Fiat 600 Multipla, 70 anni di spazio e ingegno: all’Heritage Hub la mostra “Monovolume”
C’è chi parla di monovolume come di un’invenzione moderna, figlia degli anni Ottanta e Novanta. La realtà, però, è che il concetto di auto “tuttospazio” nasce in Italia molto prima. Precisamente nel 1956, quando Dante Giacosa firma uno dei progetti più intelligenti e rivoluzionari della storia dell’automobile: la Fiat 600 Multipla. A settant’anni da quell’intuizione, l’Heritage Hub di Stellantis aTorino le rende omaggio con la mostra “Monovolume”, aperta al pubblico dal 19 maggio al 30 giugno.
La prima monovolume della storia
Prodotta fino al 1967, la 600 Multipla anticipa di decenni un’architettura che diventerà centrale nella mobilità familiare europea. Sei posti reali, abitacolo avanzato, vano di carico modulabile e una gestione dello spazio che ribalta la gerarchia tradizionale dell’auto: non più la meccanica al centro del progetto, ma le persone.
Un’idea semplice e geniale, che fa della Multipla un simbolo del boom economico italiano e uno strumento capace di adattarsi a qualsiasi ruolo: taxi, mezzo di lavoro, vettura per famiglie numerose, veicolo per il tempo libero.
Un percorso tra design, tecnica e cultura
La mostra allestita all’Heritage Hub – lo spazio espositivo nato nell’ex Officina 81 di Mirafiori – racconta questa storia attraverso tre esemplari di Fiat 600 Multipla, un rarissimo master model originale in legno di mogano e una serie di pannelli narrativi che intrecciano disegni, dati tecnici e contesto storico.
Tra i modelli esposti spiccano una Multipla prima serie della collezione Heritage Hub e una suggestiva versione in livrea Carabinieri, simbolo di una collaborazione lunga decenni tra Fiat e l’Arma. Accanto a queste, una vera guest star: un esemplare proveniente da una collezione privata che, dopo la vita da taxi, è stato restaurato per affrontare viaggi straordinari, dalle rotte di Marco Polo fino a Capo Nord e alla Transiberiana invernale, da Mosca a Vladivostok.

Sei posti, frontale verticale e un’idea di futuro
Dal punto di vista tecnico, la 600 Multipla condivide la meccanica della 600 berlina, con motore posteriore a sbalzo, ma ne rivoluziona completamente l’impostazione. Il posto guida avanzato e il frontale quasi verticale portano guidatore e passeggero “dentro” la strada, mentre la modularità interna consente configurazioni impensabili per l’epoca: dai sei posti con sedili singoli ripiegabili a un piano di carico superiore a 1,75 m².
Prodotta in quasi 243.000 esemplari, la Multipla evolve nel 1960 con la versione 600 D, che aumenta cilindrata e potenza senza tradire la filosofia originale: costi contenuti, consumi ridotti e massima funzionalità.
Non solo utilità, ma stile di vita
La versatilità della 600 Multipla dà vita a una vera famiglia di derivati: furgoni, minibus, ambulanze e versioni speciali firmate da carrozzieri come Coriasco. Ma c’è anche un lato più glamour, rappresentato dalle celebri “spiaggine”, interpretazioni balneari e turistiche che trasformano la praticità in stile di vita. Senza dimenticare i taxi bicolore, che hanno contribuito a definire l’immagine stessa del servizio pubblico italiano negli anni del boom.

Un patrimonio da riscoprire
Come sottolinea Roberto Giolito, Head of Heritage Hub Italy, la Fiat 600 Multipla non è stata una semplice variante della 600, ma l’inizio di una nuova specie automobilistica: la rivincita dello spazio sulla meccanica. Un concetto che oggi diamo per scontato, ma che settant’anni fa era pura avanguardia.
La mostra “Monovolume” è visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) con biglietto acquistabile online, con possibilità di visita autonoma nei giorni feriali o guidata nel weekend. Un’occasione preziosa per riscoprire uno dei progetti più intelligenti e sottovalutati della storia dell’auto.





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