera che attraversa le loro vite.

Si tratta di un thriller molto leggero, seppure incredibilmente intrigante perché mette a nudo la passione di un pilota dilettante che guida vetture troppo brutte per essere vincenti e che pur con ciò è convinto – un po’ come tutti quelli che staccano la licenza per correre –  che con un mezzo adeguato sarebbe il più forte di tutti. E porta a galla le frustrazioni di un cinquantenne entrato da giovane e dalla porta principale in quotidiano importante ma la cui resa in redazione lo avvicina di più a una dattilografa che a un vero giornalista. Il terzo è un magistrato di Foggia che gode di un buon successo nella città in cui abita ma che si trova alle prese con un caso da cui non ci cava i piedi.

La storia prende la scena e i protagonisti si agitano al meglio delle loro possibilità, il tutto incastrato nella Bologna più triste di sempre, quella degli anni di piombo che avevano cancellato dalla sera alla mattina l’immagine di città godereccia come nessun’altra in Italia.

Se chiedete all’oste com’è il suo vino vi dirà che è sempre ottimo, così io, come autore vi assicuro che il romanzo sta in piedi bene e che vale la pena di essere gustato. Non mi credete? Leggetelo intanto, poi ne parliamo. S’intitola “Però lo scoop è mio”, lo edita Minerva e si trova nelle librerie o sui siti di vendita online al prezzo di copertina di 15 euro.

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3 commenti
  1. Carlo Cavicchi
    Carlo Cavicchi dice:

    Cari Sergio e Luca, sono commosso per le vostre parole. lo so che ci legano età e passioni, però così uno si monta la testa…

  2. Sergio Troise
    Sergio Troise dice:

    Anche io, caro Carlo, leggerò al più presto il tuo libro. Non amo i gialli, ma ho capito che questa è un’altra storia…

  3. Luca Pazielli
    Luca Pazielli dice:

    Ciao Carlo non c’era bisogno di convincermi, io il tuo vino…l’ho sempre bevuto con grande piacere e mi ci sono pure ubriacato…quindi andrò subito in osteria!!

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