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Alfa Romeo e Maserati in mani nuove

Sempre più a “stelle&strisce” il Top Management di FCA. L’americanocanadese Reid Bigland è stato nominato nuovo Ceo di Maserati e di Alfa Romeo, i due brand nazionali sui quali ha fatto la sua più grande scommessa Marchionne, che vuole farli diventare “globali”.

Il quarantottenne “Big”  Bigland pare essere un genio delle vendite visti i risultati che ha ottenuto nei suoi Paesi negli ultimi anni. Fisico da giocatore di football americano (…è uno di quelli che quando gli vedi la dimensione del collo e delle braccia gli dai sempre ragione!),  ha un curriculum variegato, con molteplici esperienze: laureato in Scienze Umanistiche all’Università della British Columbia, ha occupato diversi ruoli nel settore dei veicoli commerciali, della logistica e delle compagnie aeree, nel marketing, nelle risorse umane, oltre che nella  produzione, nella distribuzione e nelle vendite. In FCA è attualmente anche CEO di Ram e Dodge

L’ottimo Harald Wester, invecchiato a vista d’occhio negli ultimi anni, a causa dello stress accumulato per raggiungere, tra mille difficoltà, i non semplici obiettivi assegnategli e mettere in strada la nuova Giulia e il Levante in breve tempo, continuerà a ricoprire “solo” il ruolo di Chief Technology Officer del Gruppo.

Marchionne ha giustificato la sua mossa cercando di dargli un senso : “Sono grato ad Harald per il lavoro svolto negli ultimi anni nel creare una solida struttura tecnica per i nostri due marchi premium, lavoro culminato nei recenti lanci del Maserati Levante e dell’Alfa Romeo Giulia. È ora giunto il momento di indirizzare i nostri sforzi verso l’espansione commerciale a livello globale di questi due marchi e sono convinto che Reid sia la persona migliore per portare a termine questa missione. Negli ultimi sette anni, Reid è riuscito a ottenere risultati straordinari a livello di crescita delle vendite e della quota di mercato negli Stati Uniti e in Canada, gestendo allo stesso tempo la crescita e il posizionamento dei marchi Ram e Dodge”.

Come dire: le nuove auto le abbiamo fatte…ora dobbiamo venderle, e lo facciamo fare a chi ha dimostrato di essere capace di farlo (…in America)

3 commenti
  1. Mister X
    Mister X dice:

    gentile Antonio,
    mi sembra che il signor Perini faccia delle affermazioni precise e lei lo accusa di non saper nulla, allora ci illumini lei …che si dichiara cosi meglio informato!

  2. Antonio
    Antonio dice:

    Lei non sa nemmeno di cosa sta parlando …. il suo commento è un ricettacolo di fandonie …. forse avrebbe fatto meglio a moderare quello che lei definisce caratteraccio … e che io definisco ignoranza sull’argomento specifico …

  3. Giancarlo Perini
    Giancarlo Perini dice:

    Cari Amici, mi permettete uno sfogo coerente con il mio caratteraccio? Ho davvero amato e continuo ad amare la “vera” Alfa Romeo, quella che- tra alti e bassi – ha vissuto fino all’era di Ghidella (con ciò che ha lasciato e che è servito ancora per alcuni anni). Ebbene, non ce la faccio più a starmene zitto e tranquillo. Riporto di seguiti ciò che ho scritto poco fa su Facebook.
    “Esce la nuova Alfa Romeo, un disastro ampliamente e lungamente anticipato e Sua Maestà scarica le responsabilità – come è giusto che sia – sul responsabile del marchio, indubbiamente colpevole, a mio modesto parere, di aver accettato di lavorare nelle (e alle) impossibili e insane condizioni e restrizioni imposte dal mago della finanza. A tempo debito lascerà anche SM ma con un bel pacchetto di azioni FCA e Ferrari. Dopo l’esperienza Olivetti un altro grande finanziere sta uccidendo (sempre che il processo non sia già stato completato) l’industria automobilistica italiana. Naturalmente ciò sarà svelato agli italiani dai media nazionali solo quando sarà stato scritto l’ultimo capitolo.”
    Qui aggiungo, rivolgendomi al mondo dei giornalisti, che sarebbe utile – anche se forse non troppo bello – che qualcuno raccontasse quanto volte, in quali tempi, in quanti luoghi e da quanti responsabili (di marketing, stile, tecnica, di vertice) è stata fatta e rifatta, ridisegnata e modificata quella che alla fine è diventata questa nuova Giulia. Conoscere la storia di un fallimento annunciato potrebbe evitare di ripetere gli stessi errori.

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