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Super Bowl 2015, costo degli spot in crescita ma spot riusciti in calo

Negli ultimi anni il Super Bowl, l’evento sportivo con la più alta audience televisiva mondiale, oltre 110 milioni di spettatori, ha trovato vasta eco anche in Italia perché il football americano sta raccogliendo molto successo tra i giovani grazie alle trasmissioni in diretta di tutte le principali partite della NFL da parte di SKY.

Ma per gli appassionati di auto c’è anche una seconda valenza, ed è la presenza di quasi tutti produttori di vetture durante i minuti riservati alla pubblicità all’interno proprio del Super Bowl. Lì gli spot hanno un costo proibitivo, nell’ordine dei 150 mila dollari per secondo, e molti dei successi di vendita sul mercato a stelle e strisce si dicono conseguenza della presa di questi spot sui potenziali clienti delle concessionarie.

Proprio per questo, ogni anno le migliori agenzie creative provano a sfornare il meglio, con il Gruppo Chrysler che negli ultimi tempi ha sempre brillato a cominciare da “Imported from Detroit” con Eminem che ha aperto il filone di successo un lustro fa.

Ma quest’anno com’è andata? A leggere le reazioni sui vari siti dedicati e sulla stampa USA non si può dire che il livello del passato abbia mantenute le attese, al di là del fatto di due assenze prestigiose come Ford e Audi che erano sempre ai vertici.

Incuriosito, mi sono guardato tutti gli spot, poi ho incrociato molti commenti autorevoli, e alla fine ho ricavato una mia personalissima sintesi secondo il modo molto yankee di valutazione: “the best, the worst e the WTF” che sarebbe a dire, il meglio, il peggio e l’acronimo di What The Fuck (ma che cazzo…).

Sul podio, dunque la Bmw con la i3 (“Newfangled Idea”) con Katie Couric e Bryant Gumbel, la Dodge (“Born Dodge”) con la sequenza di vecchietti che riportano alle origini del marchio, e Kia (”Perfect getaway”) con la fuga perfetta di Pierce Brosnan.

Sarebbe finita sul podio anche la Fiat 500X (“Blue pill”) se non fosse che lo spot del Viagra si era già visto prima, e questo non è nello spirito-sorpresa caro ai filmati del Super Bowl.

All’inferno sono finite, invece, la Honda (“Syncronized parking”) messaggio intelligente ma non nuovo e troppo costruito, la Lexus (“Make some noise”) legato alla NX ibrida e giudicato non mal fatto, ma troppo poco originale, e la Mazda (“Penn & Teller”) che ha voluto legare i grandi inventori alla tecnologia Skyactiv, tentativo comunque piuttosto maldestro.

Infine i WTF, quegli spot anche belli ma di cui si fatica a capire la ragione di essere. Lì, in primis, c’è finito quello della Jeep Renegade (“Beautiful Lands”) ed è un vero scivolone visto i successi recenti. Sull’onda della canzone di Woody Guthrie del 1956 “This land is your land” scorrono immagini da tutto il mondo, ma molti hanno pensato che quando vanno in giro possono noleggiare una piccola Renegade per rispettare l’ambiente, non certo comperarla. Olivier François di solito è un genio della comunicazione, ma questa volta probabilmente era un po’ stanco.

1 commento
  1. Mister X
    Mister X dice:

    Evviva, una critica per un Boss Fiat! Che forse non ha tanta colpa essendo cambiato lo scenario americano di Fiat che ormai, non ha piu cosi bisogno di affermarsi in USA visto che l’ obbiettivo di entrare in Borsa e’ stato raggiunto e con successo

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