AMBIENTE – L’Europa vorrebbe suonare una musica diversa

Proposta di estensione al 2027 su emissioni di CO₂ di auto e furgoni con maggiore flessibilità ai produttori europei. La transizione verso una mobilità sostenibile richiede un coordinamento tra industria, governi e investimenti in infrastrutture

L’industria automobilistica europea è un po’ come una rock band che non è pronta a suonare in un concerto live, anzi sta ancora accordando gli strumenti mentre il pubblico già scalpita per l’attesissima esibizione sulla mobilità sostenibile. La recente proposta della Commissione Europea di allentare temporaneamente gli obiettivi di emissioni di CO₂ per auto e furgoni offre ai costruttori una pausa per ritrovare il ritmo, ma il vero spettacolo deve ancora iniziare.

Il 1° aprile 2025, la Commissione Europea ha proposto di estendere il periodo di conformità agli obiettivi di emissioni di CO₂ per i veicoli leggeri dal 2025 al 2027, passando da un anno a tre. Questa mossa mira a concedere maggiore flessibilità ai produttori europei, che faticano a incrementare le vendite di veicoli elettrici in un mercato dominato da concorrenti cinesi e statunitensi. Tuttavia, la proposta necessita dell’approvazione del Parlamento Europeo e degli Stati membri dell’UE per entrare in vigore.


Pragmatismo verso la decarbonizzazione

Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA) ha accolto con favore questa iniziativa, definendola “un gradito primo passo verso un approccio più pragmatico alla decarbonizzazione dettato dalle realtà di mercato e geopolitiche”. Tuttavia, ha anche sottolineato che “i produttori da soli non possono far sì che la transizione avvenga al ritmo richiesto dalla legislazione dell’UE”.

De Vries ha messo in evidenza la necessità di “azioni ambiziose per potenziare le infrastrutture, incentivi alla domanda e misure per ridurre i costi di produzione”.

Non tutti, però, sono concordi con questa flessibilità. Volvo Cars ha espresso preoccupazione per possibili svantaggi competitivi per le aziende che hanno già investito per rispettare gli obiettivi del 2025. E Reuters segnala che il gruppo E-Mobility Europe teme che modificare i limiti di CO₂ possa rallentare l’adozione dei veicoli elettrici in Europa e scoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica.

Fondamentale una accelerazione

Nel frattempo, l’UE mantiene l’obiettivo a lungo termine di zero emissioni per tutte le nuove auto vendute dal 2035, nonostante alcune pressioni per rivedere questo piano. La Commissione Europea insiste sull’importanza di questo target per raggiungere gli obiettivi climatici e garantire un ambiente di investimento stabile nel lungo periodo.

In sintesi, mentre la pausa concessa ai costruttori può sembrare una nota positiva, è fondamentale che l’industria, i governi e gli altri stakeholder armonizzino gli sforzi per accelerare la transizione verso una mobilità a zero emissioni. Solo attraverso un concerto coordinato di investimenti in infrastrutture, incentivi alla domanda e innovazione tecnologica potremo davvero suonare la melodia della sostenibilità.

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