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I rimpianti Ferrari vanno al Max (Verstappen)

E’ stato il gran premio dei rimpianti. Perché senza guai la Ferrari non avrebbe vinto, probabilmente avrebbe stravinto. Lo racconta la prestazione di Vettel, partito ultimo e arrivato fino ai piedi del podio. Un’arrampicata magistrale, poderosa, devastante fino a che non si è trovato tra i piedi Alonso doppiato che non lo aiutato (anzi), cancellando la sua chance di sognare il sorpasso finale a Ricciardo per il terzo posto.

Ma forse tutto quello che ha fatto Seb potrà rivelarsi inutile perchè alla fine della giornata quello che conta è che il vantaggio di Hamilton in classifica è aumentato ancora, arrivando a 34 punti a 5 gare (125 punti) dalla fine. Non ancora troppi, ma comunque tanti, tantissimi perché la Ferrari ha buttato nella spazzatura le due grandi occasioni che aveva a disposizione, Singapore e la Malesia, ha lasciato nel cestino 50 punti e ora sarà davvero un’impresa difficile, quasi impossibile anche se pure a Sepang la macchina più veloce in pista per gran parte della gara era quella Rossa partita ultima e risalita come un salmone fino alla quarta posizione.

Il rimpianto però è addirittura doppio. Come l’allarme tecnico scattato. Dopo che il compressore ha tagliato il turbo di Vettel lasciandolo a piedi all’inizio della qualifica, un problema all’apparenza simile, ha appiedato anche Raikkonen prima del via, costringendolo ad un ritiro anticipato ancora prima del via. Era la sua grande occasione. Ha dovuto vedere la gara alla tv mentre là davanti si scatenava Verstappen, tranquillo alla partenza, ma poi letale nell’attacco a Hamiltton al quarto giro. Il baby (20 anni compiuti sabato) è andato in testa e non si è fatto più riprendere. Anzi ha praticamente dominato. Un piccolo favore alla Ferrari visto che ha portato via a Lewis 7 punti, togliendogli il colpo del ko. Davvero una gara magistrale di Max. La conferma che il ragazzo ha la stoffa del campionissimo nonostate i molti lo vedano solo come uno sfasciacarrozze.

La Ferrari è arrivata in Malesia per provarci. Vettel alla vigilia ha dichiarato di volerle vincere tutte. Le prestazioni ci sono state, l’affidabilità no. Per nulla. Due problemi all’apparenza identici, hanno appiedato le Rosse e il segnale, nonostante in tv si cantasse la Ferrari come se avesse trionfato, non può essere molto confortante. Perché per ottenere quelle prestazioni, si è compromessa l’affidabilità in modo grave e preoccupante.

Vettel già che partiva ultimo, si era incassato una ventina di posizioni di penalità, omologando tutto quanto poteva omologare di nuovo nella power unit. Un vantaggio che avrebbe potuto sfruttare da qui alla fine. Ma poi, dopo il traguardo, è arrivato il crash con Stroll. Inspiegabile. Che ha distrutto il retro della Ferrari (con possibili danni dovunque). Davvero un weekend maledetto. Un’incomprensione? Una disattenzione di Vettel? Una distrazione di Stroll? I commissari indagheranno. E alla fine vedrete che non puniranno nessuno…

Ma se dopo Singapore sotto accusa c’erano i piloti, adesso sotto accusa ci sono i tecnici (non i meccanici) per quei problemi di affidabilità che hanno compromesso, forse definitivamente, il campionato. In Giappone tra una settimana avremo le idee più chiare. (topspeed.gazzetta.it)

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