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Torino, città del design

Un’inedita logica per impostare un nuovo corso del design torinese. Un’azione dove decisione, spirito di squadra e la “contaminazione” con altri settori dell’economia culturale e industriale torinese possono rappresentare il fattore decisivo per permettere alla città di accedere ad un nuovo modello di sviluppo.
Torino è sempre in movimento: nel corso della sua storia ha sempre interpretato con anticipo e con successo la futura traiettoria del paese: capitale politica, punto di riferimento industriale, polo culturale e tecnologico. Diverse anime che convivono e che hanno lasciato il loro contributo. (http://autologia.net/week-end-di-eventi-dedicati-a-torino-city-of-design/)
Con la nomina di Torino a City of design Unesco, avvenuta 1 anno fa, la città ha la possibilità di promuovere e sviluppare un suo settore strategico, noto in tutto il mondo soprattutto per la creatività di carrozzieri come Pininfarina, Giugiaro e Bertone. Per capire la portata del mutamento che conoscerà Torino è bene partire da quest’ultimo nome. L’acquisizione da parte dell’ASI della collezione Bertone, finora custodita nel centro stile di Caprie (in bassa Valle di Susa) può rappresentare un primo passo per una cultura dell’automobile che, pur avendo solide radici nel passato, si proietta nel futuro. L’appeal del design “made in Torino” seduce tutti e gruppi industriali hanno investito molto per assicurarsi il know how e la creatività di questo distretto. Due nomi su tutti: Volkswagen (acquistando Italdesign tramite Audi) e il gruppo indiano Mahindra
Un avvenire dove la tecnologia serve per ripensare una nuova economia, basata non (solo) più sulla grande industria ma anche sullo sviluppo delle piccole e medie imprese manifatturiere. Una vocazione che, come ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino, è perfettamente in linea con quelle che sono le linee strategiche di sviluppo della città: “Il design- ha detto il primo cittadino – è la perfetta cerniera tra cultura e industria”.
Torino non butta via niente e, grazie anche all’impegno di “attori” della società civile riesce a sfruttare ogni possibilità di sviluppo. Così ha fatto l’ASI, proponendo per prima la candidatura all’Unesco. Grazie all’impegno dell’ente presieduto dall’avvocato Roberto Loi e alla successiva aggregazione di vari soggetti (Comune di Torino, Città metropolitana, Regione Piemonte, Politecnico, Camera di Commercio e le scuole di design IED e IAAD) il dossier è stato completato ed è stato la “chiave di volta” per ottenere questo importante riconoscimento. Un successo che è stato celebrato dal 4 all’8 dicembre con mostre, workshop, visite guidate e incontri.
Il Presidente dell’ASI Roberto Loi ha parlato dei progetti riguardanti la valorizzazione delle opere del carrozziere torinese: “L’acquisizione della collezione Bertone – ha ricordato nel corso del suo intervento – è stata la logica conseguenza di come l’ente ha operato in questi anni. Avevamo risorse economiche derivanti da un’accorta gestione e le abbiamo utilizzate nel migliore dei modi possibili”.
C’è anche l’idea di realizzare un’esposizione di veicoli storici, strettamente legata ai valori dell’Unesco: “La galleria di veicoli storici – ha continuato l’avvocato Loi – non includerebbe solo i veicoli di Bertone. Si tratterebbe di un progetto culturale in continua evoluzione e trasformazione, in grado di fornire agli appassionati tutti gli strumenti per poter apprezzare in pieno il valore tecnico e culturale dei mezzi esposti”.
Una tessera che va incastrata saggiamente in mosaico di grande valore. Come fare? La “comunità torinese del design” ha risposto con efficacia.
A pensarci sarà il neonato “Circolo del design”, luogo designato ad essere il punto di riferimento sia per le nuove iniziative sia per consolidare un “sistema” che deve far fronte alle sfide della globalizzazione e del mutamento dei gusti dei fruitori degli oggetti.
Un “contenitore” che funge non solo da “aggregatore” ma che è anche in grado sia di far emergere quanto fatto in questi 4 giorni dedicati al design sia di far collaborare continuamente tutte le realtà che hanno portato ad ottenere il riconoscimento dell’Unesco. In un mondo nel quale molti costruttori (tra i quali anche Peugeot) hanno “sperimentato” il loro design realizzando anche oggetti è fondamentale poter trasferire competenze abilità. “Non c’è dubbio – spiega Ruben Abbattista, presidente del Circolo del Design – che le contaminazioni tra vari ambiti progettuali possono portare oggi più di ieri a soluzioni innovative e inaspettate. Non deve stupire ad esempio il fatto che alcuni grandi designer dell’automotive, tra i quali Pininfarina, si stiano dedicando con successo anche ad altri oggetti”. Anche l’aspetto formativo è stato affrontato nel corso dei workshop organizzati dal circolo. “La leggenda di una Torino chiusa e autoreferenziale – continua Abbattista – è superata dai fatti: nel nostro territorio ci sono realtà come il Politecnico, l’Accademia Albertina e scuole di design di grande prestigio come lo IED e lo IAAD. Strutture in grado di attirare studenti da tutto il mondo. Ci sono inoltre luoghi di connessione tra il mondo della formazione e quello delle imprese, come ad esempio l’ I3P, l’incubatore tecnologico del Politecnico. Aggiunto due punti fondamentali, che testimoniano il grande ruolo che ha Torino nella geografia del design mondiale: oltre al titolo conferito dall’Unesco di “City of design” nel 2008 Torino è stata nominata dall’ICSID ‘World design capital’. C’è quindi progetto preciso e un percorso deciso, forse più visibile all’estero che in Italia”.
Il ruolo dell’auto ha influito non poco sul programma dei 4 giorni di eventi. Oltre alla partecipazione di Pininfarina e Italdesign Giugiaro hanno preso parte ai lavori anche ingegneri come Nevio di Giusto, per molti anni importante punto di riferimento per lo sviluppo delle piattaforme produttive di Fiat Auto.
Ma quali saranno le prossime mosse di questa “squadra del design”? “La governance del circolo del design – dice ancora Abbattista – è dettata innanzitutto dal gruppo consultivo di Torino Design, che è stato costituito dall’Assessorato alla Cultura della Città di Torino. All’interno di questo sono rappresentati anche l’ASI e il Museo dell’Automobile, oltre naturalmente a molte realtà vicine al mondo del settore automotive. Le prossime mosse saranno frutto di una riflessione condivisa di questo gruppo”.

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