Gozzi

Quella volta che chiamò Gozzi

Di anni ne sono passati tanti, e quando accadde non ricordo quanti ne avesse il mio ragazzo, ma credo festeggiasse proprio i diciotto. Erano i tempi delle sue prime escursioni in pista e quindi il destino (almeno quello sportivo) era già segnato.

Ed erano anche i tempi di Autosprint, che già da un pezzo lui si divorava con gli occhi, puntualmente, ogni settimana. In particolare, la sua rubrica preferita: il ‘Tunnel’ di Franco Gozzi, dove “l’uomo che sedeva alla destra del Drake” (scomparso ad aprile di tre anni fa) raccontava gli aneddoti della sua vita di pierre, di direttore sportivo e di uomo di fiducia di Enzo Ferrari. E dopo averla letta e riletta, giù a citarmi l’ultima avventura di qualche… scapestrato pilota del Cavallino, descritta dal Nostro con la solita, estrema dovizia di particolari.

Non era certo il primo che gli facevo, ma il regalo, o meglio, la sorpresa che avevo deciso di riservargli quella volta volevo fosse davvero indimenticabile. Tant’è, complice l’amico giornalista Franco Nugnes, organizzai tutto a puntino. E così quel 22 ottobre di qualche annetto fa (forse proprio il 1999), mentre siamo tutti e tre (papà, mamma e figliolo) a pranzo, squilla il telefono. Rispondo io e – come d’accordo con l’interlocutore dall’altra parte del filo – passo il cordless al festeggiato. “E’ per te”, ricordo di avergli detto. “Pronto?”. “Sono Gozzi, buon compleanno Simone.”

E’ assolutamente inutile che io vi descriva le varie sfumature di colore passate sul suo viso e il brillare dei suoi occhi nei pochissimi minuti passati al telefono con chi, nel corso degli anni, gli aveva fatto amare il mondo dei motori rombanti e dei suoi protagonisti. Sarà stato un caso, ma (questo lo ricordo bene) anche quella volta, appoggiata sul tavolo, vicino alle sue posate, c’era proprio una copia di Autosprint, aperta – manco a dirlo – sul “tunnel” più bello del mondo.

P.S.: Oggi lui di anni ne ha qualcuno in più ed è a sua volta papà, ma la passione per i motori non è cambiata. E’ cambiata la rivista: dalle quattro ruote si è passati alle due, da Autosprint a Motociclismo. Ma “L’uomo che sedeva alla destra del Drake” è sempre presente: nei suoi ricordi e, ovviamente, nella sua libreria.

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