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A spasso con Zoe

Arrivano le elettriche!
Lo sbarco in grande stile a Torino delle vetture dell’imprenditore francese Vincent Bolloré contribuirà a dare un impulso alla loro diffusione? http://autologia.net/dopo-il-boom-la-frenata-il-car-sharing-ha-fatto-il-pieno/
Dalla città dell’auto per antonomasia, forgiata nel secolo scorso dalla Fiat (e dai suoi motori termici) potrebbe partire una “rivoluzione dolce”. http://autologia.net/car-sharing-elettrico-torino-francese/
E’ giusto parlare dei veicoli di “bluetorino” per un semplice motivo: le colonnine elettriche dove “faranno il pieno” di elettroni saranno fruibili anche da altri veicoli elettrici.
Un passo in avanti determinante: molti possibili acquirenti sono scoraggiati proprio dal non avere un box dove ricoverare la vettura equipaggiato con una presa (e, se si vuole, del relativo trasformatore per velocizzare i tempi di ricarica).
Ma come si può immaginare un futuro nel quale le vetture elettriche saranno diffuse?
Possono garantire all’automobilista lo stesso grado di “facilità d’utilizzo” delle vetture con motore a scoppio?
Autologia si è portata avanti provando uno dei prodotti più indicati per l’utilizzo cittadino: la Renault Zoe.
Grazie alla disponibilità della concessionaria Renault Premiere di Moncalieri abbiamo avuto la possibilità di avere una Zoe per due giorni.
La vettura, per ovvi motivi molto rara in Italia, ha un design equilibrato e innovativo. Piacevole a tal punto da chiedersi come mai non sia stato utilizzato per una vettura tradizionale. Gli stilemi principali (a partire dal grande marchio Renault dietro al quale si cela la presa dove inserire il cavo per la ricarica) sono quelli delle più recenti vetture della Régie (la versione definitiva è stata presentata nel 2012).
Non c’è chiave, come in molte vetture moderne. Per aprire le porte basta avere con sé la scheda (che ha comunque i tasti di apertura e chiusura) e toccare un bottoncino sulla porta.
La plancia, pulitissima e priva di fronzoli, ha un felice abbinamento di materiali. Il pulsante di start & stop serve per accendere il motore elettrico.
Un leggero fruscio, appena percettibile nei primi metri, ci proietta nel futuro. La progressione tipica dei motori elettrici ci permette di destreggiarci nel traffico con facilità: la Zoe, delle dimensioni di una Toyota Yaris, è in grado di lasciarsi dietro molte vetture al semaforo. Basta guardare un attimo nello specchietto retrovisore per vedere ancora gli automobilisti “normali” ancora alle prese con il prima-seconda.
La posizione centrale delle batterie permette di non fare sentire troppo il loro peso: solo “tirando” un po’ la vettura in certe dinamiche di guida (decisamente rare per l’utente medio) le sospensioni posteriori denunciano qualche piccolo limite, garantendo però alla vettura grande stabilità e sicurezza.
La ripartizione dei pesi “centrata”, dovuta anche al motore anteriore, regala al guidatore della Zoe un buon piacere di guida: un feeling accentuato dalla trazione anteriore e dalla giusta taratura dello sterzo. Il sistema di gestione della batteria prevede naturalmente il recupero di energia quando si rilascia l’acceleratore e si frena: un’azione che non provoca però un rallentamento deciso ma un leggero “freno motore”. I freni sono potenti e ben modulabili, adeguati alla massa del veicolo.
La gestione delle varie funzioni delle vettura avviene tramite un touchscreen, nel quale si possono vedere anche i dati del consumo.
E l’autonomia? Al momento della consegna la vettura aveva 120 km, sufficienti per “coprire” le necessità di un utente medio per due giorni. Con uno stile di guida un po’ accorto – ma senza sacrificare eccessivamente le prestazioni – si può utilizzare la vettura per quell’arco temporale. I consumi sono ovviamente più elevati se si lascia la modalità “eco” (azionabile tramite un tasto sul tunnel): in questo caso le prestazioni (in accelerazione) della piccola Zoe possono intimorire un bel po’ di vetture sportive equipaggiate con il tradizionale motore termico.
Il discorso autonomia e, di conseguenza, la ricarica, dipende dai motori: la ZOE è proposta con due propulsori: l’R240 (quello della vettura provata, con il quale si ha un’autonomia di 170 km in primavera e 115 in inverno) e il Q210 (con range di utilizzo di 150 km nella stagione calda e 100 km in quella fredda).
Per entrambi la potenza è identica: 65 kW (pari a 88 CV). Ultimo ma non per ultimo: come affrontare il problema ricarica?
Il rifornimento è attuabile in un tempo variabile in funzione della potenza disponibile, del dispositivo di ricarica e della “motorizzazione” scelta: anche in soli 30 minuti (ipotizzando l’utilizzo di una colonnina a 43 kW e della versione del motore Q 210).
Per effettuare l’operazione a casa si può usufruire della wall box (disponibile a pagamento), che eroga 3 kW di potenza, garantendo la ricarica in un tempo variabile tra le 6 e le 9 ore. Inutile dire che, in assenza di una diffusione capillare delle colonnine di ricarica, l’utilizzo di questo tipo di veicoli si limita alla città e agli immediati dintorni.
Una pecca che però potrebbe essere eliminata presto se il piano annunciato dal Ministro Graziano Delrio alla presentazione del car sharing “elettrico” a Torino avrà la possibilità di essere attuato con celerità.
Tanto per fare un esempio: se le colonnine di Bolloré fossero diffuse in tutta Italia una vettura come la Zoe potrebbe tranquillamente affrontare anche lunghi viaggi, come un normale week end al mare. A Torino, in breve tempo, saranno disponibili molti punti di “bluetorino” dove, tramite un abbonamento, si potrà ricaricare qualsiasi veicolo elettrico: per i clienti di questo servizio è assicurata l’erogazione a 7 kW.
Calcolare il tempo di ricarica completa della Zoe è facile: per portare al 100% la sua batteria da 22 kWh basteranno poco più di tre ore. Tramite un’apposita app è possibile vedere a distanza lo stato di carica della batteria.
Un’altra chicca? L’aria condizionata azionabile per 5 minuti tramite un tasto del telecomando.
Il prezzo di questa vettura?
Si va dai 22.100 Euro della versione Life fino ad arrivare ai 24.000 mila delle “Intens” e “Zen”.
A parte c’è il noleggio della batteria: 49 euro al mese.

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