oltre-demeo

Si chiamava “OLTRE”, l’Hummer di casa Fiat

Al Motor Show di Bologna del 2005 Fiat stupisce il pubblico con un mezzo inaspettato che ricordava l’Hummer americano, all’epoca ancora molto in voga. Voluto da Luca De Meo (nella foto), allora la miglior testa pensante dell’Azienda torinese, con la missione di enfatizzare le capacità del gruppo nel mondo dei 4×4, l’enorme show car irrompe in scena sullo stand Fiat, durante le giornate dedicate alla stampa, sfondando letteralmente una vetrata. L’effetto è straordinario e il pubblico apprezza e sogna.

Qualche settimana prima, bisognava battezzare questo mezzo così straordinario.  Molti i nomi “estremi” in lizza, vinse alla fine “Oltre” (…modestamente da me suggerito) che bene rappresentava l’esagerazione di questo concept che era per i tempi veramente…oltre.

Si tratta di un esemplare unico nel suo genere realizzato per sottolineare l’eccellenza tecnologica dei torinesi nel campo delle trazioni integrali e dei fuoristrada di grandi dimensioni. Infatti, nasce sulla base del LMV (Light Multirole Vehicle) di Iveco, l’“off-road” militare dotato di soluzioni tecniche d’avanguardia e che, oltre ad essere stato scelto dall’Esercito Italiano, ha vinto il concorso “FCLV” (Future Command and Liaison Vehicle) per British Army.

“Oltre” è caratterizzato, all’esterno, da dimensioni generose: è lungo 4.870 mm, alto 2.050 mm, largo 2.200 mm e con un passo di 3.230 mm. Il tutto espresso attraverso uno stile “esuberante”, dettato da una silhouette con passaruota lineari che tagliano la fiancata pulita. Tra l’altro, anche le maniglie delle porte sono incassate, proprio per non costituire un ostacolo durante la marcia in fuoristrada. Insomma, il concept di design enfatizza la funzionalità, estremizzata dalla reale performance del veicolo.

Inoltre, la tipologia “Crew-Cab” (a doppia cabina con cassone aperto) costituisce il connubio perfetto tra la sensazione di dominio sul terreno, all’interno del confortevole abitacolo, e la spartanità di un puro Pick-up da spedizione. Non ultimo, la struttura tubolare sopra l’abitacolo conferisce all’insieme ancora più solidità, richiamando l’attenzione anche sulla presenza di un roll-bar completo all’interno. Infine, un parasole orientabile alla sommità del parabrezza dona dinamicità a tutto il padiglione, creando un richiamo ai tipici veicoli da ‘traversata’ desertica.

Chiara espressione di forza e solidità, “Oltre Fiat” eredita tutte le peculiarità del modello militare ad iniziare dalla trasmissione 4×4 permanente che le consente di affrontare qualunque situazione o percorso. Merito anche dell’elevata altezza da terra (50 cm) e di un sistema molto efficiente di sospensioni indipendenti con molle elicoidali ed ammortizzatori coassiali.

Contribuisce, inoltre, alla sua straordinaria capacità di “esploratrice” anche l’inserimento automatico della trazione totale (in base alle necessità del momento). Infine tutti e tre i differenziali sono bloccabili, opportunità che garantisce un’aderenza ottimale delle ruote in tutte le condizioni. Grazie a queste soluzioni “Oltre Fiat” può superare una pendenza laterale fino al 40% e pendenze longitudinali dell’80%, oltre a poter affrontare un guado di 85 cm (aumentabile ad 1,5 metri con opportune tubazioni di prolunga su aspirazione e scarico).

La show-car adotta pneumatici ad altissime prestazioni Pirelli Scorpion Zero Asimmetrico 315/40R26 XL (Extra load), ribassati e di concezione ultra sportiva in codice di velocità V.

Capace di svolgere molteplici funzioni, quindi, il veicolo esposto a Bologna è equipaggiato con un motore diesel Iveco F1C “common rail”, dotato di turbocompressore a geometria variabile ed intercooler. In dettaglio, si tratta di un “quattro cilindri in linea” da 3000 cc che eroga una potenza massima di 136 KW (185 CV) a 3700 giri ed assicura una coppia elevata di 456 Nm a 1.800 giri/minuto. Abbinato ad un cambio automatico a sei rapporti, il gruppo propulsore spinge lo straordinario veicolo ad una velocità massima superiore ai 130 km/h.

Pesa (in ordine di marcia e sfruttando tutta la capacità di carico) circa sette tonnellate, può ospitare quattro o cinque persone, a seconda dell’allestimento interno prescelto, con un carico utile complessivo di circa tre tonnellate (valore doppio rispetto a quello dell’Hummer statunitense).

Era chiaro fin da subito che questa ”esercitazione” non avrebbe avuto un seguito produttivo. “Finita la festa gabbato lo santo!” Dice il famoso proverbio. E così fu anche per “Fiat Oltre” che, terminata la rappresentazione bolognese sparì dalla scena e chissà dove è andato a finire ?

oltre1

1 commento

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *