SICUREZZA – Alcolock, arriva il controllore di bordo
A fronte di una spesa di 2.000 euro circa, diventerà obbligatorio per chiunque sia stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza. Ma non mancano i dubbi e le lacune ancora da risolvere
In auto si muore troppo facilmente, e spesso neanche per colpa propria ma perché travolti da qualche incosciente che si è messo alla guida dopo aver bevuto troppo. A togliere ogni dubbio sono le cifre: lo scorso anno, su quasi 200mila controlli effettuati dalle forze dell’ordine su persone alla guida, oltre 5000 risultavano in stato di ebbrezza.
Quanto basta per convincere il Ministero dei Trasporti ad una stretta vigorosa con l’introduzione nel nuovo Codice della Strada dell’Alcolock, il dispositivo che impedisce all’auto di mettersi in moto se rileva che chi è seduto al posto di guida ha bevuto oltre alla soglia consentita dalla legge. Fare i furbi, per chi si sta pensando, sarà impossibile grazie ad un sigillo autodistruttivo che impedirà ogni tentativo di manomissione e una taratura ferrea che permette l’accensione dell’auto solo in presenza di 0 mg/l.
Al netto del benestare dall’UE al decreto attuativo inviato a Bruxelles in questi giorni, il sistema immobilizzatore dovrebbe entrare in vigore entro la prossima estate, in tempo utile per l’esodo vacanziero, e varrà tanto per i mezzi pesanti quanto per le auto. Il via libera sembra quasi scontato, visto che l’Italia è fra gli ultimo paesi europei ad adottare il sistema già in uso da tempo in Svezia, Finlandia, Austria, Francia, Belgio, Danimarca, Lituania, Svezia e Polonia.
La vera novità è che diventerà obbligatorio avere a bordo l’etilometro fisso nei due anni successivi a chi è stato condannato con via definitiva con sospensione della patente perché nel sangue aveva quantità alcol pari a 0,8 grammi/litro, mentre se il tasso era superiore a 1,5 l’obbligo sale a tre anni.
Secondo quanto previsto dal Ministero dei Trasporti, il dispositivo potrà essere montato esclusivamente da installatori autorizzati, che avranno la responsabilità anche di garantire la taratura, anche se sarà l’automobilista stesso a doversi preoccupare di avere il certificato aggiornato. Peccato manchi all’appello l’indicazione su chi deve controllare che tutto sia in regola.
Fin qui i confini della norma, a cui secondo qualcuno sono sfuggiti un paio di particolari non da poco. Ad esempio, lamenta “Federcarrozzieri”, chi sarà a scegliere gli installatori? Se la risposta è le aziende che producono gli alcolock, allora si creerà un limite alla libera concorrenza che andrà risolto. E questo, aggiunge la federazione, senza contare che il parco auto circolante in Italia è assai datato, con un’età media di vent’anni circa per il 22% delle vetture circolanti, con il rischio che sia tecnicamente impossibile montare il sistema. Altri si preoccupano più delle conseguenze per eventuali malfunzionamenti o danneggiamenti accidentali del sigillo, casi che farebbero scattare l’accusa di manomissione, con pesanti sanzioni amministrative.
Terzo punto, non meno importante: il costo dell’operazione, compresa l’installazione, dovrebbe oscillare intorno ai 2.000 euro, totalmente a carico dell’automobilista, che dovrà anche preoccuparsi della manutenzione e di avere a disposizione sempre in numero sufficiente i boccagli monouso.
Fra più soddisfatti spicca l’Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale), secondo cui la veloce attuazione dell’alcolock “dimostra la volontà di un pesante giro di vite sulla guida alterata, perché sono ancora troppi i conducenti che uccidono pedoni e ciclisti e sono condannati per guida alterata. Ci aspettiamo però la stessa velocità per le direttive sulla guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti e per il tanto atteso decreto sull’omologazione degli autovelox, ancora fermo negli uffici del ministero e non inviato per la notifica all’UE”.
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!