AutoChePreferisco

Sarà anche americana, ma FCA per gli italiani resta la mamma

Leggo dal sito di Quattroruote: “Un trionfo italiano. Si possono riassumere così i risultati del nostro referendum online Le auto che preferisco 2017, un vero e proprio plebiscito per l’industria tricolore, che si è affermata in tutte le categorie previste dal regolamento”.
La sintesi è perfetta, ma si poteva anche scrivere: “un risultato bulgaro” con riferimento alle elezioni che si tenevano in Bulgaria ai tempi dell’influenza dell’Unione Sovietica, che finivano con la netta maggioranza di un solo partito.
Riporto per chi non avesse letto l’esito finale, culminato con la vittoria assoluta dell’Alfa Romeo Giulia per molti versi prevedibile, il risultato per categorie che mi ha mandato al tappeto:
Citycar: Fiat 500
Piccole: Alfa Romeo MiTo
Compatte: Alfa Romeo Giulietta
Beline medie: Alfa Romeo Giulia
Berline grandi: Maserati Ghibli
Ammiraglie: Maserati Quattroporte
Sportive: Ferrari F12berlinetta
Cabrio: Abarth 124 Spider
Suv e fuoristrada compatte: Fiat 500X
Suv e fuoristrada grandi: Maserati Levante
Monovolume: Fiat 500L Living
Ora, non è che la concorrenza fosse assente, insomma non è che qui ci fosse soltanto un partito da votare, ma è stato come se fosse così, e qualche considerazione bisogna pur farla.
Prima di tutto: hanno votato in tantissimi, mi dicono quasi 40 mila, che è un numero già abbastanza difficile da manipolare. Poi, le auto del Gruppo sono sempre sotto critica comune, però rimangono sempre in vetta alle vendite. Questo significa che gli italiani alla fine le comprano e di conseguenza le votano. Infine anche la concorrenza qualche domanda se la dovrebbe porre: perché i loro clienti non intervengono per difendere le loro vetture preferite? Non leggono Quattroruote? A giudicare dai commenti sul forum della rivista sono più quelli che si scaldano per altre marche (Alfa Romeo a parte, forse) che quelli che si sperticano in lodi per FCA. Allora?
Il dubbio che mi viene è che anche noi appassionati di auto siamo democristiani dentro: come ai tempi della prima repubblica, quando la gente nei bar o per la strada si vantava sempre di non votare mai per lo scudo crociato, preferendo spesso partitini più piccoli e più digeribili. Ma al dunque, quando si doveva infilare il voto nell’urna, vinceva sempre la balena bianca e i partitini restavano piccoli (anche se poi, con il proporzionale, diventavano decisivi per formare maggioranze instabili).
Ecco, rileggendomi i risultati della votazione elencati sopra mi è tornata in mente la DC del bel tempo che fu. Siamo mammoni, e probabilmente mamma Fiat l’abbiamo sempre nel cuore. (dal blog di quattroruote.it)

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