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Sette domande a Bibendum

Chi non conosce l’omino Michelin ? Chi non ha avuto modo di entrare in uno dei ristoranti segnalati dalla omonima guida ? Chi non conosce almeno il nome del noto marchio di pneumatici? Abbiamo pensato di intervistarlo in occasione dei suoi 121 anni,  ecco le sue risposte.

mussa1 – Caro Bibendum, ne ha fatta di strada dal 1898, n’est-ce pas

Beh si ! In 121  anni ho attraversato strade di ogni genere, ad ogni latitudine, in ogni continente. Per lavoro , per sport , per piacere: asfalto- terra -neve-ghiaccio,  ho visto cambiare i modi e le culture dell’auto. E la mia mescola ha resistito a tutto questo, ed è più performante che mai.

2 – Cosa ci racconta di se’

Cosa vuole, sono fatto di pneumatici accatastati, sono nato dall’idea di Édouard Michelin stesso che poi ha affidato la realizzazione della sua intuizione al famoso vignettista  “O Galop “( Marius Rossillon ) , 121 anni fa , e da allora corro al galoppo per le strade del mondo a tutte le latitudini e, vista la mia golosità,  mi fermo spesso a mangiare da qualche parte, e prendo nota, non si sa mai ! In questi 121 anni ho visto proprio di tutto, dalle stelle alle stalle… come dite voi in Italia.

3 – A proposito,  ha  dato il nome alla guida rossa dei ristoranti e hotel più nota al mondo. Ormai  nota anche più del libretto rosso di un certo Mao… 

Si, la mia guida è nata in Francia nel 1900. La prima edizione italiana è invece del 1956. Sono seguite varie edizioni in altri paesi d’Europa e del mondo.  Ho accompagnato e attraversato un secolo di hotellerie e di eccellenza a tavola. A volte ho ecceduto , mi sono appesantito,  poi mi hanno anche fatto dimagrire come testimoniano i vari restyling del mio logo.  Amo il Bib gourmand, quel mio faccione  rosso, che si lecca i baffi , sono i ristoranti o le trattorie  segnalati per  l’ ottimo  rapporto qualità prezzo.  Certo le stelle contano , sono una esperienza unica , indimenticabile, ma a pranzo soprattutto mi piace l’atmosfera informale dei pas Rossi Valgono  una sosta!

4 – Ha una strada dei sogni ? 

Il Col du Turini, in tutte le stagioni, ma soprattutto il passaggio sul colle in inverno, al  rally di Monte-Carlo. Quell’ultima notte è stata tra i momenti più emozionanti della mia lunga avventura . Le luci, il tifo, le condizioni della strada , la scelta della mescola migliore.  Momenti irripetibili !

5 – Che tipo di terreno preferisce 

Prediligo l’asfalto asciutto. Un asfalto rugoso  misto veloce . E poi come seconda scelta la terra bagnata.

6 – Il suo slogan ? 

“Nunc est bibendum “ dal poeta latino Orazio: “adesso bisogna bere” ! A significare come i pneumatici bevano la strada e gli ostacoli . Ma a condizione che siano in buono stato. Dei buoni pneumatici sono come delle buone scarpe.  Lo dai per scontato , ma se cambia il fondo stradale te ne accorgi subito, meglio tenerli sotto controllo.

7 – Lei che gira e vede sempre cose diverse, c’è qualcosa di nuovo sulle strade ? 

C’è sempre qualcosa di nuovo sulle strade del mondo.  Guardo con attenzione e curiosità ad esempio ai “gilet jaune” che sono nati per strada con una protesta contro la riduzione eccessiva della velocità sulle strade provinciali,  e contro l’aumento della benzina,  e per fare questo  hanno preso in prestito dalle auto un accessorio indispensabile e dimenticato come il gilet jaune. (Ci conosciamo bene con il gilet jaune, siamo spesso vicini nel baule posteriore, quanti viaggi fatti insieme!) Al netto di tutto, del significato politico, delle polemiche,  e delle ignobili, condannabili e assolutamente non condivisibili distruzioni e violenze, la trovo una protesta interessante, nata per strada,  e che ridà centralità all’auto e al valore di libertà ad esso connesso. In più è stata una geniale idea di comunicazione, semplice e di grande visibilità.

 

1 commento
  1. Luca Pazielli
    Luca Pazielli dice:

    Bravo Eraldo hai intervistato un mito. E poi con LUI hai potuto trattare qualsiasi argomento dalla tecnica allo sport dalla gastronomia alla politica. Complimenti!!

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