E-MOTION – Batterie elettriche, rivoluzione UE per le batterie elettriche
Meno emissioni e più riciclo, ma a che costo? Un regolamento introduce norme più stringenti per ridurre l’impronta ecologica delle batterie, promuovendo l’uso di materiali riciclati e l’efficienza del riciclo, introducendo il Battery Passport per garantire trasparenza e sostenibilità
Nel 2024 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Europeo sulle batterie (Regolamento UE 2023/1542), una normativa che risponde a due delle principali critiche rivolte ai veicoli elettrici. La nuova disciplina si concentra su aspetti cruciali per il futuro della mobilità sostenibile, in particolare sulla valutazione reale dell’impronta ecologica – considerando emissioni di CO₂, impatto ambientale e gestione del fine vita – e sulla trasparenza delle prestazioni delle batterie.
Il documento stabilisce regole più stringenti per ridurre l’impronta ecologica del pacco batteria, adottando un approccio che considera le emissioni nell’intero ciclo di vita del prodotto. Sono previsti limiti progressivamente più severi con obiettivi definiti per gli anni a venire.
Arriva il Battery Passport
Entro il 2030, infatti, le batterie al litio dovranno raggiungere un’efficienza di riciclo del 70%, un traguardo ambizioso che spingerà il settore verso una maggiore sostenibilità.
La normativa introdurrà, a partire dal 2027, il Battery Passport, un documento digitale utile a raccogliere dati dettagliati sul ciclo di vita delle batterie e informazioni statiche – come l’impronta di carbonio e il contenuto di materiali riciclati – e dinamiche, come lo stato di salute della batteria e la sua durata residua.
Una delle iniziative più promettenti in questo ambito, a ulteriore dimostrazione di quanto l’industria si stia già preparando per affrontare la transizione del 2027, è il Consorzio Battery Pass, che vede la partecipazione del prestigioso istituto tedesco Fraunhofer e di altri attori del settore. Il Consorzio ha lavorato per sviluppare linee guida e raccomandazioni per l’implementazione del Battery Passport.
Riutilizzo e riciclo le parole chiave
L’obiettivo è duplice: facilitare il riutilizzo e il riciclo, favorendo l’economia circolare, e garantire maggiore trasparenza ai consumatori nel mercato delle auto usate.
All’interno del mercato europeo sono stati introdotti anche nuovi standard di efficienza e durata per assicurare prodotti di qualità sempre superiore.
Queste misure, almeno nelle intenzioni, puntano ad aumentare la competitività delle aziende europee, riducendo la dipendenza da fornitori extra-UE e incentivando l’innovazione nel settore.
L’impatto nel nostro Paese
Grazie alla sua forte tradizione manifatturiera e alla presenza di centri di ricerca avanzati, l’Italia ha il potenziale per adattarsi alle nuove regole e trarne vantaggio. Tuttavia, il settore nazionale delle batterie presenta diverse criticità. Rispetto ad altri Paesi europei, disponiamo di una capacità produttiva minore, ancora inferiore dalla media UE. Il comparto è composto per lo più da aziende di medio-piccole dimensioni, che spesso si associano in consorzi per far fronte alle esigenze normative.
Il ritardo produttivo potrebbe trasformarsi in un’opportunità: poiché la filiera è ancora in fase di sviluppo, l’Italia ha la possibilità di investire direttamente in impianti di riciclo di nuova generazione, adottando fin da subito tecnologie più efficienti. In altre parole, invece di inseguire altri Paesi nella produzione di batterie, l’Italia potrebbe puntare sulla specializzazione nel loro recupero e rigenerazione, affermandosi come leader per l’economia circolare nel settore.
Il regolamento prevede inoltre limiti minimi di materiali di recupero: almeno il 26% del cobalto, il 15% del nichel e il 12% del litio dovranno provenire da fonti riciclate.
Questo rappresenta una sfida significativa per il settore, ma anche un’opportunità di crescita: se adeguatamente supportato da investimenti. Il settore del riciclo potrebbe ridurre la dipendenza europea dalle materie prime estere. Inoltre, contribuirebbe alla creazione di nuovi posti di lavoro e allo sviluppo tecnologico.
Sfide e costi per le imprese
Accanto alle opportunità, emergono però anche preoccupazioni per le aziende. L’adozione del nuovo regolamento implica maggiori obblighi e spese di adeguamento. Uno degli aspetti più critici riguarda la gestione del Battery Passport, che richiederà un monitoraggio costante dei dati e un’infrastruttura tecnologica adeguata a garantirne la corretta implementazione.
Il peso economico delle nuove misure potrebbe essere significativo. Secondo alcune stime riportate da Motus-E nel suo rapporto del 2024, l’impatto economico è stimato tra i 6 e i 12 euro per batteria. Per le grandi aziende, questo costo può essere assorbito facilmente, mentre per le PMI potrebbe risultare più gravoso, influenzando sulle strategie di investimento a medio termine.
L’introduzione del Regolamento Europeo sulle batterie segna un passaggio cruciale per la transizione verso una mobilità più sostenibile. Le nuove regole mirano a garantire maggiore trasparenza, ridurre l’impatto ambientale e promuovere un uso più efficiente delle risorse, ma la loro implementazione non sarà priva di sfide.
Un adeguato supporto alle imprese, in particolare alle PMI, e un impegno deciso in innovazione tecnologica e sostenibilità, potrebbero non solo attenuare l’impatto delle nuove normative, ma anche favorire un posizionamento strategico nel panorama europeo e globale. La capacità di adattarsi e di sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie sarà la chiave per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità di una mobilità sempre più green e circolare.
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