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Sette domande ad Antonio Capuzzello, proprietario e socio fondatore di “The box film”

Sette domande ad Antonio Capuzzello, 48 anni, milanese, proprietario e socio fondatore di “The box film”, da ragazzo voleva fare l’architetto

1- Antonio, come si diventa produttori di film pubblicitari ?
In realtà ci si nasce! Scherzo! Onestamente mi ci sono ritrovato un po’ per caso, facevo tutt’altro nella vita. Mi occupavo della gestione di personaggi del mondo dello spettacolo e un giorno per fare un favore a un amico, ora collega, ho preso parte a una produzione pubblicitaria per un film VW in Tunisia in qualità di coordinatore della produzione. Una specie di Mc Giver della reclame. Mi è piaciuto molto avere a che fare con registi, direttori della fotografia, attori e situazione stravaganti (nell’occasione ho fatto la guardia a un cammello) e allora presi la decisione di mollare tutto ciò che sino ad allora avevo fatto e mi sono buttato nella produzione pubblicitaria. Tanta gavetta, sana e costruttiva ma anche tante soddisfazioni.

2- cosa significa per un produttore girare uno spot per un’auto ?
Amo le auto e tutto ciò che ha un motore ma non essendo ingegnere amo le auto per ciò che sono: bellissimi oggetti nei quali vedo un’anima, una sorta di vita propria. Mi piace pensare che girare uno spot per auto significhi comunicare allo spettatore, possibile cliente, che ciò che sta vedendo sullo schermo ha un suo carattere, una sua specifica identità e che si trova ora in onda per essere scelta quale compagna, amica, amante. Troppo?

3- un set auto che non dimentichi
L’ultimo per ragione di freschezza di memoria e forse un film girato tanti anni fa per un brand giapponese dove il cliente mi disse, in via confidenziale, di prestare molta attenzione a una delle tre auto di scena perché in realtà, nonostante sembrasse perfetta, era “tenuta su” dal fil di ferro in quanto il reparto meccanica non era riuscito a prepararla per le riprese. Il precision driver perse infatti dei pezzi durante la guida. Ero giovane e impreparato, ma anche molto divertito nel vedere volare vie un cofano motore. Il cliente fece finta di niente: rigore nipponico.

4- cosa deve avere un regista per riuscire a fare un ottimo lavoro per un film auto ?
Sicuramente deve sapere riconoscere gli aspetti peculiari dell’auto che sta per girare. Su invito di chi quell’auto l’ha costruita o ci ha creato sopra una campagna il regista deve applicare quegli skills che gli consentiranno di far danzare l’auto sullo schermo. Evidenziare quelle peculiarità che la rendono unica.

5- casa di produzione, agenzia, cliente : è un triangolo pericoloso ?
No! Dovrebbe? Tre lati, tre teste, tre posizioni, tutto è funzionale a creare una forma. Non può esserci struttura se mancasse un lato e non potrebbe esserci un processo creativo e produttivo se tutti e tre i lati non fossero connesso tra loro. Magari un lato può essere preponderante ma non vedo come potrebbe altrimenti.

6-un luogo magico dove girare uno spot automobilistico
Se mi chiedi dove vorrei andare ti rispondo che ogni paese potrebbe essere quello giusto. Credo sia più questione di regia e fotografia magistrali a fare la differenza. Se invece parliamo di dove sono stato: il deserto di Tozeur all’alba.

7- la tua prima auto, un ricordo
Una grandissima e sfasciatissima Renault 5 con il pavimento sfondato e di un orribile verde mela metallizzato, ma l’ho amata.

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