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Targa e bollo sulla bici, scoppia il caso

Condiviso da: www.repubblica.it

di Vincenzo Borgomeo

Un emendamento presentato in commissione Lavori Pubblici del Senato alla Riforma sul Codice della Strada su biciclette scatena l’inferno sui social. Il senatore, “niente tasse, si tratterebbe semplicemente di assegnare un numero al telaio”. Ma le proteste continuano

“Arriva il bollo e la targa per le bici”. Sui social è scattato l’allarme rosso con foto di bici bruciate e le promesse di non pedalare mai più. Tutto nasce da un emendamento presentato in commissione Lavori Pubblici del Senato dal capogruppo Dem Marco Filippi alla Riforma sul Codice della Strada su biciclette e motoslitte.

Per essere precisi l’emendamento introduce di fatto nella riforma (ddl n.1638), tra i principi e i criteri direttivi (art.2), quello della definizione nella “classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari: 1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi; 2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale”.
Molti hanno letto in quesre righe la famosa “un’idonea tariffa” che dovrebbero pagare i proprietari di biciclette e motoslitte e della possibilità di identificare le prime “prevedendo un numero sul telaio non cancellabile”, come spiega Filippi commentando con i cronisti le polemiche nate dal suo emendamento.

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