CONTRO STILE 55 – Il Design è un modello culturale Parte Seconda
Questa seconda sezione esplora l’universo delle automobili, seguendo le storie di due figure leggendarie, celebri per il loro eccezionale spirito d’innovazione.
Bugatti – Ettore Isidoro Arco Bugatti

“Un prodotto tecnico non è perfetto finché non è anche bello. Niente è troppo bello, niente è troppo costoso” – Ettore Bugatti.
La Tipo 10, destinata a essere un’icona dello stile Bugatti, fu progettata e realizzata autonomamente da Ettore Bugatti nel garage della sua abitazione a Colonia. In controtendenza rispetto alle vetture di quell’epoca, la Tipo 10 si distingue per la sua leggerezza: pesa appena 300 chilogrammi e ha una cilindrata di 1.100 cc. Questa scelta rappresenta una vera rivoluzione, basata sull’idea che il peso sia antagonista della velocità. Ettore Bugatti diede alla sua creazione un nome destinato a diventare leggendario…
“Puro Sangue”

TIPO
Nel 1909 Ettore Bugatti fondò la sua azienda automobilistica, la BUGATTI, a Molsheim, in Alsazia. Da quel momento lo chiamarono il Patron e fu riconosciuto sia per la sua visione innovativa sia per le competenze tecniche. Le automobili prodotte da Ettore Bugatti sono delle vere e proprie creazioni e distinguono per design raffinato e prestazioni elevate. In particolare, il modello Tipo 35 risulta essere il più vittorioso nelle competizioni degli anni venti, ottenendo importanti riconoscimenti come il successo al primo Gran Prix di Monaco e raggiungendo il record di duemila vittorie, un primato ancora ineguagliato nella storia delle corse automobilistiche.

Tipo 35

ATLANTIC
Porsche – Prof, Dott. Ing. HC Ferdinand Porsche.

Ingegnere e imprenditore, noto come il Genio di Stoccarda, Porsche si distingue per la sua straordinaria capacità di innovazione. Nel 1920, il giovane Porsche sviluppò il suo primo motore progettato per essere installato direttamente sul mozzo della ruota.
L’automobile, infatti, venne equipaggiata con due motori elettrici aggiuntivi e due motori monocilindrici, pensati per ricaricare le batterie durante il percorso. Così nacque la prima Porsche ibrida e, allo stesso tempo, la prima automobile a trazione integrale.
Nel 1922, dopo essere diventato Direttore generale della Austro-Daimler, Porsche vide la sua vettura da corsa, la ADS-R Sasha, vincere la Targa Florio. Questo fu il primo trionfo sportivo per un’auto progettata da Porsche, successo dal quale in seguito derivò il celebre nome Porsche Targa.

ADS-R Sasha alla Targa Florio
Anche Porsche fu coinvolto dal regime nazista: nel 1938, Adolf Hitler affidò allo studio la progettazione della cosiddetta auto del popolo, la Volkswagen. Tuttavia, la prima vera Porsche arrivò solo nel 1939: si trattava della Type 64.

Type 64

Type 64
La scelta dei materiali seguì criteri tipici dell’ingegneria aeronautica: l’automobile fu interamente costruita in alluminio e dotata di carenature su tutte le ruote, al fine di diminuire la resistenza aerodinamica.
L’impiego della lega leggera per la Porsche Type 64 portò alla realizzazione di una vettura notevolmente leggera per gli standard dell’epoca, con un peso di soli 610 chilogrammi.
Soltanto nel 1946, a seguito della registrazione ufficiale del marchio aziendale, il figlio Ferry appose il nome Porsche sul cofano del veicolo, segnando così la nascita della prima Porsche a tutti gli effetti.
Il Prof. Dott. Ing. HC Ferdinand Porsche trascorse venti mesi in prigione, fino a quando il pilota automobilistico italiano Piero Dusio pagò la sua cauzione, permettendogli di ottenere la libertà. Nel giugno del 1948, il “Professor” realizzò finalmente il suo sogno fondando un’azienda in una vecchia segheria, dove iniziò a produrre artigianalmente le prime Porsche 356. In seguito, l’attività passò nelle mani del figlio Ferry.
Ferdinand Alexander Porsche, conosciuto anche come Butzi, era figlio di Ferry Porsche e nipote di Ferdinand Porsche. Negli anni Cinquanta, dopo essere tornato a Stoccarda, frequentò la Waldorf Free School e, una volta laureato, si iscrisse alla Ulm Graduate School of Design (Hochschule für Gestaltung).
Nel 1958 iniziò la sua carriera nell’ufficio di progettazione dell’allora Dr. Ing. hc F. Porsche KG. Nel 1962 divenne responsabile del Centro Stile Porsche e, l’anno seguente, diede vita alla 901, che sarebbe poi stata rinominata 911, diventando così una delle icone inimitabili dell’automobilismo mondiale.

Porsche 901
Ho voluto riassumere, sia pur abbastanza brevemente, quelle che sono le origini del mio approccio al “sentire il Design”, fondato su principi certi e fondamentali che possono essere combinati tra loro oppure applicati singolarmente.
Da questi concetti nasce una vera e propria disciplina secondo la quale :
IL DESIGN È UN MODELLO CULTURALE
basato sulla riorganizzazione del visibile
- È una attività progettuale multidisciplinare che determina le proprietà formali di oggetti prodotti industrialmente
- Definisce l’architettura del prodotto
- Sviluppa sistemi di processo innovativi, tecnologici, analogici, digitali e dialoga con IA
- Esprime funzionalità ed estetica
- Da un senso alla forma
- Rende disambigui i prodotti
- È strategico e al centro delle decisioni d’impresa
- Da un valore aggiunto e ripetuto nel tempo per un reciproco beneficio tra cittadino-utente / impresa-paese
- È poetico perché racconta una storia

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