Mezzo secolo di Lancia Gamma: celebrata l’ammiraglia più originale della casa torinese
Innovazione tecnica, stile Pininfarina e una lunga eredità nel nuovo corso stilistico del marchio. Perché la Gamma rimane una delle vetture più ricercate da appassionati e collezionisti.
Nel marzo 1976, al Salone di Ginevra, Lancia presentava una delle sue vetture più originali e controcorrente: la Gamma, sviluppata in collaborazione con Pininfarina e destinata al segmento delle ammiraglie. Cinquant’anni dopo, Stellantis Heritage celebra questo modello che, nonostante una carriera commerciale non semplice, è oggi riconosciuto come una delle interpretazioni più raffinate e innovative del design automobilistico italiano degli anni Settanta.
Il ritorno di Lancia nel segmento delle ammiraglie
Alla fine degli anni Sessanta Lancia entra nel gruppo Fiat e avvia un profondo rinnovamento della gamma. Dopo il lancio della Beta, l’obiettivo è chiaro: riportare il marchio nel mondo delle vetture di rappresentanza, rimasto scoperto dopo la Flaminia.
La Gamma nasce così come nuova ammiraglia di prestigio, fedele ai principi tecnici del marchio: trazione anteriore, soluzioni ingegneristiche ricercate e un linguaggio stilistico volutamente alternativo rispetto alla concorrenza.
Il motore boxer tutto nuovo
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è lo sviluppo di un inedito quattro cilindri boxer in alluminio, da 2,5 litri e 140 CV, leggero e con un’erogazione estremamente fluida. La particolare architettura nasce dopo aver scartato opzioni prestigiose come il V6 della Flaminia o quello delle Fiat/Ferrari Dino.
Per il mercato italiano viene sviluppata anche una variante da 1.999 cc e 120 CV, in linea con la normativa fiscale dell’epoca.
Gamma Berlina: eleganza non convenzionale
La berlina due volumi rappresenta una rottura totale con le forme tradizionali delle ammiraglie anni Settanta. La linea filante con coda tronca, l’ampia vetratura e il grande lunotto fisso assicurano luminosità e un Cx di 0,37, un valore eccellente per l’epoca.
L’abitacolo privilegia comfort e qualità dei materiali, con dotazioni raffinate come alzavetri elettrici, retrovisore regolabile elettricamente e uno dei bagagliai più funzionali della categoria.
Gamma Coupé: la Gran Turismo firmata Brovarone
Pininfarina, con il designer Aldo Brovarone, realizza la Gamma Coupé, una due porte elegante e slanciata, caratterizzata da parabrezza e lunotto molto inclinati e da un abitacolo definito dai più come un vero “salotto viaggiante”.
La plancia, firmata da Piero Stroppa, riprende i canoni del product design anni Settanta, mentre i sedili ampi e confortevoli la rendono ideale anche per i lunghi viaggi.
Gli aggiornamenti della seconda serie
Nel 1980 la Gamma riceve un importante aggiornamento:
- debutta l’iniezione elettronica Bosch L‑Jetronic sul 2.5;
- cambia la calandra, ora più in linea con la tradizione Lancia;
- arrivano nuovi cerchi, interni rivisti e materiali più moderni (inclusi tessuti Zegna).
Anche la Coupé adotta l’iniezione e, per la prima volta, il cambio automatico a quattro marce.
I concept e le interpretazioni dei carrozzieri
Su base Gamma nascono alcune delle proposte stilistiche più interessanti dei maestri torinesi:
- Pininfarina T‑Roof (1978), spider con tetto asportabile;
- Pininfarina Scala (1980), elegante tre volumi quattro porte;
- Pininfarina Olgiata, una shooting brake ante litteram;
- Italdesign Megagamma di Giorgetto Giugiaro, prototipo che anticipa il concetto di monovolume;
- Gamma 3V, proposta a tre volumi del Centro Stile Lancia, oggi esposta all’Heritage Hub di Torino.
L’eredità della Gamma oggi
La produzione termina nel 1984, con circa 22.000 esemplari realizzati. Oggi, la Gamma è considerata una delle vetture più ricercate dai collezionisti e rappresenta una delle nove icone che stanno ispirando la nuova era di Lancia.
Non a caso, il nome è stato scelto per la futura ammiraglia totalmente nuova che sarà prodotta a Melfi, interpretazione contemporanea dei valori di eleganza, innovazione e comfort che hanno segnato il modello originale.




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