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Sette domande a Paolo Fassino

Vediamo oggi le auto da un punto di vista politico, le tante sfaccettature di un’automobile, auto come  simboli di potere … Lo facciamo con Paolo Fassino, un giovane laureato in storia, appassionato di politica americana. 

Ha scritto una tesi di laurea su Henry Kissinger, in particolare sul Memorandum 200 che riguarda i piani geopolitici e strategici della politica estera Usa negli anni ‘70 . 

Ha partecipato alle elezioni come social media manager di un candidato sindaco della città. È appassionato di auto e di viaggi . 

Lavora nel Marketing and Communication in Easyrain ( https://www.easyrain.it/it/), un’azienda che sviluppa soluzioni avanzate nel campo della sicurezza Automotive

1 – Auto e politica, che legame ci vedi, c’è un’auto che più di altre rappresenta il potere politico?

Si sa, la politica è movimento. Un movimento declinabile in varie forme. Tra queste, la mobilità dei suoi rappresentanti assume un valore non banale in termini di rapidità, potenza estetica e, soprattutto, sicurezza. Perciò il potere non può essere non associato al mondo delle auto.

Dalle “auto blu” nostrane alle “black cars” dei paesi anglosassoni.

Tuttavia, l’auto che maggiormente rappresenta la manifestazione della politica è la limousine presidenziale statunitense.

Oggi è la famosa “The Beast”, nome in codice Stagecoach: più semplicemente l’auto del presidente Trump.

Una Cadillac unica nel suo genere: robuste portiere antiproiettile spesse oltre 20 cm, vetri sigillati e un abitacolo in grado di sopportare qualsivoglia genere di attacco.

Ieri era l’ancor più famosa Limousine Lincoln, quella dei presidenti Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter e Reagan. Automobili mitologiche.

2 – La tua prima auto

La mia prima auto è stata una Alfa Romeo Mito rossa fiammante. Bella quanto consumatrice di carburante. Sono rimasto molto legato alle sue linee, ai fanali posteriori circolari (molto simili agli omologhi della Ferrari California T) e al sound del motore, una volta impostata la modalità sportiva. Tornerei volentieri a farmi un giro con la mia “rossa”.

3 – Salga Trump o salga Biden? Chi porteresti in auto con te? Oppure …

Potessi scegliere, nessuno dei due. Nel campo della politica americana sarei molto più curioso di fare un viaggio con la senatrice Kamala Harris, oggi la Vicepresidente eletta .

In generale, l’onore più grande sarebbe guidare con Papa Francesco. Parlare con lui di diritti civili, economia, difesa dell’ambiente e, perché no, trascendente. Conversare ma soprattutto ascoltare, e imparare.

4 – Guidi, quale marcia preferisci ?

La mia preferita è la quinta. Quella dei lunghi tratti. Amo viaggiare. Se metto la quinta significa che sono in autostrada diretto verso un tranquillo fine settimana al mare o forse sto solo sognando: sono in tangenziale per andare in ufficio.

5 – Inviti a cena dei piloti di oggi o di ieri

Piloti di un vicino passato. Inviterei a cena Mika Hakkinen e Michael Schumacher, protagonisti migliori delle domeniche pomeriggio della mia infanzia. Che duelli e che Gran Premi ! Naturalmente vissuti incollati alla tv e talvolta dal vivo – a Monza soprattutto – con mio padre .
6 – L’auto di Kennedy

La Lincoln SS-100-X. L’auto in cui Kennedy perse tragicamente la vita, a fianco sua moglie Jackie.

Quel maledetto 22 Novembre 1963, il secret service decise di toglierle la “capote”. Si rivelò una scelta fatale.

La Lincoln del presidente aveva una particolare livrea blu navy. Soltanto a seguito dell’attentato fu deciso di verniciare l’auto presidenziale di nero.

Quell’auto dalle linee morbide ed eleganti è entrata di diritto nella storia contemporanea. Oggi possiamo ancora ammirarla in tutto il suo iconico fascino nell’Henry Ford Museum di Dearborn, in Michigan.

7 – Strade, c’è una strada che senti più tua ?

La Grand Corniche, una strada piena di magia. Resa celebre dal film di Alfred Hitchcock “Caccia al ladro”: memorabile la scena in cui Grace Kelly sfreccia sulla Corniche con accanto Cary Grant. Non appena ho un giorno libero, mi rifugio su quei tornanti con la mia compagna. La vista è impareggiabile. Il profumo della macchia mediterranea si mescola con le ombre dei grattacieli monegaschi. Provare per credere.

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1 commento
  1. Renato Ronco
    Renato Ronco dice:

    E’ vero, la Grand Cornisce è stupenda. Questo richiamo me l’ha fatto riconsiderare. Ci sarò passato diecimila volte ed ogni volta è in piacere

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